<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040</id><updated>2012-01-19T11:30:33.349+01:00</updated><category term='La mia India'/><category term='Il rito della tavola'/><category term='Il mondo a parte'/><category term='Joshua'/><category term='Amarcord'/><category term='Kritika e ristorazione'/><category term='L&apos;unico cliente'/><category term='La Piccolacuoca va al cinema'/><category term='La ricetta'/><category term='La mia Madras'/><category term='the trip'/><category term='De rerum culinaria'/><category term='PuzzoJoshua'/><category term='Il mio ombelico'/><category term='La Storia spiegata dalla Piccolacuoca'/><title type='text'>lapiccolacuoca</title><subtitle type='html'>Brillat-Savarin (1755-1826): dimmi ciò che mangi e ti dirò chi sei. Oltre a mangiare io cucino e quindi lavoro affinchè tutto dopo si trasformi in cacca. Forse è Pop-art. Non è una blogcosa seria. Ma fondamentale sì.
(illustrazione: Massimo Giacon)</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>206</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-5128093813798005934</id><published>2011-07-08T11:00:00.003+02:00</published><updated>2011-07-08T12:14:32.255+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Amarcord'/><title type='text'>Sui rami alti del pruno</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-TQ5Wb-kCCNk/ThX_L_hObXI/AAAAAAAAAac/gKkJ59_PdHw/s1600/pruno.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 246px; FLOAT: right; HEIGHT: 205px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5626683890963737970" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-TQ5Wb-kCCNk/ThX_L_hObXI/AAAAAAAAAac/gKkJ59_PdHw/s400/pruno.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; Si era ai primi di marzo del '44 e l'aria stava cambiando. Sui cigli dei fossi le primule gialle fiorivano e in lontananza, all'orizzonte, la grande quercia stava di guardia al tesoro nascosto tra le sue radici.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il pruno in quei giorni era carico di gemme che presto sarebbero sbocciate. Centenario si stagliava a sinistra dall'ampia aia, di fronte il casolare, e d'estate si caricava di prugne succose. Le migliori, quelle toccate dall'angolazione perfetta dei raggi del sole, si trovavano sui rami più alti e da quelle mamma Grazia era solita fare l'unica marmellata che la famiglia consumava nei freddi mesi d'inverno. Era una marmellata dal sapore lieve e particolare, che tutti divoravano gustandola, ben sapendo non solo che era unica ma che era la migliore, non troppo dolce e non troppo amara. Era la loro marmellata preferita. Era la marmellata di mamma Grazia.&lt;br /&gt;L'incaricato a salire e raccogliere le prugne nei rami più alti del pruno era il piccolo Gustavo dalla orecchie a sventolina. S'arrampicava leggero e veloce, tanto che pareva una scimmietta, e staccava i frutti altrettanto velocemente, riempiendo il paniere in quattro e quattrotto. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quel mattino d'inizio marzo il piccolo Gustavo si svegliò per il freddo. Sua sorella Augusta non c'era nel lettone e neanche suo fratello Steno. Scosso dai tremori stava quasi per mettersi a pisciare sul letto ghiacciato. Si alzò, s'infilò gli zoccoli e scese le scale, uscì nell'aia e rimase abbagliato dalla luce mattutina. Coprendosi gli occhi con la mano corse al gabinetto che stava al di là dell'aia. Mentre pisciava si ricordò del sogno. Erano tutti attorno alla quercia, con Bepi il mona che sussurrava &lt;em&gt;tiremole fora, femole shcioppar tutte e cantemo eepooooneevin&lt;/em&gt;. Mentre dissotterravano le munizioni ai piedi della quercia, sua madre s'era avvicinata da dietro e gli aveva accarezzato la testa e gli aveva dato un buffetto &lt;em&gt;vara che no s'è robe da far&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scrollando il pisello l'immagine di mamma Grazia che gli accarezzava la testa lo fece quasi ridere. &lt;em&gt;Xera un sonio,&lt;/em&gt; si disse. Si portava dentro l'assoluta certezza che mamma Grazia mai nell'intera vita gli avesse accarezzato la testa. Forse l'aveva fatto, forse quella sensazione sconosciuta risaliva a tempi dei quali non aveva memoria. Era cosciente solo del fatto che mamma Grazia non l'aveva mai accarezzato. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Gò fatto un sonio beo&lt;/em&gt; pensò uscendo dal gabinetto e si riavviò verso il casolare. Gli s'affacciò di nuovo alla memoria l'immagine delle munizioni e gli sovvenne che non erano più andati laggiù, vicino ai resti dello Stuka. Erano arrivati tedeschi, che i tedeschi arrivavano sempre. Avevano trasportato altrove l'aereo e ai cadaveri avevano dato degna sepoltura con una cerimonia grandiosa per onorare l'eroismo della grande Luftwaffe. Nessuno del paese, a parte tedeschi e fascisti, aveva partecipato a quel funerale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il piccolo Gustavo e tutta la banda non ne avevano più parlato. Era un tacito accordo, era il loro segreto. I giorni erano passati fino a quel mattino e il piccolo Gustavo dalle orecchie a sventolina decise che era giunto il momento, perché se arrivano i sogni qualcosa vuol pur dire. Il piccolo Gustavo s'incontrò al solito posto con tutti gli altri bambini sfacendati dopo il magro pranzo, mentre i grandi andavano a riposarsi un paio d'ore.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"&lt;em&gt;Gavemo da tirar fora le palotole dei tedeschi&lt;/em&gt;"&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"&lt;em&gt;E cossa femo coe palotole?"&lt;/em&gt; chiese Bepi il mona, ma l'idea di disseppellire le pallottole aveva già preso la fantasia dei bambini che prontamente s'erano messi a correre verso la quercia e alacramente avevano iniziato a scavare con le mani la terra finchè non trovarono la scatola e riuscirono a tirare fuori le rastrelliere. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"&lt;em&gt;Le femo shcioppàr&lt;/em&gt;". Annunciò il piccolo Gustavo entusiasta. Guardò il Bepi quasi a dirgli che stava seguendo le sue indicazioni, che va bene che era un sogno, ma mica era un'idea sua quella. E Bepi il mona obiettò "&lt;em&gt;Ma le xè massa&lt;/em&gt;". Il piccolo Gustavo stava per averne a male ma poi comprese che &lt;em&gt;el xera stato un sonio beo&lt;/em&gt;. Gli altri stavano trasportando le munizioni verso il luogo dove era caduto lo Stuka. Le misero una sopra l'alta impilandole in una stabile catasta e ne lasciarono fuori alcune da cui estrassero la polvere da sparo e fecero un lunga striscia. Bepi aveva i fiammiferi e accese la miccia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;I contadini dei dintorni ebbero un sopprassalto per lo scoppio violentissimo e uscirono dai casolari spaventati, che pareva fosse scoppiata una bomba. Da lontano una lunga colonna di fumo denunciava l'accaduto. E si misero in attesa, dolorosamente consapevoli che qualcosa di grave era accaduto, aspettando preoccupati che arrivassero i tedeschi, che arrivavano sempre. I bambini intanto erano stati sbalzati dall'urto dello spostamento d'aria. S'erano feriti ed escoriati ed erano completamente coperti di nero di fuliggine. Rintronati dal botto s'erano dati a un fuggifuggi generale. Sapevano di averla combinata grossa e capivano che a casa li avrebbero presi a cinghiate.&lt;br /&gt;Mentre correvano zoppicando sentirono il rombo delle camionette tedesche. Il piccolo Gustavo mentre si dirigeva verso casa, avendoli intravisti sulla strada da lontano, si trovò la via sbarrata dal pruno su cui s'arrampicò veloce. Lui lo sapeva che le persone non guardavano mai in alto. E lassù si calmò sentendosi al sicuro tra i rami alti carichi di gemme.&lt;br /&gt;Le due camionette entrarono nell'aia e scesero i tedeschi e quasi l'intera famiglia stava uscendo di casa con aria apprensiva. Spianarono le armi facendo alzare le mani e le braccia, mettendola contro il muro di casa. Papà Angelo proprio in quel momento uscì dalla stalla e s'avvicinò al comandante che stava ordinando qualcosa ai suoi soldati. Camminava a testa alta, non mostrando segni di paura, con la fronte corrugata e si fermò di fronte al tedesco. Che corrugò a sua volte la fronte e iniziarono a parlare ma il piccolo Gustavo non riusciva a sentire niente, 'ché era troppo lontano e in alto. La conversazione ebbe fine quando papà Angelo scosse la testa deciso.&lt;br /&gt;Abbracciato al ramo del pruno, guardò impotente il comandante puntare la pistola alla tempia di papà Gustavo che se ne stava immobile con gli occhi azzurriazzurri fissi in quelli del comandante. E proprio allora uscì mamma Grazia. Che si avviò decisa incontro ai militari e li guardò a uno a uno e poi disse qualcosa indicando i figli e i parenti radunati in fila. Disse qualcosa e di nuovo il piccolo Gustavo non riuscì a sentire. Fissava ipnotizzato la scena, aspettando senza respirare che i militari iniziassero a sparare alla sua famiglia radunata contro il muro del casolare.&lt;br /&gt;Il comandante abbassò la pistola e tutti i militari parvero rilassarsi. Poi diede un ordine e quattro di loro entrarono in casa. Era tutto avvolto in un silenzio pesante. Aspettò che militari uscissero di casa e finalmente dopo un tempo che giudicò lunghissimo i soldati vennero fuori, trasportando uova, farina, burro, latte, polenta, zucchero, sale e sacchi di polenta. Si avviarono verso il pollaio e presero le galline e i conigli. Entrarono nella stalla e trascinarono fuori il maiale, che strillava e scalciava. Allora uno di loro estrasse la pistola e gli sparò alla testa, gli strilli cessarono di colpo mentre il suono dello sparo rimbombò nell'aia. Sussultarono e capirono che sarebbero morti. Nessuno parlò o pianse o pregò. Rimasero fermi contro il muro. Zia Giovanna cominciò a pregare sileziosamente, zio Giovanni respirò piano. I tedeschi caricarono sulla camionetta le vettovaglie razziate. Il comandante intanto aveva rinfoderato la pistola e seguiva il caricamento. Il maiale pesava e ci vollero ben quattro di loro per tirarlo sù. Poi il comandante si avvicinò di nuovo a papà Angelo e gli sibilò qualcosa. Nessuna risposta, nessun accenno, nessun abbassamento di occhi. Mamma Grazia era ferma in mezzo all'aia, fece pochi passi e fu vicina a papà Angelo. Il comandante disse qualcosa anche a lei. Mamma Grazia alzò il mento e di nuovo indicò tutta la propria famiglia appoggiata al muro. Il piccolo Gustavo conosceva quell'alzata di mento. Mamma Grazia era &lt;em&gt;rabbiatissima&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Il comandante gridò un ordine ai soldati e si avviarono sulla camionetta, lui pure si girò e montò davanti, il guidatore mise in moto e partirono sgommando.&lt;br /&gt;Papà Angelo si volse verso mamma Grazia scuotendo la testa, le disse qualcosa e le accarezzò la guancia. Lei si volse verso la famiglia che si stava staccando a pezzi e stava correndo verso di loro, rimasti fermi in mezzo all'aia, li avvolsero in un abbraccio, senza riuscire a sorridere o a piangere. S'avviarono verso casa e mentre entravano mamma Grazia si volse e guardò verso i campi, e alzò lo sguardo verso il pruno e il piccolo Gustavo seppe che era stato visto. Lo seppe perché la mamma Grazia aveva piegato la testa e lo faceva sempre quando lui ne faceva una delle sue.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;"E poi?" chiese la figlia. "E poi quella volta non le ho &lt;em&gt;ciapade&lt;/em&gt;" rispose papà Gustavo&lt;br /&gt;"Ma ti aveva scoperto" "Sì. Ma &lt;em&gt;xero massa in alto sul pruno&lt;/em&gt;" disse papà Gustavo con il tipico sogghigno del ragazzino astuto che è riuscito a farla franca.&lt;br /&gt;Non gli venne da raccontare che la mamma Grazia prima di richiudere la porta dietro di sè, gli aveva sorriso. E lui quel sorriso lì non l'aveva mai visto. Un sorriso così unico e speciale che era uguale al sapore della marmellata di prugne, quelle migliori, che stavano nei rami più alti del pruno. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-5128093813798005934?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/5128093813798005934/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=5128093813798005934' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5128093813798005934'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5128093813798005934'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2011/07/sui-rami-alti-del-pruno.html' title='Sui rami alti del pruno'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-TQ5Wb-kCCNk/ThX_L_hObXI/AAAAAAAAAac/gKkJ59_PdHw/s72-c/pruno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-9207399376370295060</id><published>2010-12-18T11:00:00.000+01:00</published><updated>2010-12-18T09:48:56.453+01:00</updated><title type='text'>Pordenone. 1943. Dicembre. Lebkuchen.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5549806009162697458" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 222px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/TQTfKUR4ivI/AAAAAAAAAZo/BHhOpxJjG4s/s400/Stuka.jpg" border="0" /&gt;Giunsero prima i rombi e la banda di bambini alzò lo sguardo e avvistò gli Stuka e la luce grigia del cielo basso s'incupì, come d'estate all'arrivo della tempesta. L'odore del giorno cambiò e d’improvviso ci fu un scoppio di fuoco e scapparono a rifugiarsi nel fosso, con il cuore che batteva forte, mentre il rumore terrificante di uno Stuka che cadeva perpendicolare interrompeva la quiete in mezzo alla campagna di un freddo pomeriggio del 24 dicembre 1943.&lt;br /&gt;Lo Stuka precipitò dritto e loro nascosti e ansimanti nella basso del fosso si protessero la testa con le braccia magre e tremanti, 'ché nessuno di loro aveva mai visto cadere un aereo prima. Si coprirono terrorizzati le orecchie con le mani fredde coperte dai geloni e chiusero gli occhi nel mentre che lo Stuka s'abbatteva al suolo. Il boato fece tremare la terra. Poi il silenzio. Un assoluto silenzio. Storditi i bambini si levarono le mani dalle orecchie e riaprirono gli occhi, lentamente. Ma rimase tutto silenzioso, come fossero diventati sordi all’improvviso, solo l'odore dell’aria era cambiato, sapeva di fumo e di bruciato. Piano cominciarono a strisciare fuori dal fosso. S'era alzato un vento freddo e gelido, un vento che aveva il sapore della neve. I bambini stettero a osservare l'aereo spezzato in due da lontano e poi uno di loro, piccolo, sottile e smagrito prese a correre veloce verso i resti.&lt;br /&gt;Si chiamava Gustavo e aveva sette anni. Correva velocissimo, una piccola scheggia con le scarpe bucate e il freddo che gli staccava le ginocchia sbucciate e le orecchie sventoline. Correva e correva e non sentì le urla di richiamo dal lontano dei campi di mamma Grazia. Era ancora assordato dallo scoppio. Si fermò a pochi metri, non sapendo bene che fare e da che parte andare ma si decise e s'avvicinò circospetto al muso dell'aereo e vide attraverso il vetro scheggiato del parabrezza il corpo del pilota.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;El xè morto&lt;/em&gt;?" sussultò d’improvviso sentendo il sussurro alle sue spalle di Steno, il fratello più piccolo.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Se te casca da così in alto te mori. Sicuro&lt;/em&gt;." rispose lui, quasi infastidito.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Vatu dentro ti&lt;/em&gt;?" Bepi aveva nove anni ed era il più grosso e grande di tutti ma il xera anche il pi’ mona. Dietro di lui erano sopraggiunti gli altri. Li poteva percepire dalla condensa nebbiosa dei fiati.&lt;br /&gt;Di nuovo il silenzio venne spezzato dalla voce della mamma Grazia che li stava chiamando. Questa volta il piccolo Gustavo la sentì ma non gli venne nessuna intenzione di rispondere. Era successo un fatto incredibile.&lt;br /&gt;S'aggirarono attorno ai due pezzi roventi di aereo fumante nell'aria gelida. Scoprirono che nella coda c'era un altro tedesco morto. Con gli occhi sbarrati stava riverso a una cassa di munizioni adibite alla rastrelliera del mitragliatore. C’erano tantissime cartucce e disse sbrigativo agli altri: "prendemo". Intravide tra i piedi del morto una grande borsa di pelle nera.&lt;br /&gt;Fu un grosso lavoro di squadra e passa la prima cartuccera e poi la seconda e via via le altre e finito il lavoro di trasporto si pensò dove piazzarle. Pensa che ti ripensa si decise che era meglio seppellirle. Era inverno. Era più sicuro. Faceva freddo e nessuno si sarebbe messo a scavare. Ci avrebbero pensato i giorni seguenti a cosa farne, che di lì a breve sarebbe arrivata la gaurnigione tedesca che stazionava ancora in paese a controllare i resti dell’aereo. I bambini tasportate fuori tutte le munizioni, di fronte alla grande quercia, che delimitava i confini tra un podere e l'altro, scavarono con le mani un bel buco impiegandoci il suo tempo, dato che la terra era fredda e gelata e fu un lavoro piuttosto faticoso. Le interrarono e misero un sasso per ricordarsi bene il luogo del nascondiglio. Ma fecero veloci che lo sapevano che sarebbero arrivati i tedeschi. Arrivavano sempre.&lt;br /&gt;Neanche da dir che i tedeschi erano &lt;em&gt;massa&lt;/em&gt; cattivi. Erano come tutti i grandi, bisognava fare quello che volevano loro e muti e zitti che se no ti bruciavano il fienile, la casa e poi ti sparavano &lt;em&gt;anca ‘dosso&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Paresempio&lt;/em&gt;: era successo l'anno prima alla famiglia Piccinin. Tutti morti sparati. A parte Piero che aveva pochi mesi e stava bellamente dormendo nella culla sopra. Dormiva alla grande e figuriamoci se s'era svegliato per una sventagliata di mitra. L'aveva fatto svegliare la fame ore dopo e per fortuna che stavano tutti attenti i contadini dei paraggi e avevano deciso di dare degna sepoltura quando sarebbe calata la notte e s'erano messi d'accordo con il prete don Carlo, che stava pregando nell’aia per i poveri resti della famiglia quando aveva sentito le urla strazianti del bambino al piano di sopra e s'era precipitato a prenderlo. Poi era andato a casa dei Meneghel nel podere vicino a portarlo, bisbigliando al miracolo e il Menghel padre l'aveva guardato stranito "&lt;em&gt;Don Carlo setu matt? cossa te son drio dir? macchè miracolo diocan! la xe n'altra bocca da sfamare&lt;/em&gt;" Don Carlo s’era preso tante di quelle bestemmie che per un anno al Meneghel levò l’assoluzione o così andava dicendo in giro il Meneghel padre. Era andata a finire che un paio di mesi se lo teneva una famiglia e poi un'altra e poi un'altra e il Piero passava di famiglia in famiglia sempre sorridente, 'ché per lui era importante solo mangiare e sopravvivere e proprio in quei giorni stazionava a casa del piccolo Gustavo. Nessuno aveva detto niente. Rientrava nel conto che quella era la guerra e che sarebbe un giorno finita e loro era solo contadini da generazioni e lo sapevano com'era fatta, la guerra. Arrivavano i soldati, distruggevano, razziavano e e bisognava far sparire donne e bambini nei granai casomai volessero violentare tutti. L'unico vero fattore negativo era che in quella zona da tre decenni erano diventati tutti socialisti e si sa come andavo le cose tra socialisti e fascisti. Comunque prima delle botte e dei litigi per Mussolini, bisognava piantare e raccogliere e coltivare e mungere e mandare avanti le loro fattorie. Nonostante la guerra, brutta, violenta, affamante e disperante, i contadini lo sapevano che avevano un'altra guerra fatta di grandine e sole cocente e malattie proprie e quelle dei loro animali e delle loro piante.&lt;br /&gt;Il piccolo Gustavo si strofinò le mani sporche di terra sui pantaloni e volse lo sguardo ai resti della coda. Gli si era fissata l'immagine della borsa nera. Corse verso l'aereo e sparì all'interno.&lt;br /&gt;Steno gli andò appresso ma lo aspettò fuori e chiese "&lt;em&gt;Cossa fatu&lt;/em&gt;?"&lt;br /&gt;"Zitto" Era lì che passava lo sguardo dal tedesco riverso morto dagli occhi sbarrati alla borsa tra i piedi. Non che gli facesse paura il morto era solo che non ne aveva mai visto uno con gli occhi così sbarrati. Alla fine si decise e fece scivolare la borsa fuori. Non era pesante. Se la portò agilmente fuori. Non voleva aprirla. Ma neanche poteva portarla a casa. O meglio poteva ma avrebbe dovuto dare spiegazioni e lui detestava l’idea di mettersi a spiegare i come e i perché sotto lo sguardo severo di papà Angelo. Anzi peggio avrebbe dovuto dividere il contenuto con tutta la famiglia, con papà Angelo che l'avrebbe continuato a guardare in silenzio con quel suo sguardo celesteceleste che gli si apriva sempre un mezzo buco nello stomaco quando lo trapassava e uh per non parlare della mamma Grazia che, a parte il viso non aveva niente di niente di grazia, era dura e algida e terribile, uh la mamma Grazia era &lt;em&gt;teribile&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Allora decise di aprirla lì subito. S'avviò deciso verso il fosso piu lontano, coperto dagli alberi. Gli altri lo seguirono. Aprì le due cinturine che tenevano chiusa la borsa nera. Tirò fuori delle carte e un libro ma era tutto scritto in tedesco e decise che le avrebbe regalate alla sua maestra Minghetti, che era gentile e buona con tutti e sapeva tenere a bada anche i più turbolenti di loro. Sfogliando il libro cadde una foto. C’erano due bambini. Li guardarono "&lt;em&gt;i xè bei&lt;/em&gt;". disse Piero. Sorrisero. C'erano alcune lettere. Anche quelle decise che le avrebbe dato alla maestra. Tanto in casa nessuno leggeva. In fondo alla borsa avvolta dalla stagnola c'era ‘na roba. La prese con circospezione e la scartò attento. Era un pezzo di pane, coperto da una sottile glassa di zucchero bianco. Era marrone e profumava. Di cannella, di pepe e di altri odori irriconoscibili. Non aveva mai annusato quegli odori lì. Mai.&lt;br /&gt;L'odore del pane li avvolse. Il piccolo Gustavo spezzò in parti uguali il pane speziato e tutti i bambini lo portarono alla bocca lentamente. Lo masticarono a lungo. Aveva un sapore dolce e ricordava quasi la pinza della zia Giovanna che faceva per il falò e il pan e vin il giorno della befana. Molto più aromatico e senza la frutta secca. Mentre masticavano chiusero gli occhi estasiati, ‘ché quel sapore era indefinibile. Era il sapore unico delle cose sconosciute eppure buonissime, di cibi lontani che nessuno di loro conosceva, di cui nemmeno il nome si sapeva. Inghiottirono e si guardarono felici.&lt;br /&gt;Il piccolo Gustavo invece non mandò giù tutto l’ultimo boccone, annusò l’aria “stanotte vien giù neve” annunciò con la bocca ancora intenta a masticante. Continuava a ruminare, bizzaramente conscio della propria fame, che se ne sarebbe mangiato un altro chilo, e dell'improvvisa voglia di fuggire da quel posto affamato.&lt;br /&gt;In un freddo pomeriggio della vigilia di Natale quasi ormai all'imbrunire, poco prima di cena, nessuno dei bambini avrebbe previsto che quel sapore l'avrebbero riprovato anni dopo. Da grandi. Da emigranti. Chi in Germania e chi in Svizzera. Ne impararono anche il nome: &lt;em&gt;lebkuchen&lt;/em&gt;. E il piccolo Gustavo non se lo sarebbe mai immaginato che il sapore di quel pane speziato sarebbe rimasto incancellabile nella memoria, intrecciato all'odore di fumo e bruciato, al suono dell rombo dello Stuka caduto dal cielo e a un paio di occhi sbarrati.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Un altro Natale e un altro &lt;span style="color:#006600;"&gt;PSlA&lt;/span&gt;, tradizione inaugurata dal &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.blogsquonk.it/?p=4584&amp;amp;cpage=1#comment-204882"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Sir&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, che è come a un panettone regalato al Sir. &lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-9207399376370295060?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/9207399376370295060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=9207399376370295060' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/9207399376370295060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/9207399376370295060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2010/12/pordenone-1943-dicembre-lebkuchen.html' title='Pordenone. 1943. Dicembre. Lebkuchen.'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/TQTfKUR4ivI/AAAAAAAAAZo/BHhOpxJjG4s/s72-c/Stuka.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-849811076884241787</id><published>2010-12-17T19:13:00.003+01:00</published><updated>2010-12-18T07:08:34.626+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mia Madras'/><title type='text'>Il monsone</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/TQuDUsAlLeI/AAAAAAAAAaI/mPo9YmeCBII/s1600/chance_of_rain.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551675357098487266" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 40px; CURSOR: hand; HEIGHT: 40px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/TQuDUsAlLeI/AAAAAAAAAaI/mPo9YmeCBII/s400/chance_of_rain.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Continuavano a dire che non pioveva e quant'era strano che non piovesse e il monsone fosse così in ritardo e dov'era finito il monsone. Parevano moltissimo preoccupati. Continuavano a dire che rispetto all'anno scorso a quell'ora un bel ciclone aveva già colpito e devastato la regione. Continuavano a dire che quest'anno non c'era stata pioggia a settembre, e non c'era stata nessuna avvisaglia di monsone a ottobre e dov'era finito il monsone. E poi finalmente è arrivato. Ed è ovvio il monsone più lungo della storia del secolo. Strade e quartieri allagati, fiumi straripati e sono tutti contenti. Bisogna dire che gli indiani hanno un affascinante rapporto con i monsoni. O meglio: tutti i popoli con carenze idriche hanno un rapporto con l'acqua quasi sacrale. La sua mancanza e la conseguente disperante necessità noi occidentali non la capiamo davvero mai sino in fondo, finché non arriviamo in posti dove l'acqua non c'è e la poca che c'è non è potabile. Noi occidentali diamo per scontato che si apra il rubinetto e si beva tranquilli. E dovremmo ringraziare l'impero romano e i suoi acquedotti per averci dato questa distanza materiale, divenuta distanza culturale, di facilità con cui attingiamo alle sorgenti. Fuori dal nostro mondo l'acqua è un bene preziosissimo. E costoso. Qui si vive di bottiglie e di tanichette. Quella che scorre dai rubinetti bisogna sempre farla bollire. Ovunque ci sono avvisi per non sprecare l'acqua e s'acquistano abitudini quotidiane come quella di chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti e farsi la doccia con un secchio da 8 litri. Nessun occidentale che arriva nei paesi del secondo e terzo mondo è preparato a non avere acqua e s'innorridisce e si spaventa per la mancanza d'igiene che ne deriva. Tutto per dire che qui a metà dicembre continua a piovere e fa addirittura freddo: 23 gradi con tasso d'umidita' al 100% e che mi sto mettendo la felpa. Pesante. Non è per niente normale. Lo so: lì nevica. Ma dai, è inverno, mica state vicino ai tropici. Lo ripeto: non è normale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-849811076884241787?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/849811076884241787/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=849811076884241787' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/849811076884241787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/849811076884241787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2010/12/il-monsone.html' title='Il monsone'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/TQuDUsAlLeI/AAAAAAAAAaI/mPo9YmeCBII/s72-c/chance_of_rain.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-6228253226417546449</id><published>2010-12-12T14:01:00.000+01:00</published><updated>2010-12-12T16:34:40.760+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='De rerum culinaria'/><title type='text'>Un bel giorno per guardare</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/TQTpZUfSAFI/AAAAAAAAAZ4/nZtNg4az14I/s1600/MRPPL1CAL9MF6XCA2R5XN3CAQCOUDKCAWXMPD7CA02LU93CAB41NG8CAVY4R4CCAOG5QVMCA0I6YKGCA3UHZF2CAFNH18OCAAVEK86CAE3KSC6CA6SUT18CAJ1AKW7CAAK4SLCCAKW1YI4CAU5YZBC.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5549817262033207378" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 82px; CURSOR: hand; HEIGHT: 82px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/TQTpZUfSAFI/AAAAAAAAAZ4/nZtNg4az14I/s400/MRPPL1CAL9MF6XCA2R5XN3CAQCOUDKCAWXMPD7CA02LU93CAB41NG8CAVY4R4CCAOG5QVMCA0I6YKGCA3UHZF2CAFNH18OCAAVEK86CAE3KSC6CA6SUT18CAJ1AKW7CAAK4SLCCAKW1YI4CAU5YZBC.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Son qui che sto lavorando ai menù natalizi e sto andando in giro per la rete e scopro che non è che ci sia una gran voglia di novità o almeno io non le vedo sull'internet. Studiare e vedere se si trovano nuove idee (che tanto quelle buone sono già state tutte inventate) non è facile. Anzi. Sfogliare e sfogliare menù, guardare foto su foto, immagazzinare ricette su ricette, a fine giornata mi ritrovo come se mi fossi fatta la classica abbuffata. E diventa tutto pesante che vien voglia di bermi il Fernet. Che mi fa pure schifo. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-6228253226417546449?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/6228253226417546449/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=6228253226417546449' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/6228253226417546449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/6228253226417546449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2010/12/un-bel-giorno-per-guardare.html' title='Un bel giorno per guardare'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/TQTpZUfSAFI/AAAAAAAAAZ4/nZtNg4az14I/s72-c/MRPPL1CAL9MF6XCA2R5XN3CAQCOUDKCAWXMPD7CA02LU93CAB41NG8CAVY4R4CCAOG5QVMCA0I6YKGCA3UHZF2CAFNH18OCAAVEK86CAE3KSC6CA6SUT18CAJ1AKW7CAAK4SLCCAKW1YI4CAU5YZBC.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-682373873321943579</id><published>2010-11-14T13:51:00.003+01:00</published><updated>2010-12-10T08:08:37.298+01:00</updated><title type='text'>2010. Hong Kong</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/TN-_gQJDUqI/AAAAAAAAAZg/wS3_MsojAnw/s1600/03112010_001_.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5539356627498652322" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/TN-_gQJDUqI/AAAAAAAAAZg/wS3_MsojAnw/s400/03112010_001_.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Hong Kong: ritornarci dopo quattro anni e ritrovarla diversa e stupirsene. Forse è la tipica sensazione da europei, meglio da italiani. Forse perché abbiamo una mappatura permanente da città statica. Forse ci si dovrebbe abituare all'idea orientale dell'impermanenza, per cui, appena si può, si butta giù il vecchio e si ricostruisce tutto nuovo e luccicante. Il vecchio non è mai percepito come antico, ma solo come povero e sfigato. E nessuno vuole ricordare la propria povertà di fame e di astinenza. La ricchezza, la prosperità e l'abbondanza sono sinonimi di felicità e del resto il Buddha è un sorridente ciccione. Ritornare a Hong Kong per il &lt;a href="http://www.itchefs-gvci.com/?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=660&amp;amp;Itemid=1037"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;meeting internazionale di cheffi italiani&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;è stata una bella rimpatriata di gente che ha in comune una pratica vita di merda: si fanno orari massacranti, si spendono 12/14 ore al giorno in cucina, in un ambiente di caldo sfinente, per finire di avere vite affettive quasi inesistenti. L'altra nota in comune è la dedizione, la devozione e il dovere verso la cucina e il cibo. E si è parlato tanto di cibo, di nuove tecnologie, di materie prime ma soprattutto di difficoltà. Fare questo mestiere non legato al proprio territorio è da pazzi scriteriati. Riuscire a ricreare tutte le condizioni per costruire bene un piatto, che in Italia pare abbia un sapore e all'estero un altro, non è molto razionale come progetto. Eppure. Ci si prova a fare una cucina italiana fuori dai propri confini e in paesi difficili (l'India per esempio lo è in virtù del clima, dei dazi e della catena del freddo non rispettata), ci si tenta e incredibile ma vero, a volte ci si riesce. Anzi in molti casi vuoi la congiuntura economica, vuoi l'ambiente, vuoi le metropoli si mangia una cucina italiana più interessante all'estero che sotto casa. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;C'è stata una cena di gala strepitosa a base di tartufo in cui degli amichetti cheffi stellati piemontesi hanno dato dei piatti perfetti e raramente capita in Italia di riuscire a mangiare così bene. Poi si gira per Hong Kong cercando di assaggiare le cucine degli altri e ci si imbatte in &lt;a href="http://www.zumarestaurant.com/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#6633ff;"&gt;Zuma&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, un ristorante che consiglio vivamente. Un locale che ha tutte le caratteristiche da locale per fighette. Ma ha un servizio ottimo, ti aspetti una sola dietro l'angolo e invece no, che quando in Oriente il locale è pieno vuol dire che si mangia bene e non ci sono mode che tengano. Piatti bellissimi e buonissimi, sublimi come gusto e sostanza e colori e presentazione. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Hong Kong è una città dove ci sono pacchi di grattacieli e pacchi di ristoranti. E soprattutto tantissimi negozi di verdure e anatre laccate appese. Tante luci, tanti odori, tanti soldi che scorrono. Un golfo pieno di navi e un porto con una miriade di container che capisci che c'è tutto il mondo di merci che passa per quella parte di cielo. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;E sì ho mangiato e bevuto e riso molto. Insomma era per dirvi che la vita continua. Che sto facendo molti pensierini e che sono alla ricerca della serenità perduta. Mica per dire. Sul serio. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-682373873321943579?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/682373873321943579/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=682373873321943579' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/682373873321943579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/682373873321943579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2010/11/2010-hong-kong.html' title='2010. Hong Kong'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/TN-_gQJDUqI/AAAAAAAAAZg/wS3_MsojAnw/s72-c/03112010_001_.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-525885721434679786</id><published>2010-07-18T17:03:00.004+02:00</published><updated>2010-09-23T07:10:30.744+02:00</updated><title type='text'>8 luglio 2010</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Bestemmiare sull'aereo, perché va troppo lento. Pregare non si sa chi o cosa affinché si arrivi in tempo. Arrivare trafelata e vederlo sul letto agitato, che ancora nessuno si è preso la briga di dargli la morfina. Andare dai medici e dire "non me ne frega un cazzo di istanze religiose e politiche, non voglio vedere mio padre soffrire, non voglio accanimenti terapeutici" sentirsi rispondere che ha pochi giorni, forse ore, forse solo minuti. Far ritorno nella stanza e finalmente dopo la prima iniezione vederlo tranquillo. La maschera d'ossigeno che si leva sempre e bisogna rimetterla sempre. Passare le ore a bagnargli le labbra riarse. Sorridergli e vedere che risponde gentile al sorriso. Aspettare. L'ultima notte ha dormito sereno. La mattina alle 5 s'è svegliato che piangeva con le mani tra i capelli. Correre a chiamare l'infermiera che gli faccia altra morfina e ringraziare sempre che ci sia la morfina. Stargli accanto e vederlo lucido. Sussurargli sono qui, ti voglio bene, non aver paura. Guardarsi negli occhi e comprendere che è lucidissimo, che osserva e sorride e saluta con la mano. Vedere che lenta la vita lo abbandona, la consapevolezza dell'arrivo della morte veloce, che giunge, vederla infiltrarsi dalle unghie delle mani e fargli cambiare colore. Fino all'ultimo respiro. Sapere, da subito con struggente dolore, il sentimento della nostalgia. Delle bestemmie, delle urla, delle risate, dello sbattere delle porte, dell'odore, del profumo, dei balli, dell'irrequietezza e della vivacità. Non basteranno milioni di pianti a farlo ritornare. Ed è subito un altro giorno. Con altre lacrime e con altri ricordi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-525885721434679786?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/525885721434679786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=525885721434679786' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/525885721434679786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/525885721434679786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2010/07/8-luglio-2010.html' title='8 luglio 2010'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-3114160367188251121</id><published>2010-06-18T17:11:00.005+02:00</published><updated>2010-06-19T07:42:33.092+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mondo a parte'/><title type='text'>Il libro</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/TBuYEDu2qXI/AAAAAAAAAZQ/5pPz5Lzb5Sw/s1600/saramago.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5484144166742436210" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 181px; CURSOR: hand; HEIGHT: 175px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/TBuYEDu2qXI/AAAAAAAAAZQ/5pPz5Lzb5Sw/s400/saramago.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel 1989 a novembre andai in viaggio di nozze a &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Capo_Verde"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;Capo Verde&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, ex-colonia portoghese, un arcipelago in mezzo all'Atlantico. Dopo essere arrivati all'aereoporto di Santa Maria nell'Ilha do Sal, ci imbarcammo per andare a Santiago su un focker scarrupatissimo in mezzo a galline e autoctoni festanti. Atterrammo sani e salvi a Praia, la capitale, e fummo assediati da bande di bambini e ragazzini che chiedevano soldi, penne, scarpe, tutto. Finimmo dopo una settimana a Tarrafal, un minuscolo villaggio di pescatori con alcune capanne sulla spiaggia e il reef corallino davanti. Un paradiso. Accanto alla nostra capanna ci stava un portoghese e nella capanna dopo una francese. Quattro bianchi su una spiaggia bianca a pescare, mangiare, ridere e parlare per un intero mese. Venimmo a sapere della caduta del muro di Berlino settimane dopo, eravamo fuori dal mondo. Il portoghese era un ragazzo molto bello che stava finendo di leggere un libro di uno scrittore a noi sconosciuto. Raccontammo che l'unico scrittore portoghese conosciuto in Italia ai tempi era Pessoa, eccheddueppalle Pessoa dissi. Rise molto dicendo che sì c'era questa cosa della letteratura portoghese d'essere pallosa, ma bisognava capirli i portoghesi che hanno lo sguardo rivolto all'Atlantico. Discutemmo a lungo sulla visione di uno che c'ha un'oceano di fronte e di noi mediterranei che c'abbiamo solo il mare. Era molto assorto dal suo libro, quando lo finì disse che era un capolavoro e si sa come vanno le storie tra bibliofili, gli chiedemmo di cosa raccontava e chi era lo scrittore. Ci fece un lungo discorso mezzo portoghese e mezzo inglese su questo scrittore geniale (shenial che sentirlo in portoghese faceva bello) che si chiamava Saramago e che era il più grande scrittore vivente e che quel libro aveva una trama strepitosa. Ci fece un bellissimo spoiler sotto le palme e il vento di Tarrafal e ci sembrò di essere a Lisbona in mezzo alle crociate, durante l'assedio. E ci raccontò tutta la lunga vicenda su uno sbaglio, che non è uno sbaglio, ma proprio una scelta di un redattore che vuole cambiare un libro, ma anche la Storia e alla fine cambia la sua vita. Non lo interrompemmo mai, convinti che figuriamoci se qualcuno in Italia si metteva a tradurre letteratura contemporanea portoghese e quindi che mai avremmo potuto leggere l'Assedio di Lisbona. Invece lo trovammo tradotto un paio d'anni dopo. Non è un libro semplice da leggere e mi ha fatto pensare tanto. Che ho riletto due volte. Appena finito l'Assedio, pensai che gli dovessero dare il Nobel e quando finalmente glielo assegnarono, fui molto contenta, 'ché se lo meritava proprio. Di Saramago ho letto tutto quello che è stato pubblicato in seguito. Per me rimane uno dei maggiori scrittori del Novecento, così intenso da farmi intravedere le profondità oceaniche del pensiero. Tutto questo per dire che oggi è morto il mio scrittore preferito e che a me spiace pensare che non avrò altri suoi libri nuovi da leggere e che mi toccherà rileggere quelli già letti e che già mi manca e che poteva vivere ancora a lungo e scrivere ancora altri libri bellissimi e  insomma fanculo. Mica per dire. Sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-3114160367188251121?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/3114160367188251121/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=3114160367188251121' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3114160367188251121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3114160367188251121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2010/06/il-libro.html' title='Il libro'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/TBuYEDu2qXI/AAAAAAAAAZQ/5pPz5Lzb5Sw/s72-c/saramago.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-3958626322325760928</id><published>2010-03-11T23:00:00.013+01:00</published><updated>2010-03-24T19:56:47.150+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PuzzoJoshua'/><title type='text'>I giorni sospesi e quelli importanti</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/S5nANBThrII/AAAAAAAAAZI/Qkfuom3LupQ/s1600-h/joshua.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5447596554202492034" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 233px; CURSOR: hand; HEIGHT: 175px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/S5nANBThrII/AAAAAAAAAZI/Qkfuom3LupQ/s400/joshua.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stamattina guardavo i frangipani ai bordi della piscina. Pensavo quanto mi piacciono 'sti alberi dai tronchi glabri che finiscono con un ciuffetto di foglie e con i fiori profumatissimi. Guardavo i frangipani in fiore che adesso è la loro stagione e di quanto assomiglino al nostro tempo interiore. Credo che l'esistenza si possa sintetizzare in giorni sospesi e giorni importanti. Mi spiego: i giorni sospesi sono quelli in cui passiamo il tempo ad alzarci, lavarci, mangiare, lavorare, giorni sempre uguali, in abitudini che s'accumulano e ci danno sicurezza, giorni di cui non teniamo conto, che si sbriciolano nell'oblio. Sono giorni in cui non si pensa, ci si arrabbatta senza validi motivi, andando avanti, senza chiedersi perché. Sono la nevrastenia della normalità, della mediocrità, della noia; sono la cura senza dubbi, senza vere opinioni, senza crisi e senza rivoluzioni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I giorni importanti sono quelli in cui c'arriva la vita: quella roba fatta di passaggi stramazzanti che ti fanno sentire il cuore a tonfi e lo stomaco incrinato nel vuoto. L'incidente, la morte, la fine di un amore, il dolore della perdita, il lutto, l'accadimento stravolgente, quello che sai e percepisci di un dopo diversissimo dal prima. Quei giorni che arrivano e te li puoi segnare sul calendario. Sono i giorni dei frangipani con le gemme. E realizzo quanti siano i giorni sospesi nella vita di ciascuno, e magari sono la maggior parte dei giorni che si passano così. Finché non arriva il giorno importante. Ecco: due anni fa per noi arrivava un &lt;a href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/03/i-sui-piedi.html"&gt;&lt;span style="color:#00cccc;"&gt;giorno&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; importantissimo, di quelli che niente è piu' come prima. Mica per dire. Sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-3958626322325760928?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/3958626322325760928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=3958626322325760928' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3958626322325760928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3958626322325760928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2010/01/i-giorni-sospesi-e-quelli-importanti.html' title='I giorni sospesi e quelli importanti'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/S5nANBThrII/AAAAAAAAAZI/Qkfuom3LupQ/s72-c/joshua.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-4347642560843279114</id><published>2010-02-06T12:26:00.004+01:00</published><updated>2010-02-19T10:27:04.636+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mio ombelico'/><title type='text'>Di fronte all'orto brinato</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/S21VEG1nESI/AAAAAAAAAZA/HTOBS82-OXI/s1600-h/DSC01049.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435093854349365538" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/S21VEG1nESI/AAAAAAAAAZA/HTOBS82-OXI/s400/DSC01049.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Batang; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Uno arriva preparato, dopo un anno aspettandosi una serie di cose. Ma non è così. Non si è mai preparati al passaggio del tempo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Batang; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Sono arrivata e non ero preparata. Pensavo di esserlo e invece no. Non ero preparata a veder mio padre dimagrito e invecchiato. Come se in un anno fosse stato assalito da tutti gli anni che l’avevano tralasciato bizzarramente in un’età atemporale spensierata. Non ero preparata a vederlo sempre allegro a dispetto della morte incombente, incosciente, baldanzoso e dignitoso di fronte alla malattia. Poi ho capito che in verità ci sta pensando. L’ho capito guardando il suo orto, sempre ordinato, anche d’inverno, in un freddo consistente, abbandonato alla sua sorte, brinato e solo. Ci sta pensando che deve morire e ha deciso di farlo, fottendosene. Se prende le pastiglie, se fa la chemio è solo per far piacere a noi. Di fatto nella sua testa, lui sta bene e non ha voglia di persone che a sentir lui i rompe i cojoni. Di fatto si sta annoiando a non far niente. Non ci è abituato, non sa cosa sia il tempo dell'ozio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Batang; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Allora ho ripensato a tutto quello che mio padre ha fatto. Ha lavorato tantissimo, è un uomo incapace di stare senza fare niente. Come la maggior parte dei friulani che conosco, devo dire. Questa leggenda dei friulani gran lavoratori, ecco non è una leggenda. Mio padre non è una leggenda, per dire. Siccome è fiero della sua matrice contadina, ha continuato a coltivare la terra, anche quando non ce n’era bisogno, anche quando aveva (e ha tuttora) il supermercato a due passi. Il suo orto l’ha sempre avuto. Era il suo dovere nei confronti della fierezza d’appartenenza. È uno di quegli uomini antichi e arcaici per cui tu sei quello che fai e come lo fai. Se fai le cose, perché abbiano un’anima, devono essere fatte bene. Risulteranno belle. A prescindere. Impregnate di conoscenza tecnica e sapienza materiale. Mio padre non è stato mai un uomo trasandato nelle cose che faceva, mai sciatto. Anzi. E nel contempo non è mai stato uno maniacale. Anzi. La maniacalità la guarda con sospetto. Non è una roba sana, e se non è sana nella sua testa, allora ci sono i germi della nevrosi. Che nella sua testa si chiama stramberia. Sia chiaro non è uno che ha studiato e sa cosa sia la nevrosi, ma se gli spiegate i sintomi, vi direbbe ah gò capio, el xè strambo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Batang; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Osservo mio padre e capisco quanto mi abbia passato il suo esempio e quanto io gli debba in termini non tanto di DNA, quanto di rapporto sano con la vita, di serenità fatalista e determinista nei confronti degli accadimenti. Di sottile spensieratezza, infusa di saggezza. Senza rimpianti ma con l’intima soddisfazione di aver fatto quello che si è voluto fare, anche per dovere, ma lo si è fatto con la schiena dritta e fanculo a tutto il resto. Capisco anche che il momento a metà della mia vita di fare delle scelte, di ritornare. Ho visto abbastanza da aver intuito che poi per quanto viaggi, se hai la testa chiusa, te ne puoi anche stare a casa. Che gli umani son tutti simili e ci sono cose di base che rimangono quelle. Che la civiltà industriale ci sta solo dividendo dalla terra ma non dal ciclo della natura. Quella resta e nessuno di noi ha raggiunto ancora la conoscenza scientifica per cambiare le stagioni e la meteorologia e ancora non ci siamo arrivati a fermare il tempo. Così guardo l’orto brinato, che sarà abbandonato ancora per un po’ e poi di nuovo verrà coltivato. Perché è un eterno ciclo e bisogna mantenerlo affinché si possa dire d’aver intuito, anche solo capito per un secondo, il senso della natura che risiede dentro di noi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Batang; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Io non lo so se ho la testa chiusa per quanto abbia viaggiato e fatto. Ma forse è arrivato il momento di ritornare alla famiglia. E’ utile ricordarsi di dire che è un ‘dovere’ stare accanto ai genitori nel tempo della malattia e della morte. Forse è un momento di passaggio, di accettazione dello stesso, di sapere che niente sarà più come prima e di andare avanti, consapevoli di esserci stati nel bisogno. Perché è giusto che sia così. E’ un misero ringraziamento per quanto si è ricevuto, che è tanto, è troppo, rispetto a quello che è rimasto nelle proprie mani, giunti a metà della vita. Che è così poco, da averne quasi paura.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MIN-HEIGHT: 14px; MARGIN: 0px; FONT: 12px Batang; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-4347642560843279114?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/4347642560843279114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=4347642560843279114' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4347642560843279114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4347642560843279114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2010/02/di-fronte-allorto-brinato.html' title='Di fronte all&apos;orto brinato'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/S21VEG1nESI/AAAAAAAAAZA/HTOBS82-OXI/s72-c/DSC01049.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-7615389852386787288</id><published>2009-12-23T11:55:00.009+01:00</published><updated>2009-12-27T13:52:03.417+01:00</updated><title type='text'>Il Post sotto l'Albero colpisce ancora</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SzH69-xzCwI/AAAAAAAAAY4/EvPNfQMMPA0/s1600-h/150px-Bianca_Maria_Visconti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418387769434245890" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 150px; CURSOR: hand; HEIGHT: 235px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SzH69-xzCwI/AAAAAAAAAY4/EvPNfQMMPA0/s400/150px-Bianca_Maria_Visconti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;I&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;l &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;a href="http://www.blogsquonk.it/?p=3578"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#009900;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Sir&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; ogni anno manda il suo invito. I blogger tra blandizie e minacce si raccolgono sotto l'albero di Natale. Che vai a vedere non è un albero qualunque. Al posto di decorazioni, festoni e palline ha appeso un sacco di racconti. Questo è il mio. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.blogsquonk.it/PostSottoAlbero2009.pdf"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Qui&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; i PSlA di tutti quelli che hanno partecipato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Ottobre. Anno del Signore 1441&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;b&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Si era una settimana prima del matrimonio di Bianca Maria Visconti e del condottiero Sforza, a Cremona, quando una sera tersa e senza luna, trafelato arrivò da Ramino, nella bottega sbattendo al porta, Giacomino il suo figlioletto, che sussurrò con le lacrime agli occhi: babbo babbo è morto il nonno. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Ramino sbiancò. Iniziò a imprecare, prendendo a calci il pentolone di rame che stava sul fuoco, maledicendo il geniale pasticciere Piero nonché suocero, che proprio adesso doveva venire a mancare, che iddio lo strafulminasse lui e la sua genia tutta. Si fermò indi perplesso, perché s’era scordato nella furia che l’aveva colto, che nella genia ci rientrava pure Giacomino suo adorato, che lo stava, giustappunto, guardando con malcelato supore negli occhi innocenti. Giacomino si sapeva aveva molto amato il nonno materno, assai ricambiato, per amor del vero. Ramino si sedette e pensò a innumerevoli soluzioni e cambiamenti che si potessero attuare di lì al 25 ottobre, che cadeva una settimana dopo e quasi si sarebbe messo a piangere, di certo non per il dolore, ma per la rabbia frustrata e impotente. Perché lui adesso doveva pensare a fare il dolce tutto da solo, senza una ricetta che fosse una, che il suocero, maledetto, che bruciasse all’inferno, pazzo ubriacone, non sapeva scrivere e non aveva detto e dettato nulla in quei lunghi anni che s’era lavorato assieme. Così la ricetta era rimasta segreta, di generazione in generazione, e Ramino non era riuscito a prendere degne note sulle quantità, perché il vecchio bastardo nascondeva e millantava. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Si doveva pensare ai funerali che dovevano avvenire quanto prima, di lì a poco sarebbero congiunti in matrimonio il Condottiero Sforza e la sua giovane Duchessa, di cui si diceva fosse non bella, ma istruita di molto. Ci sarebbe stato anche il Duca Visconti, omo ambiguo e viscido, che aveva di qua e di là fatto ingenti danni alle terre di Cremona. Si mormorava che le stesse fossero state donate in dote alla giovine Duchessa e che quindi sarebbero andate a far parte dell’amministrazione del Condottiero Sforza, omo assai intelligente, ma d’animo burrascoso e con la nomea d’essere abile cacciatore di femmine. Tanto male si diceva del Duca, altrettanto bene si parlava della sua giovine figlia Bianca Maria, dall’animo ferreo e preciso, su cui molti riponevano speranza di tempi migliori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Ramino tentò di consolare il suo Giacomino e s’avviarono verso la casa del suocero. Ivi s’era adunata una piccola folla vociante. Ramino scoprì con suo enorme disappunto, che alcuni tra loro esprimevano le sue medesime preoccupazioni sul dolce, che andava presentato al matrimonio. Arrivò a una certa ora il parroco Don Carlo. Tranquillo parlò alla congrega di astanti, calmò animi e dispendiò benedizioni e poi rispedì a casa tutti, tranne i famigliari stretti: Ramino e Giacomino. Che le donne di famiglia avevano lasciato questa valle di lacrime appena partorito. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Don Carlo si sedette e parlò: E’ tutto pronto?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Ramino sedutosi anch’egli, con fare innocente, rispose: Come? Di cosa parlate?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Don Calo: ma buonuomo, del dolce che dovremmo servire al matrimonio di Nostra Signoria! E tutto pronto vero?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;E fu lì che Ramino capì che insieme al suo suocero Piero, dannato nelle fiamme brucianti degli inferi, egli pure sarebbe bruciato negli inferi medesimi. E rimase impressa nella sua mente, fino al giorno della sua morte, anni e anni dopo, la sensazione di orrendo malessere che un omo probo non è abituato ad avere mai: quella di sperduta inadeguatezza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Ramino era un bravomo. Non bestemmiava, non beveva, non picchiava niuno. Aveva molto amato la sua santa Giuseppina, che il Signore l’avesse in gloria, ed era morto di dolore quand’ella era spirata, causa il puerperio infetto, lasciandogli da crescere Giacomino, a cui lui aveva trasferito tutto l’amore rimastogli. Era omo molto stimato in tutta Cremona, perché era preciso e responsabile. Era un omo serio forsanche noioso, ma dedito al suo lavoro e devoto al suo Giacomino. E tutta Cremona che molto lo stimava, sapeva benissimo che l’unico omo sulla terra che Ramino aveva in gran dispregio e odio era uno e uno solo: il suocero pasticciere Piero. Ramino era andato a bottega giovanissimo da quel pazzo, stravagante e geniale mastro pasticciere di nome Piero, ed era rimasto garzone, fino a quando non aveva chiesto in sposa la di lui figlia Giuseppina. E se prima Piero provava qualche stima e attaccamento per il giovane, i medesimi sentimenti caddero come alberi sotto la furia d’uno squassante uragano. I cremonesi non riusciron mai a capire sino in fondo i veri motivi dell’astio che andò negli anni via via aumentando, sfociando in odio e rancore. Nessuno capiva neanche come mai Ramino non se ne andasse. Rimaneva in tutti l'intuizione che tanto il pasticciere Piero odiava Ramino, con forza ricambiato, tanto adorava il nipotino Giacomino. E tale fatto era straordinario, tale l’amore per il piccolo pareva facesse da collante all’odio dei due omini. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Due giorni dopo la morte del pasticciere Piero, ci fu il funerale dove gli si dette adeguata sepoltura. Avvenne che alla funzione Giacomino scoppiasse in grandi pianti e lamenti. Tutte le genti presenti finirono per commuoversi, frastornati nel vedere un così dilagante dolore da un essere ‘sì piccino. Nessuno riuscì a farlo smettere e lo si dovette trascinare via a forza. Mentre più lo si allontanava, più le urla straziate di Giacomino si levavano alte. Ramino, soggiogato, vanamente tentava di porre rimedio al dolore del fanciullo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Alla fine fecero ritorno, mano nella mano, alla bottega. Giacomino si sedette per terra e rimase lì, stremato, con le lacrime che gli scendevano senza sosta. Ramino confidò nel fatto che per farlo straviare fosse d’obbligo tenerlo occupato e con dolcezza gli parlò.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Gli sussurrò: In questi giorni dovremmo lavorare molto, perché c’è il matrimonio della Duchessa, sai dicono che abbia molto studiato. Dicono che sappia leggere e scrivere, pensa! &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Mentre gli parlava andò via via raccontando al bambino tutte le favole che aveva sentito dire sui Visconti, sulla loro vanità nonché crudeltà. Pian piano Giacomino si acquietò, non piangeva più, rimaneva con gli occhi pieni di lacrime a malapena trattenute, parendo stesse ascoltare, quasi interessato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Ramino finì: Ora si va a letto, che domani bisogna prepararsi a parlare con il mercante che ci deve dar le mandorle e lo zucchero e bisogna pensare a fare un dolce che porti onore alla nostra città.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Giacomino alzò lo sguardo sull’amato padre e gli disse: Posso aiutarti?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Ramino rispose con il battito di cuore accelerato: Ma certo che puoi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Giacomino annuì e se ne uscì con la frase: Posso fare un dolce grande come il Torrazzo, con il torrone del nonno? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Ramino sorrise triste: Eh grande così non si può fare! E il torrone del nonno Piero...s’interruppe, provando il malcelato odio non ancora passato, anzi rinvigorito dal fatto di non poter accontentare l’addolorato Giacomino, in un momento di gran bisogno; si riprese finendo mogio la frase: il torrone del nonno Piero io non so farlo, bene come lui. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Stava per dirgli che non aveva le dosi, la pazienza e la mano del geniale mastro pasticciere Piero, che potesse, nei secoli e seculorum a venire, bruciare nelle fiamme degli inferi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Giacomino, quasi avesse letto il pensiero del padre, e ne avesse presagito la mancanza di conoscenza di cosa nota, fissò lo sguardo negli occhi del padre Ramino e se ne uscì: Dovevo mantenere il segreto, l’avevo promesso al nonno, che mi ha insegnato la ricetta. Adesso che non c’è -respirò forte e strinse le labbra- posso anche non tenere il segreto e il torrone lo facciamo assieme,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;A Ramino la terra sotto i piedi s’aprì e fu come uscire dalla notte e ritrovarsi a fissare il sole tanto da rimanerne accecati. Fu come quando vide per la prima volta l’adorata santa Giuseppina, che il Signore l’avesse in gloria. Fu come quando vide per la prima volta il faccino dell’amato Giacomino suo. Seppe con assoluta e religiosa certezza che il dolce sarebbe stato il più bel dolce di matrimonio dell’epoca sua, che sarebbe entrato nelle cronache delle corti di ogni dove. Sorrise beato e strinse a sé il suo amato Giacomino, liberato dall’angustia e dall’odio. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Il giorno dopo uscirono dalla bottega per acquistare tutti gli ingredienti. Prima passarono dalla chiesa e parlaron a lungo con Don Carlo, che diede loro parte dei denari, per iniziare l’impresa, a cui tutti cremonesi stavano dando vita.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Per tre notti e tre giorni Romino e Giacomino lavorarono concentrati e far uscire il dolce dal paiolo di rame. Mescolarono mieli dai sapori diversi. Sbatterono bianche d’ova nella pentola d rame, tante e tante che si formò un monte di gusci vuoti accanto alla porta. Fecero una nuvola grande come quelle che passavano nel cielo di Cremona, tostarono chili e chili di mandorle, continuarono a rimestare e poi copiando i disegni che Giacomino aveva fatto del Torrazzo, iniziarono la loro opera di dolce architettura. Impiegarono un giorno a formare le basi e poi un altro ad alzare la struttura. Misero nel forno la parte centrale e la cuocettereo per poche ore, a bassa temperatura, facendo attenzione che le legna per il forno non fossero troppe. La parte esterna venne cotta più a lungo e a fuoco più caldo. Giacomino aveva detto che dentro doveva essere morbido e fuori invece croccante assai.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Intanto s’era arrivati al 25 ottobre, e si seppe che tutta la cerimonia era stata spostata dal Duomo all’abbazia di S. Sigismondo, per le paure e manie di sicurezza che avevano colto il Condottiero, che diffidava del torbido suocero. Le sale per il pranzo dovettero essere di nuovo controllate e mercenari e soldati andarono avanti e indietro. La folla si radunò per acclamare il coppia nuziale che uscì sposata e soddisfatta dalla chiesa. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Ramino e Giacomino arrivarono con il loro dolce avvolto da bianche garze, trasportato sul carretto, nelle cucine, e tutti i cuochi si affannarono a portarlo di sopra e si scoprì che non bastava lo spazio sul vassoio. Dopo il primo momento di smarrimento e bestemmie e invocazioni, si trovò una soluzione. In quattro e quattrotto si costruì una tavolata con braccioli atti al trasporto e la si ricoprì di tessuti pregiati e petali di rosa. Si posò sopra il dolce e s’iniziò a spacchettarlo dalle bende e garze. Ramino e Giacomino erano assai fieri della loro opera, ma essendo d’animo umile e tranquillo, non avevano capito d’aver prodotto un immenso capolavoro. Ma se loro non lo capirono, tutti gli altri invece rimasero soggiogati da tanta bellezza bianca e possente. Un aroma paradisiaco di mandorle e miele avvolse tutti, e stettero silenziosi mentre ci giravano attorno, estasiati. Poi si ruppe l’incantesimo in cui erano caduti e alta esplose la gioia, scoppiarono in sonanti grida di giubilo. Abbracciarono commossi Ramino, che schernendosi disse con felice orgoglio paterno: oh no no, non fate così, è stato Giacomino che m’ha aiutato e ha avuto l’idea. Al che Giacomino venne afferrato nella giubilo generale e fu quasi portato a trionfo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Dopo le varie giornate di festeggiamenti e banchetti, la festa nuziale stava volgendo al termine e s’era giunti al momento del dolce. I cremonesi portarono il loro dolce avvolto da un velo dorato, alla coppia di sposi. La Duchessa, bionda e sorridente, venne invitata a togliere il velo e apparve il Torrazzo, facendo medesima impressione fatta nelle cucine. Dopo un meravigliato ohhh esplose un applauso senza fine. La Duchessa vestita di ori e gioielli, di tessuti vellutati dai vividi colori, chiese chi fosse il mastro tanto abile da costruire una simile maraviglia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Le venne portato, quasi trascinato, Ramino recalcitante, che si piegò in un inchino e mormorò soggiogato da tanta preziosa ricchezza: Grazie Vossignoria, grazie. Poi smise di balbettare ringraziamenti e disse con voce chiara: in verità è il mio figliolo che ha avuto l’idea. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Venne portato al cospetto della Duchessa e del Condottiero Sforza, Giacomino che era bellino molto, piccolo e magro, ma non macilento, istruito da generazioni di mastri pasticcieri, di cui il miglior era stato l’amato nonno. Si intravedeva dalla postura serena e tranquilla che era un bambino molto amato. Giacomino si inchinò, sorrise gentile e s’avvicinò senza timori alla Duchessa, porse un pezzettino di torrone, che aveva preso dall’interno, della costruzione. La Duchessa ringraziò, prese il dolce e iniziò a mangiarlo, mentre nella sala era sceso un silenzio improvviso. Tutti i cortigiani seguivano la scena affascinati e preoccupati dall’espressione apparsa sul volto del Duca Visconti che si andava immaginando la stessero avvelenando. Forse fu vero veleno ma sta di fatto che quando la Duchessa assaggiò il dolce fatto da Giacomino e Ramino, tra mandorle e miele, s’impresse sulla sua lingua la dolcezza dei ricordi futuri e la croccantezza dei dolori che avrebbe passato. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Century Gothic; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Assaporò la ricetta segreta del geniale e perduto mastro pasticciere Piero, che Giacomino aveva rispettato, rifatto e modellato tramite la mano abile di Ramino. Aprì gli occhi, fissò Giacomino, che ricambiò lo sguardo tranquillo, con un velo di tristezza dalla perdita, gli parlò. E Giacomino, figlio adorato di Ramino, rispose.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-7615389852386787288?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/7615389852386787288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=7615389852386787288' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7615389852386787288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7615389852386787288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/12/il-post-sotto-lalbero-colpisce-ancora.html' title='Il Post sotto l&apos;Albero colpisce ancora'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SzH69-xzCwI/AAAAAAAAAY4/EvPNfQMMPA0/s72-c/150px-Bianca_Maria_Visconti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-6502675574970564072</id><published>2009-11-26T19:51:00.003+01:00</published><updated>2009-11-26T20:10:34.561+01:00</updated><title type='text'>un anno fa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Sw7R5t3gdfI/AAAAAAAAAYw/PIi96X4nyKs/s1600/DSCN0518.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Sw7R5t3gdfI/AAAAAAAAAYw/PIi96X4nyKs/s400/DSCN0518.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408490992013702642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008_11_01_archive.html"&gt;26 novembre 2008&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In memoria di quelli con cui ho lavorato e di tutti gli altri. &lt;/div&gt;&lt;a href="http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008_11_01_archive.html"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che anche in questa vita seguente, possiate stare ai fornelli, tranquilli e sereni, sudati e soddisfatti, a far da mangiare come in quella passata. Senza che nessuno entri sparando. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché io so per certo che a voi piaceva un sacco quella vita lì.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-6502675574970564072?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/6502675574970564072/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=6502675574970564072' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/6502675574970564072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/6502675574970564072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/11/un-anno-fa.html' title='un anno fa'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Sw7R5t3gdfI/AAAAAAAAAYw/PIi96X4nyKs/s72-c/DSCN0518.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-987083005813333187</id><published>2009-11-02T07:12:00.003+01:00</published><updated>2009-11-03T11:47:52.756+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mia India'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='De rerum culinaria'/><title type='text'>Gli indiani a tavola</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Su8syILEkQI/AAAAAAAAAYo/ciDUzpMDi3g/s1600-h/images2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399583717939515650" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 96px; CURSOR: hand; HEIGHT: 96px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Su8syILEkQI/AAAAAAAAAYo/ciDUzpMDi3g/s400/images2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;La nonna Teresa diceva sempre 'paese che vai, usanze che trovi' oppure 'tanti paesi, tante usanze'. Ero piccola e m'affascinava il suono della parola 'usanza'. Tuttora è una parola che mi intriga molto. Ha un suono esotico e stravagante, che il suono di 'rito', 'costume' e 'abitudine' non possiede. C'è la visione della tolleranza, non così comune, della capacità d'adattamento e di comprensione degli altrui costumi. Perché si è intimamente consapevoli della difficoltà di comprendere e capire il diverso. E' una piccolo dizionario della sopravvivenza del viaggiatore nei territori degli altri. Si accede al viaggio solo se si è mentalmente aperti. Paradossalmente questo detto da un lato immagina l'essere umano aperto e socievole, dall'altro è un avviso ad alzare la soglia d'attenzione, perché fuori dal proprio villaggio esiste una varietà assoluta di abitudini e usanze. Perché il bipede senziente, si sa, è assai creativo. Di fondo ciò che accomuna gli umani è innanzitutto la sussistenza, quindi procacciarsi il cibo e mangiare. E mentre su come ci si procacci il cibo le tipologie s'assomigliano un po' tutte (caccia, pesca, agricoltura, allevamento), le differenze sostanziali sorgono quando il cibo viene manipolato e consumato. Queste due attività vengono confinate in spazi precisi: la cucina e la tavola. In Occidente, come pure in Oriente, lo sviluppo delle preparazioni e cotture ha avuto un lungo percorso. Lo stesso discorso vale per il consumo del cibo dove la ritualità del pranzo in tavola, la maniera di mangiare e l'apparecchiatura configura gruppi e classi sociali. Se avete un minimo di senso critico e d'osservazione su come le persone mangiano, arrivate a conoscere con estrema esattezza la loro provenienza sociale, senza bisogno di chiedere informazioni. Da come impugnano le posate, a come portano il cibo alla bocca, dalla masticazione al sorseggiare le bevande, s'intuiscono tipologie umane e sociali. Varcate le soglie d'Oriente, il proprio spirito critico e d'osservazione evapora, perché sfugge completamente la catagolazione antropologica, a meno che non si studino storia e cultura del luogo. Ci sono tantissimi Orienti ed entrando nei luoghi adibiti alla consumazione, la prima cosa che balza agli occhi è che non ci sono posate, almeno non quelle a noi conosciute. E' un po' come essere capitati nel XVI sec. dell'Occidente (dove l'unica vera posata era il coltello. Il cucchiaio ha avuto alterne fortune, mentre la forchetta appare all'alba del Rinascimento). Nell'Estremo Oriente si mangia con le bacchette, mentre in India si usa solo la mano destra, perché la sinistra serve per lavarsi le parti intime. L'India, culla della civiltà indoeuropea, è rimasta fieramente attaccata alle proprie arcaiche usanze, quasi fosse in uno spazio atemporale. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Il cibo viene servito su una foglia di banana e la varietà dello stesso dipende dalla regione in cui uno si trova. Ovunque il terroir ha un enorme importanza, ma in India è fondamentale. Tutto è preparato in giornata, quello che rimane non viene mai riscaldato il giorno dopo. La mancanza di frigoriferi in un clima caldo umido impedisce la conservazione della rimanenza. L'acqua viene sempre fatta bollire, data la penuria di acquedotti. Le verdure sono generalmente stracotte e rare sono quelle servite crude. L'insalata indiana è composta da pomodoro, cetriolo e cipolla tagliata a fette grosse e servita con peperoncino verde. Tutte le lattughe crude sono guardate con estremo sospetto. L'abbondante uso di spezie è una caratteristica comune dei paesi caldi. Il piccante ha un alto potere disinfettante e aiuta a tenere lontano le malattie. Si comprende quindi l'uso e l'abuso del masala (quello che noi chiamiamo curry e che in verità è una pianta) che è composto di base da cinque spezie: curcuma, cannella, coriandolo, cumino e pepe nero e l'aggiunta di altre a piacere. Ogni sposa prima della dote porta la conoscenza della propria ricetta di masala, che è passata di generazione in generazione, che ha varianti su varianti.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Si diceva che gli indiani in genere mangiano usando la mano destra. A inizio e fine pasto le mani vengono sempre lavate. Esiste poi una precisa manualità per prendere il cibo e portarselo alla bocca, senza sbrodolarsi e impiastricciarsi. Non c'è il concetto di sedersi a tavola e mangiare tutti assieme. Non esiste cioè il concetto di tavola come la intendiamo noi. Mentre noi viviamo l'evento iniziando dalla tavola e dalla conseguente consumazione del cibo per poi passare a intraprendere le relazioni sociali quale conversare, ballare e bere, in India accade l'esatto contrario. Prima si beve, ci si intrattiene attraverso la conversazione (gli indiani sono molto socievoli e prolissi), indi si danza e si canta e solo alla fine ci si siede e si consuma velocemente il pasto e ci si saluta appena finito di mangiare. Mentre si mangia non si fa conversazione, si mangia in silenzio. Quando l'indiano viene messo in condizioni 'occidentali' fa estrema fatica a mangiare e conversare insieme. Come se i due atti andassero in conflitto. L'indiano inizia a parlare prolisso senza toccare il cibo in tavola, che immancabile si raffredda.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Gli uomini si siedono a terra sulle stuoie, o più semplicemente sulla nuda terra (contadini e artigiani), vengono serviti e mangiano per prima. Le donne mangiano quando hanno fame oppure con i figli, i bambini vengono nutriti a parte. Questo in generale. In particolare: gli indiani sono immensamente formali, chiusi in piccoli gruppi, in caste e sottocaste, e ogni casta ha una sua peculiare modalità d'assunzione e consumazione del cibo. I contadini hanno un loro modalità e maniera nel mangiare, gli artigiani un altro, i commercianti un altro ancora e così via. Nella stessa casta dei brahmini le differenze sono enormi. Non è solo la qualità che fa la differenza di casta, è soprattutto la quantità di pietanze e la varietà che determina il tessuto sociale e gli accorgimenti che dimostrano al ricchezza o la povertà della propria casta. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;In questi ultimi due decenni si sta assistendo alla rivoluzione di usi e costumi dovuto all'influenza dell'Occidente. Nelle città l'introduzione del piatto, delle posate, della tavola e delle sedie, ha fatto sì che subitanenamente in due generazioni (a parte ovvio i ricchissimi, categoria che qui non si prende in esame) ci sia stata un'estrema evoluzione nella dimestichezza dell'uso delle posate, delle ceramiche e dei vetri. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Rimane la vastità dell'India rurale che continua tuttora a sedersi sulla stuoia in terra, a usare la mano per mangiare il riso e il dhal e l'incredibile varietà di verdure speziate, dove il metallo e la terracotta in cui servire il cibo sono i materiali predominanti. Lentamente (troppo lentamente) si sta cercando di risolvere il problema di una fame atavica. Esiste una enorme divergenza tra il il nord afflitto da una povertà disperata ed endemica e il ricco sud, dove la stessa ha un aspetto molto più dignitoso e sereno. Non è difficile capire che il cibo non ha ancora assunto valore di piacere che l'abbondanza comporta. Quando si ha tutto solo allora si cerca il meglio. Qui si è alle basi: il cibo serve ancora semplicemente al sostentamento. Mica per dire. Sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-987083005813333187?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/987083005813333187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=987083005813333187' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/987083005813333187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/987083005813333187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/11/gli-indiani-tavola.html' title='Gli indiani a tavola'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Su8syILEkQI/AAAAAAAAAYo/ciDUzpMDi3g/s72-c/images2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-8296164651191736476</id><published>2009-06-30T13:05:00.005+02:00</published><updated>2009-06-30T14:49:43.346+02:00</updated><title type='text'>Cambiare non è trasformare</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SkoDXdPPiaI/AAAAAAAAAYg/iy8L3HCUwfc/s1600-h/images.jpeg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 94px; height: 141px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SkoDXdPPiaI/AAAAAAAAAYg/iy8L3HCUwfc/s400/images.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353094808603691426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un po' si gira per i tavoli, si intrattiene amabili conversazioni con i clienti, tutti facoltosi, intelligenti e preparati, e si pensa e si elabora molto di quello che viene detto. Tutti dicono che ci sono grandi cambiamenti e bisogna aspettare che l'onda malefica passi. Si dice banalmente che il male debba esistere affinché si capisca il bene, e si migliori. Si dice che l'economia è ciclica e che le crisi servono al mercato per fare pulizia. La crisi, m'ha detto un ricco signore indiano, serve per capire cosa non va anche dentro. Ci sono molte cose che non vanno in questo sistema, e bisogna metterle tutte a posto senza fare troppi danni. Cambiare non è trasformare. M'ha detto il ricco signore indiano, qui bisogna capire se si vuole cambiare o semplicemente trasformare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così chiaccherando l'altro giorno su FF, son finita che ho rivisto Simon Le Bon (&lt;a href="http://www.trentamarlboro.splinder.com/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 0, 0); "&gt;è sempre stato un ciccione&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;) che cantava al party di Berly, con quest'ultimo che girava per i tavoli, vestito da Tony Manero (giacca bianca, camicia nera, che Scarface sia dannato per l'estetica che ha influenzato e influenza tuttora tutte le generazioni a venire di mafiosi/camorristi tamarri, nuovi ricchi. Volete mettere la classe del Padrino?). &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In quel momento ho capito che epigoni degli anni '80 erano sopravvissuti e non lottavano per niente assieme a noi. Anzi. Poi mi muore Michael Jackson.  Gli stessi anni '80 finiscono nella tragedia di una star che ha rappresentato una generazione marchiata dall'egomania e dall'addizionamento di successo, di sostanze e di denaro. Un uomo che si sottoponeva infaticabile alla trasformazione di se stesso, pur di non ammettere di avere delle  malattie di cui probabilmente provava orrore.  Pur di non cambiare niente di se stesso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non so se si possa fare un decalogo degli anni '80 e di cosa abbiano comportato a livello storico. Di sicuro per me, sono stati anni che hanno impoverito in maniera drammatica il senso della politica. Così tanto da ritrovarci, che per far nascere un partito, che dovrebbe fare opposizione a Berly (e alla sua visione anni '80, finiti ma mai morti sul serio, almeno non in patria) si stia rivelando operazione sempre più complessa. Tanto complessa che si fanno assemblee su assemblee, per ribadire concetti che tutti dicevano sorpassati, per ridire cose che davo per scontato, per ribadire ideali che si credevano antichi e invece sono tuttora attuali (e a volte ho la sensazione di essere catapultata in pieno negli anni '70). Penso però che non è ancora momento, non è ancora abbastanza, bisogna diventare più poveri, molto più poveri. Perché se ci sono speranze di fare riforme, e quelle riforme non vengono mai attuate, allora è tempo di cambiare. Ma tanto. E' vero che la trasformazione parte dal soggetto. Ma trasformare non significa cambiare. Perciò quando c'è la speranza e non si fa affidamento ai sogni, si fa affidamento al domani. Quando si è poveri, non ci sono speranze, non ci sono validi motivi per posticipare il cambiamento. Ma io non lo so se domani è un altro giorno. Mi pare che siano tutti uguali questi giorni qui. Per dire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-8296164651191736476?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/8296164651191736476/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=8296164651191736476' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8296164651191736476'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8296164651191736476'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/06/cambiare-non-e-trasformare.html' title='Cambiare non è trasformare'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SkoDXdPPiaI/AAAAAAAAAYg/iy8L3HCUwfc/s72-c/images.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-142120824678572612</id><published>2009-05-25T19:57:00.006+02:00</published><updated>2009-05-26T12:30:22.223+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mondo a parte'/><title type='text'>Zeitgeist 3</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/ShrhmwEeZMI/AAAAAAAAAYY/IrQaH_zckfs/s1600-h/s249.mcag.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 243px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/ShrhmwEeZMI/AAAAAAAAAYY/IrQaH_zckfs/s400/s249.mcag.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339828364056093890" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Diciamo che sposo l'opinione di &lt;a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2165.php"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 204, 0); "&gt;Lia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; perché &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;'o rattuso&lt;/span&gt; a me ha sempre fatto abbastanza schifo. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rimane che c'è qualcosa che non mi torna. Non mi torna che non si parli più di crisi economica, di terremotati, di Mills. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto 'sto gran parlare, spettegolare, dichiarare, strombazzare e non trombare m'ha fatto riflettere che l'ultimo caso dove si sono smosse le coscienze degli italioti, è stato il caso Englaro. Ecco. Il caso Letizia è uguale al caso Englaro. Pensateci: due giovani donne con due destini completamente differenti. Accomunate solo dal fatto di essere finite loro malgrado sulle pagine di tutti i giornali, volenti o nolenti. E fateci bene caso: il loro padre era un socialista. Ripeto: due casi completamenti diversi. Eppure...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La dicotomia è quella: eros &amp;amp; thanatos. Pensateci bene e a lungo. Credete che bisogna smettere di parlare di Noemi Letizia? come s'è smesso di parlare del caso Englaro?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bisogna continuare a battagliare sul caso Letizia. E' importante comprendere quanto siamo lontani dal concetto di essere persone civili, di diventare esseri civici e di progredire a soggetti politici. Siamo lontani anni luce dalla democrazia. Stiamo ancora all'alba del pensiero umano. Rimaniamo sempre lì, sullo stesso palcoscenico a recitare ancora e ancora il medesimo grottesco melodramma. Con &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;'0 rattuso&lt;/span&gt; che rantola e rotola. Like a rolling stone. Per dire.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-142120824678572612?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/142120824678572612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=142120824678572612' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/142120824678572612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/142120824678572612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/05/zeitgeist-3.html' title='Zeitgeist 3'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/ShrhmwEeZMI/AAAAAAAAAYY/IrQaH_zckfs/s72-c/s249.mcag.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-5230322789096783358</id><published>2009-05-18T14:36:00.007+02:00</published><updated>2009-05-18T21:07:06.548+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mia India'/><title type='text'>Prendi un paese che</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/ShFfFrR7FgI/AAAAAAAAAYQ/UGSsjFgHWyE/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 87px; height: 127px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/ShFfFrR7FgI/AAAAAAAAAYQ/UGSsjFgHWyE/s400/images.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337151584532633090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;abbia 1 miliardo di persone, di cui il 72 % di giovani e che vadano a votare. Prendi un partito guidato da un uomo giovane che dice che vuol cambiare, che vuole portare il proprio paese fuori dalla povertà, che bisogna incentivare scuole, ospedali, strade, che bisogna lavorare uniti contro il terrorismo, contro le caste, contro le fazioni religiose, contro tutte le intolleranze, che bisogna lavorarci su tanto, che bisogna combattere la corruzione a tutti i livelli, e bisogna essere uniti per farlo. Che vada villaggio per villaggio a spiegare questa visione politica. In India. Piena di fame e di caste. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi prendi la sua famiglia. Una famiglia che ha per certi versi lo stesso destino dei Kennedy. Sempre stata al governo, sempre fatto politica. Dove la morte cammina al fianco del potere. Il padre è morto in un attentato nel Tamil Nadu ad opera dei separatisti delle Tigri del Tamil. La nonna è stata fatta fuori dalle proprie guardie del corpo Sikh. Una famiglia che ha fatto la Costituzione Indiana. Che ha combattuto per l'unificazione e la liberazione dell'India. Che ha assaggiato il tradimento di alcuni familiari: i cugini fanno parte del partito dell'opposizione, una destra intransigente nazionalinduista.  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi prendi la madre Sonia  e la sorella Priyanka. Due donne forti e poco propense al compromesso ma assolutamente contraddittorie. La madre, che tanto avversava la politica, si ritrova a guidare l'India, senza tanto volerlo. Non si capisce se lo fa per dovere nei confronti della memoria di una famiglia o se ne subisce la leggenda. E non solo la madre,  la sorella Priyanka dice di non volere entrare in politica. Di fatto è l'intelligenza grigia, quella che gli scrive discorsi e pare gli detti le linee da seguire, molto amata e stimata, che tutti vorrebbero entrasse in politica, perché dicono questo è il suo karma: seguire le gesta della nonna Indira e del bisnonno Nerhu. Eppure se ne sta defilata, quasi fosse ancora in lutto per l'assassinio del padre, come se non volesse sentire il richiamo della storia della famiglia, come se volesse avere una vita normale di una persona normale. E' la sua intelligenza carismatica a non essere tanto normale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quest'uomo si chiama Rahul Gandhi. Ha 38 anni. Ha appena stravinto le elezioni, contro ogni previsione. Quasi fosse un'altra valanga Obama, senza avere però niente in comune. Dice che vuole cambiare il suo partito, vuole ringiovanirlo, vuole un'India moderna, vuole un'India da primo mondo e non più terzo. Ci riuscirà perché ha il 72% della popolazione che ha la sua età, se non più giovane. Poi andrà al potere. Adesso dice che vuole solo fare il segretario del Congress Party. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All'India spettano 5 anni di governo stabile, forse noioso, ma con una visione della politica ben precisa. 1 miliardo di persone. Tranquille e serene che ce la faranno. Rahul Gandhi il Giovane le guiderà. Mica per dire. Sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;p.s. &lt;/span&gt;&lt;a href="http://milleorienti.wordpress.com/2009/05/17/dopo-le-elezioni-ecco-quale-sara-lindia-del-futuro/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 204, 0); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Qui&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; un'analisi dettagliata delle elezioni indiane.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-5230322789096783358?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/5230322789096783358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=5230322789096783358' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5230322789096783358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5230322789096783358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/05/prendi-un-paese-che.html' title='Prendi un paese che'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/ShFfFrR7FgI/AAAAAAAAAYQ/UGSsjFgHWyE/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-7217640251280829194</id><published>2009-05-14T13:56:00.007+02:00</published><updated>2009-05-16T17:05:47.615+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='De rerum culinaria'/><title type='text'>La solitudine dei primati porta numeri</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SgwTgYNaDuI/AAAAAAAAAYI/W_bMTpzs0AM/s1600-h/copt13.asp.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335661105502621410" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 80px; CURSOR: hand; HEIGHT: 128px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SgwTgYNaDuI/AAAAAAAAAYI/W_bMTpzs0AM/s400/copt13.asp.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Sono stati giorni belli pieni, perché se qualcuno non lo sapesse, qui si lavora e non si cazzeggia. Si è rifatto tutto il menù. La costruzione di un menù in India presuppone che ci si ricordi dei vegetariani. Ed è una cosa che in Occidente uno chef normale manco ci pensa. Non è possibile che la gente non si abbotti di salumi, di carni e di uova. Come si fa a vivere di verdurine? si chiede sconvolto uno chef normale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Adesso dopo due anni ho capito quelle due cose e ho diviso il menù in tre sezioni: vegetariano, di carne e di pesce. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ho la mania (vezzo?) di scrivere il menù mettendo l'articolo alle pietanze (tipo: Il filetto di manzo con la purea di patate agli agrumi) ed è un vezzo (mania?) che ho ereditato da Carla Sozzani (10CorsoComo a Milano, dove ho passato quasi tre anni della mia vita professionale). Devo dire che ha faticato molto a convincermi ma con il senno di poi penso avesse ragione. L'articolo dà un'identità al piatto, lo impreziosisce e gli conferisce importanza. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Dopo aver scritto il menù si va alla costruzione del piatto: cosa ci sta dentro, quanto e come.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Il cosa: le materie prime. Il quanto: la grammatura. Il come: l'estetica.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Detta così sembra semplice e facile. In verità è il lavoro di preparazione di ricerca delle materie prime, di pezzatura, di cottura, di presentazione che costruiscono la tua cucina. Poi tu puoi anche copiare mille menù e mille ricette, ma alla fine non ne vale la pena, ti costa doppia fatica, perché il piatto che hai visto non potrai mai riprodurlo fedelmente. Magari i colori e gli assemblamenti. Forse ma poi c'è il fatto indiscutibile che ogni chef ha un suo gusto e un suo palato ben definito. E se anche vuoi copiare, tipo che vedi una foto strafiga fatta in un ristorante in Italia e tu sei in un'altra parte di mondo (esempio egotico in India), capisci che tu quella roba lì NON la potrai mai fare. Perché non potrai mai trovare quel taglio di bue, o di manzo. Non potrai mai avere quella misticanza meravigliosa, che in India  te la scordi la misticanza, ci puoi fare dei sogni sulla misticanza. E' qui che scatta la nostalgia dei prodotti introvabili, delle erbe semi-sconosciute e t'arriva la solitudine da primate, che sta sfinente osservando l'orizzonte del deserto dei Tartari. Hai voglia a convincerti che in verità l'unica cosa che non hai è proprio la solitudine,  perché stai sempre in mezzo alle persone/clienti e vivi con la brigata (cioè tutti i componenti della cucina che tagliano e cuociono per te e tu stai al pass e controlli che i piatti siano come da foto scattata mesi prima, alias standardizzazione del prodotto). Hai voglia a dire e disfare e rifare e controllare e incazzarti e rifare e bestemmiare. E lo straniamento che provi, ogni qualvolta che arrivi al tavolo del cliente, tu, primate sorridente (ovvio non con il sorriso falso che se ne accorgono subitosubito ma inalberando il sorriso vero che devi crederci fino in fondo, se no, non ha molto senso) quando t'accorgi in un millesimo di secondo dei numeri che hai dovuto fare, affinché quel piatto risultasse bello così; quello straniamento dicevo, si tramuta d'un botto e di nuovo in solitudine. Da essere umano, che umano non è più da abbastanza tempo, non si sa da quanto, perché ti sei trasformato in una macchinina da produzione molto profescional. Soprattutto intuisci che quel piatto lì non valeva tutta la fatica e l'ardore che tanto scomparirà nel giro di 10 minuti. Lo rifarai mille volte, sempre identico, dicendo sempre le stesse cose, incazzandoti sempre per gli stessi motivi, ma il cibo sparisce sempre. Questa accecante consapevolezza ti porta sottilmente a dare numeri, che non sono mai primi, neppure secondi. Anzi non sono più numeri, sono solo pietanze, milioni di pietanze che spariscono, mangiate, divorate, lambite, criticate o apprezzate.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Era per dire che ho finito di leggere &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;La solitudine dei numeri primi.&lt;/span&gt; Indigesto? &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;E' perché prima avevo divorato &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;Infinite Jest&lt;/span&gt;. Che invece è un piatto costruito così bene e così armonioso che dentro ci puoi trovare in una sola frase tutti i sapori del mondo. Per dire.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-7217640251280829194?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/7217640251280829194/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=7217640251280829194' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7217640251280829194'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7217640251280829194'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/05/la-solitudine-dei-primati-porta-numeri.html' title='La solitudine dei primati porta numeri'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SgwTgYNaDuI/AAAAAAAAAYI/W_bMTpzs0AM/s72-c/copt13.asp.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-4329134555405143939</id><published>2009-05-03T16:55:00.004+02:00</published><updated>2009-05-03T21:17:59.802+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mio ombelico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mondo a parte'/><title type='text'>La Storia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi PuzzoJoshua ha iniziato a camminare con le sue gambette.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Miriam Raffaella Bartolini (in arte Veronica Lario) ha chiesto il divorzio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pare il caso di affermare che oggi 3 maggio 2009 sia una giornata storica.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-4329134555405143939?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/4329134555405143939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=4329134555405143939' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4329134555405143939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4329134555405143939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/05/la-storia.html' title='La Storia'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-4232774654091355331</id><published>2009-04-25T06:24:00.016+02:00</published><updated>2009-05-01T11:55:46.515+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Amarcord'/><title type='text'>Kato Shuichi</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SfK3uc02LxI/AAAAAAAAAYA/0xMNDLEgXnY/s1600-h/kato.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328523317772431122" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 120px; CURSOR: hand; HEIGHT: 162px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SfK3uc02LxI/AAAAAAAAAYA/0xMNDLEgXnY/s400/kato.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SfKc1rW9rxI/AAAAAAAAAX4/OhM778EaE8Q/s1600-h/images2.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Conobbi &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sh%C3%83%C6%92%C3%A2%E2%82%AC%C2%A6%C3%83%E2%80%9A%C3%82%C2%ABichi_Kat%C3%83%C6%92%C3%A2%E2%82%AC%C2%A6%C3%83%E2%80%9A%C3%82%C2%8D_(critic)"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(255,0,0)"&gt;Kato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;Sensei&lt;/span&gt; (ché io lo chiamavo Maestro e così per me è rimasto) nei miei primi anni universitari a Venezia ed era un essere piccolo, tenero e curiosissimo, che faceva domande su cose che allora ti sembravano buffe davvero. Del tipo: perché i camini di Venezia avevano quell'aspetto lì e perché erano stati costruiti così. Era curioso su tutto: su di te, sulla tua vita, sul perché credevi nel comunismo. Su cosa avevi letto, quanto e quando, ti chiedeva di tutto. E poi pensava. Di fronte alla Giudecca alle Zattere, seduto al bar dove l'avevo portato a mangiare il gianduiotto da passeggio (un gelato al gianduja con la panna, una roba buonissima che si mangiava solo lì e che a lui piacque tantissimo, tant'è che divenne in seguito una sorta di appuntamento pomeridiano davanti al gianduiotto a discutere dei destini del mondo, e si facevano mille ipotesi su futuri possibili), fui io a chiedergli perché fosse diventato comunista lui (o almeno quello che allora si pensava essere comunista, volere una società non divisa per classi, per nazioni, per etnie. Di questi tempi la definizione corretta sarebbe libertario di sinistra). Rise rilassandosi e mi raccontò che quando era giovane gli piaceva un sacco andare da solo al cinema. Stava guardando un film quando entrò una banda di militari nazionalisti che aveva agguantato un giovane seduto a poche file da lui, l'aveva preso, trasportato fuori mentre questo urlava &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;abunaiabunai&lt;/span&gt; (aiutoaiuto) e picchiato selvaggiamente. Gli urli erano cessati in pochi secondi. Gli spettatori rimasti in sala s'erano rattrappiti sulle sedie e allora lui, con la straordinaria incoscienza della gioventù, s'era alzato ed era uscito a vedere se &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;abunaiabunai&lt;/span&gt; fosse ancora vivo. Una massa di sangue giaceva a terra e scoprì che era uno scrittore dissidente che divenne poi suo grande amico. All'inizio della Seconda Guerra Mondiale, lì davanti a quel corpo sbrandellato, &lt;em&gt;Sensei&lt;/em&gt; comprese lucidamente che lui era giapponese e viveva in un regime nazional-imperialista. Era fiero di essere giapponese, ma non poteva spartire niente delle sue intime convinzioni con un regime che della violenza, del razzismo, dell'imperialismo e della mancanza di libertà faceva bella mostra. Lui era un pacifista convinto e lottò tutta la sua vita affinché gli altri, giapponesi e non, capissero che con le guerre il nulla avanzava, e pacifista rimase sino alla fine. Quando si laureò in Medicina diventando ematologo, andò a Hiroshima per curare una serie di malattie sconosciute allora alla scienza, dovute alle radiazioni. Ne rimase così colpito e impressionato da avere una dolorosa crisi di coscienza, tanto che cambiò lavoro, perché il mondo doveva sapere che la guerra e la stupidità umana non dovevano progredire. Divenne negli anni del dopoguerra uno dei maggiori studiosi giapponesi, amico fraterno di grandi scrittori e grandi poeti, egli stesso scrittore e poeta. Conosceva una quantità di lingue e le parlava tutte benissimo. Aveva una cultura impressionante sia d'Occidente che d'Oriente, un immenso pozzo di conoscenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Uno quando è giovane non sa quando viene toccato dalla Storia (quella roba con la S maiuscola), pertanto solo con il tempo ho capito quanto fosse importante quest'uomo e quanto io sia stata fortunata ad averlo conosciuto e averlo avuto come caro amico, che consigliava, dava dritte sugli autori, diceva cose impensabili ai tempi (del tipo: dell'autore Mishima tradotto e adorato da folle di italioti, Kato &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;Sensei &lt;/span&gt;mi disse: lascia perdere, scrive neanche tanto bene, diciamo che scrive retorica stillata in forma quasi epica, ma scrive un monte di cazzate). La sua &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&amp;amp;xy=kato+shuichi"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 102, 0);"&gt;Storia della letteratura giapponese&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; è il miglior libro di divulgazione scritto sul Giappone da tempi immemori e su cui schiere di nippologi si sono formate. Stette a Venezia per un anno come visiting professor e ci insegnò BENE. Fu l'unico insegnante che mi insegnò la Poesia. Per dire. E non li trovi in giro insegnanti così. Difficilissimo. Mi disse che l'Italia (che lui e Midori la sua compagna avevano percorso in lungo e in largo) era una nazione antichissima, piena di Storia, colma di sedimenti umani, che non c'era luogo meno selvaggio e naturale del Bel Paese e che sì era davvero un bel paese e che noi italiani così refrattari al patriottismo in verità eravamo nazionalisti in modo sconcertante SOLO sul cibo. Una caratteristica che lui aveva trovato travolgente e unica. Mi fece l'originale confidenza che riteneva gli italiani degli animali politici in nuce. Nel senso che avevano scritto nel loro DNA il senso del compromesso e dellla mediazione. Gli dissi che difatti avevamo un governo stabilissimo sebbene ballerino. E discutemmo di quanto Italia e Giappone per certi versi si somigliassero: il senso del clan, della famiglia, del cibo, del destino precario, del fatalismo innato, del terremoto, della sublime ironia e della tragedia imminente.&lt;br /&gt;L'ultima volta che ci vedemmo fu sempre a Venezia negli anni '90. Era invecchiato assai, ma possedeva sempre quella limpidezza e precisione intellettuale, sua caratteristica peculiare, tanto che finimmo per parlare di politica. Ci raccontammo e ci dicemmo degli ultimi film e libri letti, di quello che sarebbe accaduto dopo la caduta del muro di Berlino. Parlammo della fine del comunismo. Ma ci dicemmo che le utopie buone non muoiono mai. Si evolvono in altro. Poi ieri in questo sito &lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,102,0)"&gt;&lt;a href="http://milleorienti.wordpress.com/2009/01/08/omaggio-a-un-grande-uomo/"&gt;qui&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;ho scoperto casualmente che il mio &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;Sensei&lt;/span&gt; è morto.&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,102,0)"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Piango e rimpiango la sua profonda cultura d'altri tempi e l'intelligenza proiettata verso il futuro, la sua coscienza diversa e la sua sensibilissima capacità umana d'amare e farsi amare, perché solo ora capisco quanto sia difficile avere bravi insegnanti e camminare con la Storia. E di tutto quello che lui ha insegnato a me e a mille altri come me di certo il suo passaggio su questa Terra non è stato vano: che ne abbiamo fatto tesoro e impariamo giorno dopo giorno quanto avesse profondamente ragione. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Grazie &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;Sensei,&lt;/span&gt; che tu possa mangiare mille gianduiotti di là alle altre tue mille vite.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;p.s. Ringrazio sentitamente &lt;a href="http://giuliozu.blogspot.com/"&gt;Giulio&lt;/a&gt; che m'ha fatto l'editing del post stracolmo di refusi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-4232774654091355331?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/4232774654091355331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=4232774654091355331' title='25 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4232774654091355331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4232774654091355331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/04/kato-shuichi.html' title='Kato Shuichi'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SfK3uc02LxI/AAAAAAAAAYA/0xMNDLEgXnY/s72-c/kato.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-4724931846168248567</id><published>2009-04-15T07:11:00.008+02:00</published><updated>2009-04-25T10:18:10.770+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PuzzoJoshua'/><title type='text'>PuzzoJoshua sul terrazzo verde</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SeeBnNnfxeI/AAAAAAAAAXw/Nda4_aEGCi0/s1600-h/DSC01357_2.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SeeBnNnfxeI/AAAAAAAAAXw/Nda4_aEGCi0/s400/DSC01357_2.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325367595059103202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;PuzzoJoshua diventa ogni giorno più socievole e sorridente, del resto s'addormenta con il verso dei geki e si sveglia al suono della foresta che all'alba si stiracchia e riprende a lavorare. Si sa: quando si sveglia lui dobbiamo svegliarci noi che se non ci svegliamo strilla arrabbiato, che lui non ha nessuna pazienza d'aspettarci a stomaco vuoto. Ad Auroville la piccola famiglia vive in una casetta al secondo piano in mezzo agli alberi verdissimi che circondano un ampio terrazzo dal pavimento verde.  Al piano terra ci vive la famiglia indiana proprietaria della casetta con due bambini molto simpatici: Ajith e Jagan. PuzzoJoshua adora quest'ultimo ed è amorevolmente ricambiato, è noto che l'amicizia non conosce età. PuzzoJoshua pare che passi ore ad aspettarlo e appena sente dei rumori provenienti da sotto, si precipita a salutare sporgendosi dalla ringhiera di legno sui piedini grassocci e inizia a ciarlare in una lingua antica perché PuzzoJoshua parla la madre di tutte le lingue, e tutti gli rispondono nella medesima lingua che poi è l'esperanto infantile, non ci vogliono inutili dizionari e fallaci traduzioni. E' una linguaggio universale e gli umani quando sono corti la usano, poi crescono e se la scordano. PuzzoJoshua ha un udito finissima e appena sente la voce di Jagan il suo amichetto preferito, si precipita alla ringhiera felice e lo chiama cosicché i due fratelli salgono, lo prendono e se lo portano via. Oppure passano ore a chiacchierare con lui sopra e loro sotto facendo versi nella loro lingua comune e PuzzoJoshua ride tutto contento e loro pure. Ridono e ridono, innocenti come sanno essere solo le persone corte che si perdono a ripetersi per ore e a farsi facce e boccacce divertendosi un mondo. PuzzoJosua si mette la testa tra i paletti di legno e si tira su battendo eccitato i piedini e partono a parlarsi nella più antiche delle lingue, fatta di tantissime vocali e pochissime consonanti, raccontandosi mille storie.  In mezzo alla giungla questi suoni appaiono come i versi di una lingua che non conosce il sangue, la malattia e la morte. Ed è forse la lingua degli dei senza tempo sorridenti che dell'innocenza e dell'empatia tra i viventi sono promotori, ben contenti e felici d'assistere all'allegro e gioioso spettacolo, essi stessi compiacenti e ridenti della risata di bimbi. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-4724931846168248567?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/4724931846168248567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=4724931846168248567' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4724931846168248567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4724931846168248567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/04/puzzojoshua-sul-terrazzo-verde.html' title='PuzzoJoshua sul terrazzo verde'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SeeBnNnfxeI/AAAAAAAAAXw/Nda4_aEGCi0/s72-c/DSC01357_2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-4017089307773038666</id><published>2009-04-14T09:40:00.001+02:00</published><updated>2009-04-15T19:49:01.651+02:00</updated><title type='text'>Zeitgeist 2</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SeYddeJySII/AAAAAAAAAXo/eJINITXC3lE/s1600-h/300px-Monte_Vesubio_(desde_sat%C3%A9lite).jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 204px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SeYddeJySII/AAAAAAAAAXo/eJINITXC3lE/s400/300px-Monte_Vesubio_(desde_sat%C3%A9lite).jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5324976001559709826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siccome quando si sta in cucina, si sta veramente lontani anni luce rispetto alla sala, capita che ci si affidi ai camerieri e ci si accorga alla lunga che manipolano in modo irrealistico quello che accade nella stessa. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Credevo che fossero morti. Ecco anche no. Non sono mai morti e sono sempre tra di noi. E fanno danni. Tanti e troppi. Così aspetto che scoppi il Vesuvio. Poi magari ne riparliamo su come e dove ricostruire senza Gomorra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Faccio che firmo il contratto per stare qui un altro anno. Sul serio. Mica per dire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-4017089307773038666?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/4017089307773038666/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=4017089307773038666' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4017089307773038666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4017089307773038666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/04/zeitgeist-2.html' title='Zeitgeist 2'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SeYddeJySII/AAAAAAAAAXo/eJINITXC3lE/s72-c/300px-Monte_Vesubio_(desde_sat%C3%A9lite).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-5648057066989542633</id><published>2009-02-20T15:52:00.009+01:00</published><updated>2009-02-21T10:51:06.103+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mondo a parte'/><title type='text'>Zeitgeist</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SZ-WJVblWNI/AAAAAAAAAXg/39-JQKtKfQE/s1600-h/image012.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305123973181561042" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 256px; CURSOR: hand; HEIGHT: 170px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SZ-WJVblWNI/AAAAAAAAAXg/39-JQKtKfQE/s400/image012.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Parlo per me perché mi rendo conto di quanto mi sia difficile e doloroso far morire anche solo una pianta. Ho ucciso galline, conigli, lucertole per non parlare di rane. Continuo a uccidere zanzare, scarafaggi, mosche e chissà perché non faccio fuori ragni e scorpioni, e devo dire che ho un po' di rammarico ad ammazzar formiche. Quest'ultime uccisioni comunque non mi gettano nello sconforto e men che mai nella colpa cosmica del delitto. Non so spiegarlo ma per le piante ci sto un po' più male, forse perché sto dietro ad accudirle e mi costano fatica. Ma della vita degli insetti poco m'importa e faccio che uccido senza colpa e senza morbosità.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Non so se sarei capace di staccare la spina a mia figlia se mai le dovesse accadere che rimanesse assoggettata alle macchine per anni. In-naturalmente. Una cosa così ho tentato di spiegarla agli indiani che m'hanno guardato sconvolti e stravolti: come dire un fatto così &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;qui&lt;/span&gt; è inconcepibile. La morte è uguale alla vita. Ha un suo senso intimo e grandioso. Le macchine non sono ammesse, la scienza si tira indietro, qui non ci sono così tanti soldi.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Forse passati 17 anni riuscirei a farlo. Ma non lo so davvero. Forse lo farei in virtù che non potrei stare per così tanto e così a lungo sospesa nella disperante sensazione di sbriciolamento della speranza. Forse lo farei molto prima perché tutto ha un costo e non riuscirei a starci dietro e dentro. Forse e parlo per me.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Così di tutta la vicenda Englaro (ma quanti altri casi simili di cui nulla si sa e di cui tutti ipocritamente tacciamo?), della sua vita (vegetale) del terrificante casino fatto, detto, urlato e conclamato sulla e della morte, qui e ora, a me non resta che la rimembranza di quello che ho letto sui vari blog e visto su iutiubb. Mentre il silenzio sale io invece adesso vorrei parlarne.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;A spiegarla bene ci sarebbe da farci un trattato. So di per certo che di trattati sull'argomento ne sono stati scritti. Ci sono dei tempi o il tempo che ti attraversa e tu non riesci neanche a vederne la forma per non parlare dei contenuti. E' il tempo materiale diverso dal tempo spirituale e sta di fatto che esistono zone estreme tra i tempi e in quelle zone lì difficile che entri: la pazzia, la malattia grave, la morte sospesa, il nulla. Di questi temi è inutile parlarne. Bisogna starci dentro e un'idea sussurrante di certo salta fuori.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ma sul testamento biologico ho un'idea mia, precisa. Non so se sia l'idea della maggioranza e manco mi frega un cazzo della maggioranza, si sta parlando di una cosa così intima e privata che è la morte mia, che il mondo proprio non ci deve entrare in quella stanza lì. Non ultimo lo Stato e la Legge. E siccome stiamo parlando solo della mia sfera intima bisognerebbe capire con molta sincerità se gli altri fuori da me abbiano rispetto o meno del senso della mia di morte e del senso che io do alla mia di vita. Se bisogna avere rispetto del mio testamento biologico o meno. Allora la Legge ci deve entrare affinché io non abbia da rimanere sospesa nel nulla mentre fuori gli strilloni abbaiano. Perciò voglio avere uno, cento, mille casi Englaro. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Per non giungere ad ascoltare fino alla fine la banalità e la superficialità estrema a cui arriva il male. Per non vedere la morbosità dei media scuotere i palinsesti perché nessuno sa veramente un cazzo della zona oscura. (Sebbene un po' l'avevamo intravisto nei lager. Ma sai com'è: riusciamo sempre a superarci).&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Voglio che si ragioni a mente fredda. Voglio che si trovino delle soluzioni possibilmente rispettose del proprio volere o non volere nell'andare incontro alla propria fine. In modo dignitoso o meno. Ma bisognerebbe permettere ad ognuno il &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;rispetto&lt;/span&gt; della scelta propria e altrui. Voglio che il mio testamento biologico abbia un valido valore giuridico, e la Legge quindi avrebbe un senso, vero e preciso, perché mi sosterrebbe e mi proteggerrebbe. E' questo che deve fare il mio Stato, mi deve stare vicino quando più sono indifesa dando l'aiuto ai miei famigliari che ne avranno di sicuro bisogno. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Se per caso passa una diversa e altra legge, lontano da tutto questo, me ne sto in esilio forzato, che questo Stato non mi rappresenta, non mi aiuta e reprime in modo assolutistico le decisioni della mia vita intima. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;a href="http://http://falsoidillio.splinder.com/post/19785329/il+calcolo+dell"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,153,0)"&gt;Qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; la sublime chiarezza di Idillio e &lt;a href="http://miic.livejournal.com/165660.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(51,51,255)"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; il discorso di Veronesi per il riassunto dei vostri giorni schiamazzanti. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;E ancora: su tutta la tragedia di un partito che sta morendo quasi fosse un'altra metafora dell'oscuro Zeitgeist che si sta abbattendo sulla mia terra, mi viene da scrivere &lt;strong&gt;dovere&lt;/strong&gt;. Bisogna avere il dovere di pensare a quello che stiamo facendo e dove vogliamo andare nel futuro. Se vogliamo stare sulla panchina ad aspettare il prossimo treno che non si sa se arriverà mai, perché magari l'hanno anche sopresso e nessuno c'ha avvisato, oppure se vogliamo prendere le nostre borsette, disfarle e rifarle per rimmetterci di nuovo in viaggio. A farci del male ci stiamo provando da troppo tempo. Sarebbe ora che ci volessimo un minimo di bene. Sarebbe ora di metterci lì e fare un bel programma con pochi punti, (me ne bastano cinque, uno all'anno va bene) ma che siano balzi in avanti e non 10 indietro. Programmi con priorità vere. Basta stronzate. Con un capo carismatico vero perché basta grandi lider. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/509195"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Q&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/509195"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;ui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; c'è un ottima e valida opinione da sostenere.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-5648057066989542633?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/5648057066989542633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=5648057066989542633' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5648057066989542633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5648057066989542633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/02/zeitgeist.html' title='Zeitgeist'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SZ-WJVblWNI/AAAAAAAAAXg/39-JQKtKfQE/s72-c/image012.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-2834947627069748337</id><published>2009-01-20T21:01:00.005+01:00</published><updated>2009-01-21T11:55:04.844+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mondo a parte'/><title type='text'>Il futuro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SXYuwT-I_7I/AAAAAAAAAXY/IU7KTrf0BkM/s1600-h/images-2.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 100px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SXYuwT-I_7I/AAAAAAAAAXY/IU7KTrf0BkM/s400/images-2.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293469819550105522" /&gt;&lt;/a&gt;S'è impappinato e s'è messo a ridere che quasi non ci credeva neanche lui che era lì a giurare ma poi però ha fatto un bel discorso. Speriamo che la speranza si sa non fa mai male. Mica ci stiamo a illudere. Per dire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-2834947627069748337?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/2834947627069748337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=2834947627069748337' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2834947627069748337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2834947627069748337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/01/il-futuro.html' title='Il futuro'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SXYuwT-I_7I/AAAAAAAAAXY/IU7KTrf0BkM/s72-c/images-2.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-3395126304692451336</id><published>2009-01-20T08:35:00.013+01:00</published><updated>2009-03-05T11:19:28.850+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mio ombelico'/><title type='text'>Rientrare non è mai ritornare</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SXXOJhSB2HI/AAAAAAAAAXQ/eLOcNVYLRT0/s1600-h/images-1.jpeg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293363599992019058" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 124px; CURSOR: hand; HEIGHT: 88px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SXXOJhSB2HI/AAAAAAAAAXQ/eLOcNVYLRT0/s400/images-1.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Sono arrivata che era tutto bianco, silenzioso e freddo e mentre si andava verso Milano dalla Malpensa il paesaggio era così ovattato, onirico, freddo e gelato che mi sono rappresa in un completo spaesamento. Che non si è risolto nei giorni a venire anzi si è trasformato in una sorta di buco spazio-temporale. Dove la notte stavo sveglia e sentivo l'India incasinata e feroce e di giorno vedevo immagini rarefatte in bianco e nero d'un mondo in decadenza. E per fortuna che ero circondata da amichette amorevoli e amichetti affettuosi (che oltre alla famiglia sono stati gli unici motivi per cui non sono risalita subitosubito sul primo aereo che caracollava sulle piste in partenza). Continuavo a guardarmi intorno con fare circospetto, che non riconoscevo nulla e stavo sempre più cadendo in un oblio triste. A parte che venivo dal caldo, il freddo intenso m'ha congelato i neuroni per parecchio tempo, l'impressione unica è stata che l'Italia è un paese per vecchi. Un pomeriggio a Milano sono salita sulla circolare 90 sembrava che stesse portando in giro tutta Villa Anni Azzurri. Non c'era un bambino. Magari ho sbagliato pulman mi son detta e li ho guardati bene e sembravano soli, incazzati e ammalati. E volevo dirci ma insomma avete tutto, avete l'acqua potabile, addirittura l'acqua calda, avete chi vi viene a prendere le immondizie, le strade non sono pulitissime ma va bene, avete un medico e anche una pensione (forse anche no, ma se state sull'autobus alle 4 ce l'avrete pure una cazzo di pensione giusto? fate un giro panoramico della città a sbafo?), avete la lavatrice, il frigo, la tv, la macchina eppure state soli e incazzati. Ma perché? Ma venite in India e poi me la raccontate.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ripeto: non c'era un bambino. Ora capisco che faceva freddo e i bambini devono stare chiusi in casa altrimenti prendono freddo e si ammalano, ma sembrava di veder il prossimo futuro e neanche troppo distante. Quello che arriva ora, anzi è già adesso. I pochi bambini visti in giro non erano sorridenti. Gli sorridevi e questi stavano serissimi a guardarti dicendoti con gli occhi: cosa cazzo sorridi a fare? Persone corte già vecchie dentro. Tristissimo.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;La parte migliore di vivere all'estero e non capire la lingua madre (non l'inglese mettiamo il tamil o l'hindi, il cinese o il giapponese) è che si perde fortunatamente la vagonata di cazzate che i vari bipedi non-senzienti producono. Si vive insomma di discorsi prioritari, di pochi non-sense e di tante intuizioni sull'umanità in genere e non in particolare. Quando si ritorna nel proprio paese (e si ritorna perciò ad ascoltare i suoni famigliari della lingua madre) ci si sorbisce una miriade di vaccate a cui non si è più abituati e che fanno tutte impressione per vacuità e inconsistenza. Uno spreco di neuroni infiniti nel tentativo di non ascoltare e di andare avanti come se nulla stesse accadendo e invece accade. Accade cioè di sentirsi miserabilmente lontani e soprattutto diversi. Ma non diversi &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;speciali&lt;/span&gt; nel senso di geniali o artistici, proprio diversi anormali e differenti. A tratti ci sono stata male sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ho continuato a sentire per anni che la qualità di vita in Italia è alta, ma venendo da fuori io non la so e non l'ho vista tutta quest'alta qualità di vita. Ora che lo dicono quelli che vanno in giro con gli elicotteri con le pale d'oro ci sta. E' che ce la soniamo e cantiamo tra di noi. Poi usciamo e scopriamo un altro mondo. Nel tumore del vivere quotidiano m'è sembrato un popolo prigioniero delle proprie case, chiuso in belle stanze, straziato dal mutuo, strafatto dall'orgia della fattanza del mattone e divorato dalla paranoia dei ladri (ma potrei dire come in India, dove alle finestre mettono le sbarre, roba da prigione dura). Magari poi vai a vedere vale per tutti i paesi del mondo la necessità di avere una casa vera, starci dentro, fare gli stanziali. Ma è una mesta visione del futuro, senza sprazzi di gioia, dove in ultima e triste analisi la materialità è divenuta l'unica unità di misura per descriverci anche di dentro. E mi sono chiesta se c'è un dentro. Non sto mica parlando di essere più o meno superficiali. Sto proprio parlando di priorità vere, uniche, decisive. E non sto tirando fuori il discorso dei valori. Capitemi. Solo un avere e non più un essere e se quell'essere c'è, è stanco e affaticato, a volte addirittura annoiato. Non ho opinioni di come far risalire l'energia di un popolo, e di far vedere che ci sono altri futuri, altri mondi, altre consapevolezze. Non mi chiamo Baraccaobama. Io non ce l'ho una risposta a tutto quello che ho visto e a tratti solo intravisto, ma me ne sono ritornata allegra nelle puzze di Chennai. Prima però sono passata al reparto gastronomico della Rinascente il settimo piano e sono uscita stravolta perché m'ha preso un attacco di claustrofobia. C'era troppa roba, costava tutto carissimo, dei prezzi ridicoli se non addirittura oltraggiosi, e c'erano troppi ristoranti rattrappiti per non dire dei tavoli che stavano incollati l'uno sull'altro e si poteva mangiare con il gomito nel piatto del vicino. Tutto strapieno e affollato. Ma ci scrivo un post meglio e più lungo sul settimo piano della Rinascente.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Mi si dice della crisi ma in centro Milano non c'è e non riguarda chi sta in centro. Anzi chiudiamo subito qui la storia: gli italiani hanno doppi fatturati. Quelli dichiarati e quelli in nero. Poi c'è la periferia di Milano e sì i poveri li vedi e li senti. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Sono stata via 2 settimane, ma è come non essere mai partita e poi quando ho rimesso piede in casa a Chennai ho pensato che stavo bene lontano da casa e forse adesso ho capito che rientrare non è mai ritornare e che per farlo ci vuole più fatica. Ma una cosa l'ho capita bene: so che le mie radici è stare con i miei amici e con la mia famiglia. Che nella peggiore analisi è stata la miglior scoperta fatta nei miei ultimi 10 anni di vita. Mica per dire. Sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-3395126304692451336?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/3395126304692451336/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=3395126304692451336' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3395126304692451336'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3395126304692451336'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2009/01/rientrare-non-mai-ritornare.html' title='Rientrare non è mai ritornare'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SXXOJhSB2HI/AAAAAAAAAXQ/eLOcNVYLRT0/s72-c/images-1.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-4540451241405686650</id><published>2008-12-23T17:52:00.004+01:00</published><updated>2008-12-23T17:58:35.218+01:00</updated><title type='text'>Buon Natale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SVEXqpodoaI/AAAAAAAAAWk/q801pcWceYs/s1600-h/Ho-Ho-Ho.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 224px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SVEXqpodoaI/AAAAAAAAAWk/q801pcWceYs/s320/Ho-Ho-Ho.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5283029859379814818" /&gt;&lt;/a&gt;Noi non ci facciamo mancare mai niente. Auguri a tutti voi. &lt;div&gt;Soprattutto a quelli a cui manca lo spirito (in)sano d'una risata liberatoria.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-4540451241405686650?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/4540451241405686650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=4540451241405686650' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4540451241405686650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4540451241405686650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/12/buon-natale.html' title='Buon Natale'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SVEXqpodoaI/AAAAAAAAAWk/q801pcWceYs/s72-c/Ho-Ho-Ho.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-6814024124452432139</id><published>2008-12-17T11:02:00.005+01:00</published><updated>2008-12-17T11:53:33.124+01:00</updated><title type='text'>Aspettando il Natale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SUjU5J5r-6I/AAAAAAAAAWc/9hFXWChYmNw/s1600-h/DSC00789+copia.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SUjU5J5r-6I/AAAAAAAAAWc/9hFXWChYmNw/s320/DSC00789+copia.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5280704641467415458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci son stati giorni che ero in attesa febbrile ma di certo non del Natale. Perché quest'anno è stato l'anno che è nato Joshua pertanto è stato Natale quasi tutti i giorni. Per mille motivi è stato un anno intenso. Un 2008 che ricorderò di certo e comunque sarà l'aria stanca che un po' mi manca, saranno le giornate piene con troppi vuoti, sarà l'India e sarà forse il tempo ma quest'anno il Natale a me mancherà. Perché seppur non cattolica, seppur non religiosa mi mancano le lucine e il suono delle campane. Ho milioni di altre lucine, milioni di altri suoni ma manca l'atmosfera quella natalizia che fa bianco il bianco natale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure rimane che guardando questa foto capisco che se anche non aspetto il Natale mi va bene lo stesso e penso che forse il panciuto Ganesh si stia rallegrando per l'attenzione e la serietà dedicata all'acqua da parte di PuzzoJoshua.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-6814024124452432139?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/6814024124452432139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=6814024124452432139' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/6814024124452432139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/6814024124452432139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/12/aspettando-il-natale.html' title='Aspettando il Natale'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SUjU5J5r-6I/AAAAAAAAAWc/9hFXWChYmNw/s72-c/DSC00789+copia.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-5057245842585793123</id><published>2008-12-16T12:20:00.009+01:00</published><updated>2008-12-16T20:22:56.668+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La Storia spiegata dalla Piccolacuoca'/><title type='text'>La Piccolacuoca fa la spiega di storia. Nona lezione: il Panettone (il mio PslA)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SUeSB7_WWWI/AAAAAAAAAWU/vG_4DNudZfI/s1600-h/images.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 119px; height: 104px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SUeSB7_WWWI/AAAAAAAAAWU/vG_4DNudZfI/s400/images.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5280349650096118114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Siamo vicini a Natale siamo tutti più buoni. Ma anche no e fa lo stesso e questo l'ho scritto perché&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 204, 0); "&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.blogsquonk.it/?p=2721#comments"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 204, 0); "&gt;Sir Squonk&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;  con la storia del PslA m'ha mandato messaggi prima ricattatori e poi lacrimosi ma io ho fatto il mio dovere ed ecco qui la favola di Natale. Poi per chi avesse voglia ci son tanti post veramente bellini e molto migliori del mio (lo so che è sbagliato da scrivere e da dire ma scaricatevelo &lt;a href="http://www.blogsquonk.it/PostSottoAlbero2008.pdf"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 0, 0); "&gt;qui)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riprendo il seminario di storia del cibo: le mie spieghe sono molte scientifiche e vi pregherei di non interrompere.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1894. Milano. Toni el prestinè era abbastanza paciarott ma non troppo, s'alzava presto el Toni la mattina, proprio all'alba prima de tutt i cristian. Lui si svegliava che doveva far il pan per tutto il circondario e solo lui sapeva impastare e remenare ben bene la farina e l'acqua. Nessuno era bravo come Toni, solo che el Toni non aveva più voglia era strack e non sorrideva più quel paciarott del prestinè. Meglio: el Toni aveva visto una mattina mentre consegnava le michette alla sciura Maria che sta santarella s'era messa a ciacolare dicendo che sarebbe arrivata la sua nipote una brava e bela tusa...insomma una mattina era 'rivada sta tusa e lui l'aveva sbirciata e così da un momento all'altro, il mondo non era stato più lo stesso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Meglio era sempre quello ma sbirluccicava troppo il mondo del Toni da quando aveva messo gli occ sulla tusa che era bella da morire e mentre lo diceva damma a trà che non era proprio possibile stare a raccontare quant'era bela a lui venivano gli sghirissi allo stomaco e gli capitava di pensare che era un quarantott a dirla tutta e non l'era pì istess de prima. Oh certo continuava a portare le michette tutte le mattine anche alla sciura Maria ma quando a volte veniva la tusa a prenderle sull'uscio ed era gentile e silenziosa e accennava con la bella testolina a un grazie bisbigliante con lo sguardo abbassato e la bocca un po' sorridente, ogni tanto anche immagunaà e certo che proprio sorridere, sorrideva poco ma proprio poco, ecco lui tutto il giorno gli prendeva la strackessa e non voleva più alzarsi dal letto e gli veniva la malinconia...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Suonavano le campane del Domm tutte le mattine quando lei arrivava, e non era una bella musica a dirla tutta. Lui stava solo male a guardarla e non riusciva a respirare e si diceva sta quiett, sta bon e  se ne tornava a fare il prestinè senza testa, che gliel'aveva levata lei.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le notti el Toni stava ad impastare e guardare il pane lievitare e s'immaginava sta tusa meravigliosa che dormiva mentre lui sognava, e mentre passavano i giorni si trovò a fine anno che non sapeva più cosa fare che ormai era diventata una malattia, che non riusciva più a laurà e intapunirse ora dopo ora e il peggio era che neanche era riuscito a parlarle.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Era quasi Natale e lui era lì che non aveva detto ancora niente a sta tusa e sapeva solo che si chiamava Rosina. Rosina. Solo il nome lo faceva sufegà. Un nome pieno di spine senza dolcezza no anzi con tutta la dolcezza del mondo ma lui era lì da solo nella notte estrema, fredda e buia senza sole e senza stelle...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rimase a guardare la massa di pane che stava andando facendo e gli prese che doveva tornare alla vita, doveva fare qualcosa. Aggiunse lo zucchero e il miele, il burro e il latte. Poi avvolse il tutto nel panno bagnato e lo mise accanto al forno, non troppo vicino altrimenti la lievitazione non sarebbe partita e sarebbe andato tutto a rebelot.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La notte dopo la massa era raddoppiata. El Toni ne fece un'altra e ci voleva aggiungere l'uvetta. Poi andò in giro a cercare di mettere altro e scovò dei canditi di cedro e arancia che aveva comprato mesi addietro da un siciliano al mercato. Canditi profumati e dolci che sapevano di terre lontane, profumavano di foresto e unico. Tagliò i canditi a cubetti e mise l'uvetta a bagno per un po'. Poi di nuovo lavorò la massa e aggiunse gli ingredienti. Rimise tutto nello straccio umido e aspettò la notte seguente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le due masse erano diventate belle gonfie  e profumavano di qualcosa di speciale e allora el Toni le lavorò assieme perché voleva che si maritassero che proprio voleva sposarla la Rosina ma doveva partire dalle due masse perché si dovevano unire e stare insieme fino alla fine dei tempi. Mentre lavorava canticchiava quasi felice, immaginandosi Rosina che lo guardava negli occhi e lui si sarebbe finalmente descarugniss. Così pensava mentre lavorava impastrucciandosi le mani nella matassa. Quindi fece una palla bella uniforme e l'avvolse nel lino morbido e pulito e la lasciò tranquilla per un altro giorno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La notte dopo era il 23 sera si dette una svegliata e si mise di nuovo a lavorare la palla gonfia di bolle. Se ne andò in giro a trovare uno stampo e non lo trovò come voleva lui e allora si decise a metterlo nel catino piccolo di ferro dove la mattina faceva bollire l'acqua per lavarsi il viso. Lasciò che riposasse per un altro paio d'ore e la mattina fece una croce sopra e lo mise nel forno, il pan dolce che avrebbe portato alla Rosina. Ogni tanto lo guardava e vedeva che saliva, saliva come il Domm e prendeva una forma bella da focaccia grande. Lo lasciò nel forno per quasi due ore, senza muoverlo mai. Infine lo tolse e lo rimirò. Non era proprio come pensava o meglio l'aveva pensato diverso, ma di sicuro denter era morbido e fuori era croccante, ed era abbrustolito con un odore unico. Lo tolse dal catino e l'avvolse nel panno affinché rimanesse caldo fino all'uscio della sciura Maria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre percorreva il vicolo guardò in alto e gli parve che quel mattino fosse un giorno speciale. Stava per dare un regalo alla Rosina ed era tutto preso a pensare a cosa doveva dire alla sciura Maria perché il suo pane fosse dato alla sola Rosina senza che quell'atto apparisse maleducato. Bussò e aprì la bocca per dire due bambanade ma non spiccicò verbo perché il faccino della Rosina gli s'era parato davanti e come sempre le parole vennero meno e non si disciulò e tutto quello che riuscì a fare fu porgere il fagotto che emanava una fragranza infinita di parole mai dette.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rosina rimase a guardare il fagotto, poi con mano pansula slegò il nodo e venne avvolta da una zaffata di odore dolce e mieloso. Rimase incantata a guardare il pane lì sull'uscio che non sapeva che dire che aveva ben capito che era un regalo che nessuno in casa aveva detto nulla e perché era la Vigilia di Natale e quel tusatt era veramente un bel tusatt e poi si riscosse e alzò lo sguardo e s'immerse silente nella contemplazione degli occ del Toni. Veniva fuori il fiato a nebbia sottile sull'uscio e faceva veramente freddo eppura non pareva al Toni, anzi gli sembrava facesse un caldo del dauli e s'accorse che gli occ della Rosina erano azzurri azzurri proprio un azzurro del cielo che lui aveva visto poco che stava sempre a fare il prestinè e di giorno dormiva, mica riusciva a stare in piedi che era sempre strack. Si guardarono a lungo senza fiatare che già l'aria era troppo fredda davanti a loro mentre il pan de Toni s'andava raffreddando. E poi successe.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Successe che la bocca della Rosina alzò gli angoli con una lentezza senza banfare, senza dir nulla alzò le pieghe in quel che fu il primo vero sorriso al Toni el prestinè a cui il cuore brusò e forse anche l'anima sotto il cielo livido del 24 dicembre a Milano, che se ne tornò a la botega come in trance che stava in paradiso che la Rosina gli aveva sorriso e lui un sorriso così mai nella vita l'aveva avuto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lei il giorno dopo gli disse sussurrante: grazie non ho mai mangiato un pane così buono. E quel mai fece del paciarott del Toni un om felice ma così felice che imparò a dirle un buongiorno come va e come sta e cosa fa, a inanellare qualche frase finché riuscì dopo mesi a chiederle di uscire e la Rosina scosse un po' la testa quasi sorpresa ma neanche tanto che a lei el Toni piaceva proprio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il pan de Toni l'anno dopo glielo fece ancora e la Rosina previa autorizzazione della zia sciura Maria, accettò d'uscire a fare due passi fino alla fine della vicolo e le batteva il cuore e non sapeva cosa dirgli e rimasero in silenzio fino alla fine del vicolo mentre la sciura Maria stava ad aspettare sull'uscio e controllava che i tusatt non facessero baggianaà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Negli anni seguenti mentre i nani del Toni e la Rosina nascevano el Toni tutte le Vigilie del Santo Natale cuoceva il suo pane e in famiglia lo mangiavano in religioso silenzio perché sapevano che era stato un atto d'amore di Toni per la Rosina che adesso dispensava sorrisi dolci al suo Toni e alla sua famiglia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tant'è che finì che Toni el prestinè dovette impastare tanto di quel pan dolce per tanta di quella gente innamorata che alla fine non si chiamò più el pan de Toni ma panettun e sotto il Domm lo mangiavano la notte di Natale gli innamorati quasi fosse un atto d'amore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-5057245842585793123?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/5057245842585793123/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=5057245842585793123' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5057245842585793123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5057245842585793123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/12/slla-piccolacuoca-fa-la-spiega-di.html' title='La Piccolacuoca fa la spiega di storia. Nona lezione: il Panettone (il mio PslA)'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SUeSB7_WWWI/AAAAAAAAAWU/vG_4DNudZfI/s72-c/images.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-3303993390923585855</id><published>2008-11-30T19:25:00.011+01:00</published><updated>2008-11-30T21:02:58.214+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mia India'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mondo a parte'/><title type='text'>Siamo in troppi e ci vuole una guerra</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/STLwfxQFDiI/AAAAAAAAAWM/dEMgOpMhUuA/s1600-h/images-3.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 113px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/STLwfxQFDiI/AAAAAAAAAWM/dEMgOpMhUuA/s400/images-3.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274542542191660578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prima volta che l'ho visto era notte fonda e si stagliava sulla baia di fronte al mare, era tutto illuminato ed era immenso. M'hanno aperto la portiera della macchina, m'hanno preso i bagagli e m'hanno spalancato le ante del portone e ho fatto l'ingresso nella hall del Taj Mahal Hotel. Erano tutti gentilissimi e m'hanno accompagnata in stanza lungo i corridoi dell'hotel che però non è proprio un hotel come tutti gli altri. Il Taj è un castello. Era tutto antico, bello e lucente, con i lampadari di cristallo sfavillante che pendevano dal soffitto, e c'era la cascata nella hall e tutto lo staff era sorridente, benevolo e più che gentile era accogliente.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La mia stanza era spaziosa con il bagno in marmo di Carrara dai lastroni grandi, la rubinetteria pesante, le saponette e gli shampoo meravigliosi, gli asciugamani bianchi e candidi. Il mattino dopo uscendo ripercorrendo il lungo corridoio mi sono persa. Ma mi hanno subito preso per mano e m'hanno gentilmente portata dove dovevo andare. Dietro il backstage era tutto  un po' più decadente e più incasinato ma a suo modo aveva un ordine preciso e perfetto. C'ho impiegato un mese per capire le entrate e le uscite, dov'era la stanza riunioni, dov'era la mensa e la lavanderia. A volte prima di rientrare in stanza la sera m'aspettavo che uscisse il Minotauro, perché il dietro del Taj è un enorme labirinto. E poi le persone che ci lavorano dentro: hanno questa cosa speciale che sono lì da anni e anni, persone che lavorano lì dentro da trant'anni, venticinque anni e te lo dicono con umiltà e fierezza. Questa cosa così antica che non appartiene al mondo contemporaneo m'ha affascinato. Queste persone a loro modo speciali si facevano un mazzo pauroso, eppure avevano sempre il sorriso. E anche questa cosa qui la trovavo affascinante: il sorriso tranquillo e soddisfatto. Ma non era la soddisfazione arrogante, era quella del tipo essere contenti di quello che si sta facendo. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dicono che i terroristi siano entrati dalla porta di servizio e che fossero venuti con un auto della polizia, dicono che sapessero dove dovessero andare e dicono pure che avessero alloggiato dentro. Dicono volessero farlo saltare tutto in aria, un rogo enorme in pieno centro di Colaba, intervallato da altre esplosioni in giro per Mumbai affinché la polizia e i corpi speciali non capissero più niente. Era un piano perfetto, il piano mediatico per eccellenza. E se l'Occidente aveva avuto le due Torri, l'Oriente avrebbe avuto il Taj Mahal Hotel, perché lì dentro ci sono passati tutti, dalla Regina d'Inghilterra a John Lennon, da Indira Gandhi a Sofia Loren. Ha il fascino e la storia, sta davanti al Gate of India e tutti lo conoscono e tutti ci vorrebbero passare almeno una notte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi...qualcosa s'è inceppato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse sarà stato il solito guardiano notturno troppo soddisfatto del lavoro che stava svolgendo e che s'è insospettito ed è tutto precipitato. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dovevano mettere delle cariche dentro nei posti predestinati ma invece sono entrati nella cucina dello Shamiana con le armi in pugno sparando all'impazzata. Sono passati per la hall buttando esplosivo e sono andati su all'ultimo piano, nella cupola e lì hanno continuato a sparare e a far fuoco. Altri sono fuggiti e sono finiti all'altro hotel simbolo di Colaba e di Mumbai: Oberoi. Lì si sono asserragliati dentro prendendo altri ostaggi. Il mio collega Lattanzi voleva essere fiero perché fa lo chef. Mica perché ha portato il latte alla sua bambina. Sfido qualsiasi genitore a stare fuori e a pensare alla propria figlia che urla di fame prigioniera in una stanza. Si entra dentro e basta. Muori con tua figlia piuttosto, mica ce la fai neanche a immaginare che sta senza di te in quel momento lì. Non si chiama coraggio questa roba qui. Si chiama dedizione, devozione, dolcezza, delicatezza, dovere. &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Amore&lt;/span&gt; si chiama.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non lo so quanti morti devono ancora portar fuori dal Taj. Non si sa ancora a quanto ammontano i danni. Dentro è un cumulo di macerie. I marmi son tutti forati dalle pallottole e in parte è andato a fuoco. Non so quante persone che conoscevo e con cui ho lavorato sono morte. So che ho visto le foto del Taj dentro com'è adesso e so che ho pianto come si piange un albero millenario che venga abbattuto dalla furia della natura. Perché io mi ricordo benissimo com'era prima. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dicono che ci vorrà un anno per rimetterlo a posto e di sicuro lo rifaranno bello, ma non sarà più antico e non avrà più l'aurea di un castello e il labirinto non ci sarà più perché Teseo ha ucciso il Minotauro. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;p.s. Quella sera stavamo tutti in silenzio davanti alle immagini della tv a guardare la cupola del Taj andare in fiamme. C'era questo silenzio totale dello staff del Taj, nessuno che parlasse o urlasse rabbia e dolore. M'ha impressionato questo silenzio totale. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;p.s Ogni qualvolta bisogna apprestarsi e sedersi al tavolo della pace per trovare un accordo (India-Pakistan) c'è sempre qualcuno che l'accordo non lo vuole fare. Il qualcuno vuole che la guerra continui per interessi prettamente personali. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Si sta affermando la nozione che la nostra sicurezza si debba basare sui controlli della polizia se non addirittura sullo stato militarizzato e non più sulla rispettiva tolleranza e capacità d'accettazione e accoglienza. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Quando si ha una pistola puntata alla tempia nessuno riesce a non avere paura, se si continua ad avere paura allora il detto "siamo in troppi e ci vuole una guerra" ha il suo perché. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-3303993390923585855?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/3303993390923585855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=3303993390923585855' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3303993390923585855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3303993390923585855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/11/siamo-in-troppi-e-ci-vuole-una-guerra.html' title='Siamo in troppi e ci vuole una guerra'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/STLwfxQFDiI/AAAAAAAAAWM/dEMgOpMhUuA/s72-c/images-3.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-4604974091990688573</id><published>2008-11-14T12:00:00.007+01:00</published><updated>2009-02-22T09:40:01.845+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='De rerum culinaria'/><title type='text'>Consigli per trovare la tua cucina all'estero</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SR1lxTimsjI/AAAAAAAAAVs/44oMdAym6Ng/s1600-h/images.jpeg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5268479036826759730" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 127px; CURSOR: hand; HEIGHT: 100px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SR1lxTimsjI/AAAAAAAAAVs/44oMdAym6Ng/s400/images.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Impongo questa mia riflessione sulla cucina italiana all'estero. Mi rendo conto che è un argomento piuttosto vasto e che ho affrontato svariate volte. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Premesso che la cucina italiana all'estero va di moda, dicono sia leggera e fresca e quant'altro. La vedi fare e capisci che è la più copiata, la più malfatta e strapazzata. Sono giunta alla triste conclusione che solo se c'è uno chef italiano ci sia una vaga possibilità che abbia un marchio d'autenticità. Fondamentale: lo chef dev'essere bravo. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Prendi la cucina giapponese, stessa storia ma raramente è fatta da cani. Perché? Si tratta di impostazione/imposizione delle materie prime: se queste arrivano a destinazione allora forse la cucina è quasi simile a quella di casa altrimenti nisba. E' facile da capire.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ti capita che puoi viaggiare quanto ti pare, rimanere affascinato dai sapori e dalle cucine degli altri ma dopo che stai mangiando per quattro mesi la cucina degli altri, t'arriva il momento di spleen, di nostalgia, di sfasamento e ti rimetti alla ricerca dei tuoi sapori. Perché alla lunga ti sfinisci di spezie, di piccante, di salsa di soia, di alghe, di pesci essicati, di brodaglie, di riso in bianco, di diarree e di mal di stomaco, di sapori irriconoscibili alla tua lingua cosicché un giorno ti svegli e hai voglia di uno spaghetto al sugo di pomodoro e basilico, semplice e fatto bene. Insomma hai bisogno di risettare la tua memoria dallo straniamento papillare. Allora ti sbatti alla ricerca dello spago fatto come dio comanda e in cosa ti imbatti? in genere nella devastazione di un genia di cuochi che non sono MAI stati in Italia e che, bontà loro ma non tua, ti offrono lo spago scotto e con un sugo sfigato tanto che t'acchiappa un'altra diarrea. Fulminante. Così guardi il tuo piatto sconsolato e quasi vorresti metterti a piangere. Che non te lo ricordi più com'è fatto uno spago come dio comanda. Allora di nuovo ti sbatti e finisci che t'infili nella prima grande catena di hotel stellati e questi hanno un menù '&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;occidentale&lt;/span&gt;' (e non diciamo americano giusto perché siamo internescional) che definiamo per amor di sintesi &lt;em&gt;Continental&lt;/em&gt; che sarebbe poi la cucina internazionale composta guarda caso da: hamburger, club sandwich, Caesar salad, fettuccine Alfredo, la pasta e la pizza, mousse al cioccolato, tiramisu e pannacotta. Sono i piatti che ritrovi nei coffe-shop degli alberghi di tutto il mondo, presentati magari in modi diversi e che non hanno una ricetta precisa e di sicuro il tiramisù non è fatto mai con il mascarpone (che costa una follia). Ti siedi e ordini una pasta: sappi che te la prepareranno con ingredienti e tecniche del posto. Esempio classico è il piatto di spaghi che se sei &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;veramente&lt;/span&gt; fortunato la pasta &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;forse&lt;/span&gt; è della Barilla. Altrimenti ti ritrovi delle paste che non sai se definire tali. Il discorso vale anche e soprattutto per il sugo. Dimenticati dell'olio extravergine d'oliva. E senti questa: dimenticati del sugo di pomodoro fatto bene e del basilico. Sull'olio ci sarebbe da aprire un approfondito dibattito: quello che ti arriva in tavola all'estero sono gli scarti della produzione nazionale. (E ascolta quest'altra: non sto toccando l'argomento pizza. Scordati la pizza italiana. Quella roba lì non ESISTE fuori dai confini della patria tua. La pizza che ti servono è e rimane di matrice americana. Perciò è inutile che tu cliente italiano ti rimetta a piangere chiedendo la pizza. Non sanno cos'è e non rompere le palle). Pertanto per avere degli spaghi e della pizza tu dipendi da così tanti fattori da essere risucchiato nel vortice della storia dei fornitori, degli intrallazzi e bustarelle delle dogane, del nostro commercio estero che non funziona e che fa capo a qualche boss del piccolo territorio italico. Perché le materie prime che uno chef italiano deve assolutamente avere per fare una buona cucina e che non trova sul territorio, sono tante e te ne scrivo alcune solo per per amor di sintesi: pelati, parmigiano, formaggi (dalla mozzarella al pecorino), olio extra vergine d'oliva, salumi, pasta, farina, aceti e ovvio vino. Potrei dire anche il sale e il caffè. (E anche la cioccolata) Per inciso se il ristorante deve importare quasi tutto, chiude nel giro di due mesi. Perché l'importazione di ciò costa un cifrone e se vuoi fare una cucina &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;autentica &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;devi essere ricco sfondato&lt;/span&gt;. Lo chef tenta di barcamenarsi disperatamente. Se non ha i pelati il sugo te lo fa con il pomodoro del posto che magari non sa di niente e viene un sugo sciapo ma almeno è fatto con il pomodoro fresco e non il ketchup, e magari riesce a trovare anche il basilico, che non ha il sapore di quello italiano, ma insomma è un'erba aromatica.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Metti che se sei veramente fortunato e ti ritrovi in una buona catena di grandi alberghi e dentro la suddetta catena c'è un ristorante italiano e dentro al ristorante c'è uno chef italiano allora c'hai culo. Grandissimo. Allora scoprirai che lì la cucina italiana è più gustosa, creativa e buona di quella del ristorante che hai sotto casa e dove in genere sei abituato a mangiare. Ti rilassi, ti siedi e ordini: sei arrivato a destinazione, lo spaghetto è cotto come dio comanda e puoi star tranquillo. Ma informati sempre se il ristorante ha lo chef italiano. Se non ce l'ha: gira i tacchi e lascia perdere.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;E' vero anche che ci sono metropoli dove abbondano ristoranti italiani. Ma anche lì devi stare attento, puoi incorrere nel vago riflesso della tua cucina perché magari di nuovo lo chef NON è un italiano. E' uno messo lì a sfornare coperti in un ristorante-macchinadasoldi. Perché la cucina italiana all'estero tira. Ma saperla fare bene è un'altra storia, ci vuole uno chef che sappia cucinare bene. Altro fattore importante: scoprirai che esiste un menù standard italiano all'estero. Un consiglio: leggilo bene e se trovi errori di battitura o d'ortografia sappi che il cuoco NON è italiano e molla lì. Non è un buon ristorante e lascia stare. Mettono burro, panna e l'olio extra vergine non ha storia e senso d'esistere in un ristorante del genere. I soldi si fanno risparmiando sull'olio extra vergine d'oliva e su un menu scritto male. Magari lo chef italiano c'è stato, ma di sicuro tre decenni prima e il turn-over nelle cucine è enorme. Il passaggio d'informazione della ricetta è come il telefono senza fili. Un disastro e un delirio. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ogni capitale all'estero ha una sua immagine di cucina italiana e anche lì dipende dalla clientela abituale. Quando viaggi ti porti dietro un pacco di fotografie che finiscono per sbiadire e le cellule della memoria lentamente s'appannano tanto che tutto quello che ti rimane all'estero, rincorrendo la rimembranza, sono: risotti sfatti, paste scotte e pizze fraccicose. Ma mi chiedo se in patria mangi tanto meglio. Devi stare lontano dalle città, dove si sa si mangia male e affannosamente. E sono pochi quelli che conoscono bene la cucina, e neppure io che ci bazzico ogni giorno la conosco a fondo, mi travolge l'ignoranza: questa è la tragica verità. Mica per dire. Sul serio.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-4604974091990688573?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/4604974091990688573/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=4604974091990688573' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4604974091990688573'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4604974091990688573'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/10/consigli-per-trovare-la-tua-cucina.html' title='Consigli per trovare la tua cucina all&apos;estero'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SR1lxTimsjI/AAAAAAAAAVs/44oMdAym6Ng/s72-c/images.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-1891650955346285333</id><published>2008-11-05T10:48:00.006+01:00</published><updated>2008-11-05T12:54:43.516+01:00</updated><title type='text'>La Storia a me piace (2)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SRF1Bn2WjRI/AAAAAAAAAVk/54_zz1sKeRs/s1600-h/08.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 251px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SRF1Bn2WjRI/AAAAAAAAAVk/54_zz1sKeRs/s400/08.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265118110110092562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Loro c'hanno creduto e hanno cambiato. Dice &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Toni_Morrison"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Toni Morrison&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; che in Italia uno come Obama starebbe ancora aspettando la cittadinanza. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Loro hanno la speranza. Noi? Mica per dire. Sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-1891650955346285333?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/1891650955346285333/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=1891650955346285333' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/1891650955346285333'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/1891650955346285333'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/11/me-la-storia-piace-2.html' title='La Storia a me piace (2)'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SRF1Bn2WjRI/AAAAAAAAAVk/54_zz1sKeRs/s72-c/08.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-3546190745603827754</id><published>2008-10-23T21:05:00.003+02:00</published><updated>2008-10-23T21:21:54.298+02:00</updated><title type='text'>La Storia a me piace</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SQDOX8Fw33I/AAAAAAAAAVU/G7x2E090nwM/s1600-h/250px-Gandhi_studio_1931.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 336px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SQDOX8Fw33I/AAAAAAAAAVU/G7x2E090nwM/s400/250px-Gandhi_studio_1931.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5260431275431354226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;Tema: Leggete frase per frase con annessa analisi logica questa intervista:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?articleFormat=pdf&amp;amp;currentArticle=JMSRA&amp;amp;articleCurrentPage=1"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?articleFormat=pdf&amp;amp;currentArticle=JMSRA&amp;amp;articleCurrentPage=1.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;Indi scrivete le vostre impressioni e fate un riassunto degli anni di piombo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(85, 26, 139); text-decoration: underline;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;Svolgimento: Gli anni di piombo: come scrivevamo il suo nome sui muri? Ecco adesso mi ricordo tutto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-3546190745603827754?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/3546190745603827754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=3546190745603827754' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3546190745603827754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3546190745603827754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/10/la-storia-me-piace.html' title='La Storia a me piace'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SQDOX8Fw33I/AAAAAAAAAVU/G7x2E090nwM/s72-c/250px-Gandhi_studio_1931.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-7689687037485431947</id><published>2008-10-16T08:45:00.004+02:00</published><updated>2008-10-23T13:58:30.536+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PuzzoJoshua'/><title type='text'>PuzzoJoshua nella vaschetta</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SPgPrbRcMRI/AAAAAAAAAVM/zIRjnnyU6sA/s1600-h/mail.jpeg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257969803684753682" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SPgPrbRcMRI/AAAAAAAAAVM/zIRjnnyU6sA/s400/mail.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;PuzzoJoshua si sveglia di mattino all'alba. Non piange ma rumoreggia e se la distrazione dei genitore non diventa attenzione rumoreggia più forte che la fame l'ha aggredito e necessita d'essere saziato. Si spara la sua boccia di latte e poi contento sorride ruttando stile alpino in osteria. Inizia la sua giornata: gattona di qua e di là lanciandosi su quello che gli interessa e stracciando quello che afferra. Abbiamo notato che PuzzoJoshua ha tendenze suicide: gli piace scaraventarsi giù dal letto o dal divano. Ma gli piace proprio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Quando sente l'acqua scendere nella sua vaschetta(che ormai ha capito acqua=bagno) si agita e comincia a dimenare le gambotte, eccitatissimo: è giunta la sua ora. A PuzzoJoshua l'acqua piace un casino. Appena viene tuffato nella sua vaschetta aspetta che gli si facciano due o tre gavettoni. Non piange per nulla, boccheggia affannato e poi sorride soddisfatto e contento. Il gavettone (alias un secchiello pieno d'acqua che gli buttiamo sulla testolina rapata: i genitori incoscienti l'hanno rapato!) lo sciacqua dalle mille schifezze raccattate per ogni dove e dal sudore accumulato nelle sue varie scorribande. Nella vaschetta PuzzoJoshua si muove felice e si butta sotto l'acqua e poi riemerge sempre boccheggiando. Ogni tanto bisogna afferrarlo che non si capisce, ma pare non voglia ritornare con il faccino all'aria. Pensa non ci sia bisogno d'ossigeno bensì d'acqua.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Quando l'acqua s'è di molto intiepidita, lo si solleva dalla vaschetta e PuzzoJoshua si mette a strillare dimostrando tutto il suo malcontento, che proprio non gli piace essere rivestito e tornare a fare il bambino che gattona su questa fragile terra con le sue drammatiche leggi gravitazionali. PuzzoJoshua vorrebbe stare nella vaschetta per sempre e chissà vorrebbe diventare pesce. Mica per dire. Sul serio. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#ff6666;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;L'illustrazione è dell'amichetto mio &lt;strong&gt;Massimo Giacon&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-7689687037485431947?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/7689687037485431947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=7689687037485431947' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7689687037485431947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7689687037485431947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/10/puzzojoshua-nella-vaschetta.html' title='PuzzoJoshua nella vaschetta'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SPgPrbRcMRI/AAAAAAAAAVM/zIRjnnyU6sA/s72-c/mail.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-7746022131429255374</id><published>2008-10-01T14:00:00.001+02:00</published><updated>2008-10-01T14:53:37.639+02:00</updated><title type='text'>Ribadire, ribadire, ribadire</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SONn8IZZ6yI/AAAAAAAAAPg/ObAhsa5rllA/s1600-h/225px-TheWestWing.JPG"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SONn8IZZ6yI/AAAAAAAAAPg/ObAhsa5rllA/s400/225px-TheWestWing.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5252155873187982114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Sono una maniaca monotematica e come tutti i maniaci se vado in fissa non ci sta nulla da fare. In Italia avevo seguito la prima serie che veniva trasmessa ad ore improbabili e a giornate intermittenti. Una serie che ha per tema la politica, come si fa e di cosa tratta,  e che per tutti quelli che l'hanno fatta da giovani rappresenta il punto più alto e nevrotico della passione per l'arte della politica e della vis oratoria. Credo che lo sceneggiatore &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Aaron_Sorkin"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 204, 0);"&gt;Aaron Sorkin&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; sia un genio punto e basta. Sto parlando di &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_West_Wing"&gt;West Wing&lt;/a&gt; le cui le puntatone me le sto succhiando tutte, dalla prima alla settima serie giusto per ricordarmi della politica, quella bella, quella che vorrei vedere e sentire di nuovo. Vorrei che vengano ribaditi i concetti di base: quelli che molti si son dimenticati. Vorrei che la serie venisse trasmessa e dibatttuta puntata per puntata da milioni e milioni di italiani e non dalla solita nicchia di sfigati di cui (s)modestamente faccio parte. Bisognerebbe ribadire che la sanità dev'essere e rimanere statale, stesso vale per la scuola e la giustizia. Ribadire che una repubblica dovrebbe fondarsi sulla difesa delle fasce piu' deboli e sull'etica del lavoro e del senso civico del dovere. Ribadire che le persone debbano far bene il proprio mestiere. Ribadire che si dovrebbe avere diritto ad avere governanti intelligentissimi con staff colto, preparatissimo, onesto e impegnato. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Già, mi rendo conto: roba da far accapponare la pelle a tutta quella folla mesta e mediocre che brancola nei corridoi della nostra politica che nell'ansia di credere di far del bene e  nella fretta di legiferare sta facendo solo del male.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Tipo la scuola saran vere le statistiche ma io di insegnanti dementi, sarò stata fortunata, ma che dirvi: ne ho incontrati pochi. Saranno forse aumentati negli anni? e com'è che anche mia figlia tutti 'sti dementi non li ha ancora incontrati?&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Devi essere super appassionato del lavoro che fai, che a stare dietro ad adolescenti viziati e stronzi devi solo avere palle, altro che controllo e visite fiscali con lo stipendio da fame che si ritrovano.  Sam a un certo punto dice: voglio che le scuole siano delle reggie e gli insegnanti siano superpagati... ecco quella cosa li' la voglio anch'io. E mi spiace un casino per &lt;a href="http://www.ilcircolo.net/lia/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Lia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, per non dire di &lt;a href="http://www.laprofepuntoit.splinder.com/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 255, 153);"&gt;Antonella&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; che a furia di prendere bastonate dall'ambiente e dalla politica non-sense, altro che demotivazione, depressione e tristezza. Alla fine si chiudono i blog. Roba da bestemmiare fino alla fine dei tempi.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Parlo dal profondo del Terzo Mondo, dove l'insegnante indiano è come quello degli anni '50 da noi, ha dignità ed è visto come la somma del sapere, non come un povero stronzo sottopagato e nullafacente. Ma del resto vengo da una nazione di Guelfi e e Ghibellini che m'ha sempre terrorizzato. La guerra civile tra Guelfi e Ghibellini se proprio devo dirla tutta m'ha sempre fatto schifo. L'ho sempre vissuta come il simbolo dell'ammazzamento fra poverelli senza alcun alto sentire  nel trovare soluzioni e risolvere gli spiccioli problemi quotidiani. Come se l'orrore che ci circonda non ci bastasse e lo introiettassimo e diventasse quindi  horror vacui. Voglio vedere dopo le macerie lasciate da Truffolo cosa fa il grande popolo italiano, che West Wing non lo vede e di certo non ne e' rimasto influenzato. Se uno ci pensa bene Obama sembra quasi un mix tra Bartlet e Palmer, il presidente di colore della serie &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/24_(TV_series)"&gt;24&lt;/a&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Voglio Bartlet al governo e mi ritrovo roba da bestemmiare per l'eternità. Mica per dire. Sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;N.d.e. La maniaca qui segue West wing, Lost, 24 e Mad men. Le serie che hanno cambiato il modo di guardare e pensare alle serie. Meglio del cinema. Per dire. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-7746022131429255374?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/7746022131429255374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=7746022131429255374' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7746022131429255374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7746022131429255374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/09/ribadire-ribadire-ribadire.html' title='Ribadire, ribadire, ribadire'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SONn8IZZ6yI/AAAAAAAAAPg/ObAhsa5rllA/s72-c/225px-TheWestWing.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-2798273692653322627</id><published>2008-09-23T14:55:00.006+02:00</published><updated>2008-09-23T17:38:59.130+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mondo a parte'/><title type='text'>Volare nel cielo dipinto di marrone</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Io dell'Alitalia sto seguendo tutto ma non ho capito nulla. Cioè non ho capito come una compagnia di bandiera possa fallire a culo. Con il sindacato che fa delle battaglie che forse bisognerebbe sapere osservare meglio. E' che a me non tornano i conti. Per fortuna la rete è grande e per fortuna c'è sempre qualcuno che si mette lì, si guarda i bilanci e te li spiega. Bene. Rimando &lt;/span&gt;&lt;a href="http://nonsoabbastanza.blogspot.com/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,102,0)"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt; tutta l'ottima spiega. Illuminante. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;E' illuminante come un popolo che pensa di essere più intelligente di tutti gli altri messi assieme, si faccia mettere nel sacco sempre e solo dal nanopiualtodelmondo e dai suoi amichetti Cai/laBandadei4. Insomma da cantare a squarciagola: Volare nel cielo dipinto di marrone. Per dire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-2798273692653322627?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/2798273692653322627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=2798273692653322627' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2798273692653322627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2798273692653322627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/09/volare-nel-cielo-dipinto-di-marrone.html' title='Volare nel cielo dipinto di marrone'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-2541610408726238048</id><published>2008-08-07T12:17:00.007+02:00</published><updated>2008-08-07T20:42:51.134+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mio ombelico'/><title type='text'>Senza se e senza ma</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SJrVfvr_9oI/AAAAAAAAAPY/kfheAP6JbXI/s1600-h/images-1.jpeg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5231728658497926786" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SJrVfvr_9oI/AAAAAAAAAPY/kfheAP6JbXI/s400/images-1.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Prendo spunto da &lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 102, 0);"&gt;Leonardo&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;facendo un pratico copia-incolla.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Nel caso. Affinché non ci siano incomprensioni e discussioni inutili. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;La sottoscritta &lt;em&gt;nel pieno possesso delle proprie seppur effimere facoltà mentali&lt;/em&gt; e fisiche&lt;em&gt;, qualora un incidente o una malattia la costringessero in un letto, assistita da costosi&lt;/em&gt; (inutili) &lt;em&gt;macchinari da cui dipenderebbe la sua vita in un stato d'incoscienza protratto per tre&lt;/em&gt; (3 anche troppi ma va bene)&lt;em&gt; anni&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;em&gt;CHIEDE&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;em&gt;-che non si dia risalto mediatico alla cosa: la gente nasce e muore tutti i giorni&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;em&gt;-che i politici restino a distanza: sarebbe un Paese migliore se le leggi non si facessero pensando al caso particolare&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;em&gt;-che gli opinionisti si tengano le loro opinioni: grazie, ho già le mie (in particolare sarebbe&lt;/em&gt; bello &lt;em&gt;da parte di Giuliano Ferrara lasciarmi morire in pace, visto che è una vita che m'affligge con opinioni non richieste)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;-&lt;em&gt;che i preti facciano i preti, che pensino cioè a consolare vedove e orfani, e non inventarsi bislacche etiche pro-life, che per, per quanto ho potuto appurare, dal vangelo non risultano. E io il Vangelo un po' l'ho letto Santi Padri. Comincia con un vecchio Santo che&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.labibbia.org/pls/bibbiaol/GestBibbia.Ricerca?Libro=Luca&amp;amp;Capitolo=2#VER_29"&gt;&lt;em&gt; chiede di morire&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;; prosegue con un uomo, Figlio di Dio, che a un certo punto decide di morire. Proprio così: il Padre gli lascia la libertà di scegliere, e lui decide. Quando un amico lo prende in disparte per dissuaderlo, lui gli risponde: Vade retro Satana. Non so se mi sono spiegata: &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;Vate retro satana, &lt;/span&gt;perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.labibbia.org/pls/bibbiaol/GestBibbia.Ricerca?Libro=Marco&amp;amp;Capitolo=8#VER_33"&gt;&lt;em&gt;gli uomini.&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;em&gt;Pecco certo di superbia nel paragonare il mio piccolo sacrificio a quello del Figlio di Dio: lui doveva mondare tutti gli uomini dal peccato originale, io vorrei soltanto che i macchinari, il tempo, le risorse e l'affetto che si spendono nel mio caso disperato vengano rivolte ad altri malati, più bisognosi d'affetto, risorse, tempo e macchinari. Ma la vita è un dono, l''unico che mi resta, e dei doni si dispone a piacimento. Capisco che dire No a un dono possa essere interpretato come un segno di scortesia: il mio però più che un No, è un Grazie, mi è piaciuto, ma in queste condizioni non mi va più, ne ho abbastanza, datene piuttosto un po' di più ad altri che ne hanno avuto di meno.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;em&gt;QUINDI&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;em&gt;-che si stacchi la spina dai macchinari&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;-&lt;em&gt;che si stacchi l'eventuale sondino che mi nutre. Qualora il dottore incaricato avesse difficoltà con la sua coscienza, &lt;/em&gt;trovatene un altro. Che abbia letto questo mio post e comprenda.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;-&lt;em&gt;che mi somministri per favore qualche oppiaceo, nell'eventualità che pure nell'incoscienza io stia provando dolore,&lt;/em&gt; giusto per finire in bellezza gli ultimi istanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Poi se dovessi ritornare improvvisamente non raccontatemi gli accadimenti degli ultimi tre anni trascorsi in coma. Non credo che m'interesserebbero. A quel punto fonderei una nuova religione. Per dire. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(*&lt;em&gt;aggiungo: voglio essere cremata, e poi delle ceneri, spargerle nel Gange a me pare una stronzata che già sta inquinato di suo, fate un po' quel cazzo che vi pare che tanto non potrò avere da ridire di certo, come idea. Questa clausola è scritta in piccolo ma vale, come quelle delle assicurazioni. Le clausole scritte in piccolino, avete presente vero? ecco, quelle valgono un sacco&lt;/em&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-2541610408726238048?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/2541610408726238048/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=2541610408726238048' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2541610408726238048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2541610408726238048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/08/senza-se-e-senza-ma.html' title='Senza se e senza ma'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SJrVfvr_9oI/AAAAAAAAAPY/kfheAP6JbXI/s72-c/images-1.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-8341604720807021031</id><published>2008-08-07T12:08:00.003+02:00</published><updated>2008-08-07T12:16:40.542+02:00</updated><title type='text'>Il realismo, quello vero.</title><content type='html'>Quando si parla di realismo sappiate che la scuola tedesca rimane imbattile. Questo &lt;a href="http://http://www.pundo3000.com/werbunggegenrealitaet3000.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;sito&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ne è la perfetta dimostrazione.&lt;div&gt;(Grazie alle &lt;a href="http://thedeadchef.blogspot.com/"&gt;cuoche d'oltreoceano&lt;/a&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-8341604720807021031?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/8341604720807021031/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=8341604720807021031' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8341604720807021031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8341604720807021031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/08/il-realismo-quello-vero.html' title='Il realismo, quello vero.'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-1150087062104998767</id><published>2008-07-22T20:50:00.004+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:44.938+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PuzzoJoshua'/><title type='text'>PuzzoJoshua sulla motoretta</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SIYrB2gQhYI/AAAAAAAAAPQ/gsVg6-HSk4A/s1600-h/Joshua1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SIYrB2gQhYI/AAAAAAAAAPQ/gsVg6-HSk4A/s400/Joshua1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5225911728420717954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Quando son arrivati a trovarci l'amichetta Monica e l'Andrea, persona corta di 12 anni, l'abbiamo portati in giro e siamo andati un po' ovunque. A un certo punto il lavoro m'ha richiamata e son dovuta rientrare mentre tutti loro son andati girovagando e son finiti non so come ad Auroville(&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.auroville.org/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;). E' successo che si son innamorati del posto perche' a girarlo ci vuol del tempo e bisogna avere la motoretta così ci son rimasti per un po' e in quel mentre si son imbattuti di Future school. Madda e Nico (il padre di Joshua) hanno deciso che il posto in mezzo alla giungla detto Auroville era bello e sereno, il posto giusto dove crescere &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;puzzoJoshua&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;*, e hanno cercato e si son trovati pure una casetta con il terrazzo grande. Qui son un po' triste che non vedo tutti i giorni &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;puzzoJoshua &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;e nel contempo felice della felicità della famigliola, e comunque tutti i fine-settimana c'incontriamo. Adesso passano il loro giovane tempo andando con la motoretta a scuola che ha orari flessibili e ottime materie, portandosi appresso il cortissimo &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;puzzoJoshua&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; a cui scorazzare in giro sulla motoretta piace un cifrone. Alza la testolina, socchiude gli occhi a causa dell'aria ventosa, sorride e s'addormenta beato e felice. Forse è il suono della motoretta, forse il colore verde smagliante della giungla con le miriadi di piante e sfumature, forse son tutti gli animali e le mucche che pascolano sulle rosse strade sterrate ma fatto sta che &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;puzzoJoshua&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; in motoretta ad Auroville ci sta proprio bene. Da tanta beatitudine gli è pure cresciuto il suo primo dentino. Non ci son bimbi più felici di quelli che crescono laggiù in mezzo alla giungla, che van in giro con i genitori sulla motoretta e poi s'allungano e se ne vanno a zonzo a caccia di esotici animali. Anche di serpenti e alcuni son pure velenosi, che quando sentono arrivare le persone corte si nascondono. Mica per dire. Sul serio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Siccome gli infanti hanno un odore assolutamente riconoscibile che è un profumo e nel contempo una puzza ma a volte solo la puzza prevale, a Joshua dalla nascita è stato affibbiato il nomignolo di &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;puzzetto,&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; accorciato in &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;puzzo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;. D'ora in poi la persona cortissima verrà denominata &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;puzzoJoshua&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(153, 51, 153);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;L'illustrazione è dell'amichetto mio &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 51, 102);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Massimo Giacon&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-1150087062104998767?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/1150087062104998767/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=1150087062104998767' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/1150087062104998767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/1150087062104998767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/07/puzzojoshua-sulla-motoretta.html' title='PuzzoJoshua sulla motoretta'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SIYrB2gQhYI/AAAAAAAAAPQ/gsVg6-HSk4A/s72-c/Joshua1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-8593836961755860769</id><published>2008-07-18T12:20:00.001+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:46.080+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;unico cliente'/><title type='text'>Tipologia del cliente: l'ammerikano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SIBsQyuCd2I/AAAAAAAAAPI/to6FtA4BWDw/s1600-h/images.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SIBsQyuCd2I/AAAAAAAAAPI/to6FtA4BWDw/s400/images.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224294603498354530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Entra schiamazzando in modo allegramente smodato, salutando a destra e a manca. Saluta proprio tutti, dall'usciere al cameriere, amicale e amichevole 'ché la mamma gli ha sempre raccomandato che se non si è gentili con tutti non si sa stare al mondo. E quando s'intende tutti vuol dire anche l'imbianchino che se ne sta per i cazzi suoi a far un ultimo lavoretto nella hall dell'albergo 5 stelle super lusso. Chiede il tavolo che dà sulla piscina e s'informa sulla salute del cameriere indiano di turno che è arrivato quasi di corsa con il menù in mano, impaurito da tanto chiasso. Mentre ciarla tira fuori il sigaro e il cameriere impallidisce visibilmente. Inizia a sudare. Non sa come dire al signore dalla voce grossa che nel locale (tutto il locale) è vietato fumare. Cerca con lo sguardo i suoi colleghi che son tutti scappati in cucina a chiamare la cheffa che sta spiegando come fare la salsa della caponata al giovanissimo e volenteroso commis che ancora sta facendo confusione tra salvia e basilico, benché gli sia vertiginosamente chiara la differenza tra prezzemolo e coriandolo. Si sente una specie di urlo in sala nel mentre la cheffa sta facendo il suo ingresso, sghignazzando dentro che la situazione appena prospettata a lei piace proprio tanto. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Davvero non si può fumare? ma io fumo gli Havana mica stupide sigarette..." La voce grossa, lo sguardo di fuori l'incompreso ammerikano non riesce a crederci che in India -quella manica di buzurri di color scuro- gli stanno vietando di fumare i suoi preziosissimi sigari .&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Sir può accomodarsi fuori nella hall di fronte.." mormora il cameriere con la fronte imperlata di sudore e la cheffa gentile interviene allontanandolo misericordiosamente "Mi perdoni signore ma in questo locale è vietato fumare, è un po' come negli Stati Uniti, e..."&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Ah no, noi abbiamo delle stanze apposite per fumatori di sigari, da quando in qua in India è vietato fumare? cos'è? stanno cercando di diventare un paese civile? poveretti, ne passerà di tempo..."&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La cheffa interiormente aggrotta la fronte, ora che l'ammerikano dia dell'incivile all'indiano le pare uno scherzo. Li dividono qualcosa come tre millenni di letteratura e cultura, di invenzione dello zero vedico e arriva l'ammerikano pensando di portare la fiaccola della luminescenza del pensiero. Sorride beata "Vuole per intanto vedere il menù?"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Ah no! voglio le fettuccine Alfredo e anche la Caesar salad" sicuro come il palo l'ammerikano butta il menu di lato quasi offeso che debba mettersi a leggere piatti a lui incomprensibili.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Mi scusi ma questi piatti sfortunatamente (u&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;nluckily oh so unlyckily sir!&lt;/span&gt;) non ci sono, vuole essere così gentile da dare un'occhiata al menù?"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'ammerikano sgrana l'occhione ceruleo e sbotta "Ma questo è un ristorante italiano giusto? che non ne posso più di mangiare lenticchie! incredibile che non abbiate le fettuccine Alfredo!"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per la cheffa la fettuccina Alfredo è uguale a una bestemmia in pubblico. Non è roba che vuol sentire. E le parte il sussulto inconsapevole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Da quanto tempo è qui in India?" s'informa la cheffa nel disperante tentativo di dirottare l'attenzione verso altri lidi gastronomici. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Quattro mesi e ho preso tutte le diarree possibili" l'ammerikano fa la faccia triste e depressa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Oddio mi spiace! è che noi bianchi non siamo immunizzati, è così davvero!" Il tono dovrebbe essere di compartecipazione simpatetica, in realtà per nulla. Ritenta la prossima volta sarai più fortunato, pensa. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Provi a mangiare il filetto!" consiglia molto seria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Avete il filetto?" Sembra trasognato "Davvero? come lo cuocete?" &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;D'un tratto l'occhio ceruleo diventa bramoso. La carne, la cheffa sta parlando della carne rossa, oggetto del suo desiderio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"O semplicemente alla griglia e..."&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Ci può mettere della salsa?" Il tono da garrulo che era, s'è fatto supplichevole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Quale?" la cheffa ora è ben vigile allo sbotto di sangue che le può  causare una risposta demente "noi serviamo il filetto con la salsa a parte, una salsa tipo bernese, nel senso che ci aggiungiamo dell'aceto di vino rosso e..."&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Sìsìsì voglio il filetto al sangue (&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;very rar&lt;/span&gt;e) e mi porti doppia razione di salsa quella che ha appena detto, va bene, ma ne metta tanta, no anzi tantissima di salsa mi raccomando, e voglio anche le patate a fianco. Tante. Tantissime!!!" è giulivo e felicissimo. Sembra rinato. Ha dimenticato tutto: le fettuccine Alfredo, l'insalata Caesar, il sigaro e sopratutto la diarrea. S'immagina una fettona di  carne sanguinolenta e succulenta. Gongola soddisfatto con le papille gustative in piena salivazione. Quando arriva il filetto fa la faccia abbattuta perché il filetto pesa solo 200 grammi e non un chilo. Addenta la carne, boccone dopo boccone, divorandola in un battito di ciglia, quasi provenisse da una fame atavica e antica. La fame del cacciatore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Morale: ordinerà un altro filetto sempre con tanta salsa e tantissime patate, perché è un dato assodato che l'astinenza da carne in paesi orientali ove vige una dieta di natura prevalentemente vegetariana colpisce in prevalenza maschi occidentali adulti bianchi. Basta poco per renderli felici: un pezzo di carne. Da masticare. Per dire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-8593836961755860769?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/8593836961755860769/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=8593836961755860769' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8593836961755860769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8593836961755860769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/07/tipologia-del-cliente-lammerikano.html' title='Tipologia del cliente: l&apos;ammerikano'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SIBsQyuCd2I/AAAAAAAAAPI/to6FtA4BWDw/s72-c/images.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-6913631720996492025</id><published>2008-05-12T07:04:00.004+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:46.248+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mondo a parte'/><title type='text'>Il paese del sole. Ma non il mio.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SCfauHrDuDI/AAAAAAAAAO4/ZFqpo61bIdY/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199364780691011634" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SCfauHrDuDI/AAAAAAAAAO4/ZFqpo61bIdY/s400/images.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Ho letto e sentito infinite opinioni sulla vittoria del &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;nanopiùaltodelmondo e&lt;/span&gt; adesso che sta governando non lo vedo più sorridere. E' sempre più teso. Non ho ben capito perché. Dovrebbe essere contento, ha fatto tanto per arrivare dov'è. O meglio gliel'abbiamo lasciato fare. Perché nulla gli è stato impedito. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Poi le lotte interne della sinistra lasciano il tempo che trovano: stiamo parlando del nulla. Ovunque chi perde se ne va. Non nel paese del sole. Non nel &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;mio&lt;/span&gt; paese. Verrebbe di ritornare a fare politica, bisognerebbe che quelli rimasti laggiù nel paese del sole, quelli che se ne sono lavate le mani per l'orrore, quelli che si sono allontanati dalle sezioni schifati dalle lotte personali e non dalle lotte per le generazioni a venire (che si sa nel paese del sole mica son così tanti i &lt;em&gt;ggiovani&lt;/em&gt;, a pensarci bene sono i vecchi la maggioranza. Il nuovo grido di battaglia dovrebbe essere: allarghiamo i cimiteri!), quelli che dopo il '77 hanno pensato a fare altro, quelli insomma che adesso hanno quasi cinquant'anni ritornassero a fare politica. Tutti. Ricordandosi che il paese del sole non è mai stato di sinistra o riformista, lo dobbiamo confessare. Prima c'era la D.C., e prima ancora il Fascismo. Ricordiamocelo. Noi siamo quelli che abbiamo dato il modellino all'Austriaco pazzo che l'ha perfezionato per bene. Pertanto se il paese del sole è ritornato alle sue origini fasciste non mettiamoci le mani nei capelli. Osservatelo bene il &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;nanopiùaltodelmondo: &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;è&lt;/span&gt;  piccolo come Lui, ha manie di potenza come Lui, ha tante donne come Lui, è istrionico come Lui, ha la battuta pronta come Lui...Vi corre un brivido lungo la schiena? Ritorniamo a fare politica tutti. Subito. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Di certo non si può fare peggio di come si è fatto finora. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Qui comunque tutto bene, la famiglia sta bene, cresce e stiamo pensando di rimanere ancora. Perché il tempo passa troppo veloce e bisogna sapersi adattare. Mica per dire. Sul serio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-6913631720996492025?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/6913631720996492025/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=6913631720996492025' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/6913631720996492025'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/6913631720996492025'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/05/il-paese-del-sole-ma-non-il-mio.html' title='Il paese del sole. Ma non il mio.'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/SCfauHrDuDI/AAAAAAAAAO4/ZFqpo61bIdY/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-3635941465174560222</id><published>2008-04-11T20:58:00.004+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:46.362+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Joshua'/><title type='text'>Un mese dopo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R_-88XP6seI/AAAAAAAAAOw/A3nBu1Up8Zo/s1600-h/IMG_1240.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R_-88XP6seI/AAAAAAAAAOw/A3nBu1Up8Zo/s320/IMG_1240.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5188073040973050338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A crescere siam capaci mica in tanti. Passare da una forma all'altra ancora meno. Rimaniamo attaccati alle nostre piccole convinzioni, pensiamo d'essere bravi, d'essere grandi e poi vai a vedere siamo proprio piccoli e stupidi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per crescere e addirittura capire bisogna attraversare il dolore. Vedere le cose in un altro modo, guardarsi dentro, scoprire che non si è poi così evoluti, ma solo semplicemente invecchiati. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si è visto il film &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 204, 0);"&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0467406/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 204, 204);"&gt;Juno&lt;/span&gt;.&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si comprenderà come lo stato d'animo sia veramente lontano. Il film di suo è proprio bellino e recitato benbene. Non ho capito Giuliano Ferrara. Ma forse non abbiamo visto lo stesso film. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Noi che ci siamo passate non eravamo proprio per niente così. Era tutto molto più doloroso e conflittuale. Davvero.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi si guarda la culla e si pensa che un mese fa eravamo molto lontane da dove siamo adesso. Oggi  Joshua fa il complimese. 4 kg. e 600 gr. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Signora mia come son cambiati i tempi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-3635941465174560222?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/3635941465174560222/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=3635941465174560222' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3635941465174560222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3635941465174560222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/04/un-mese-dopo.html' title='Un mese dopo'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R_-88XP6seI/AAAAAAAAAOw/A3nBu1Up8Zo/s72-c/IMG_1240.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-4665518739170082311</id><published>2008-03-19T12:26:00.005+01:00</published><updated>2008-12-11T00:33:46.961+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mondo a parte'/><title type='text'>Cosa racconterò</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R-EBAVWn20I/AAAAAAAAAOg/MSuv6tvSah4/s1600-h/IMG_1081.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R-EBAVWn20I/AAAAAAAAAOg/MSuv6tvSah4/s200/IMG_1081.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5179422151696440130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R-EBAlWn21I/AAAAAAAAAOo/QZGhp9rtFQo/s1600-h/IMG_1074.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R-EBAlWn21I/AAAAAAAAAOo/QZGhp9rtFQo/s200/IMG_1074.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5179422155991407442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando sarà grande gli racconterò che nella hall dell'albergo c'erano sei monaci tibetani vestiti con le tuniche cremisi e si sono alternati a disegnare un mandala.  Spiegherò che il  mandala è la rappresentazione dell'universo e della sua sublime perfezione e di come osservandola si rimanga illuminati dall'eternità e dalla presenza del vuoto che ogni cosa circonda. Per fare un mandala bisogna grattare dei bastoncini monocromatici, le cui polverine riempiono gli spazi del disegno sottostante. Dirò che c'hanno impiegato una settimana per fare questo mandala qui. Racconterò che su al nord dell'India c'è un paese vicino al cielo, ed è il paese più alto del mondo situato sulle vette dell'Himalaya, tanto alto da essere troppo ossigenato e si chiama Tibet e che nel 1950 venne occupato dall'Impero cinese. Racconterò che i tibetani si ribellarono varie volte all'invasione e racconterò con dolore di quanto assomigliassero tali rivolte a quelle degli ebrei sotto il dominio dell'Impero romano e come quelle finirono nel sangue. Racconterò della diaspora che ebbe luogo e di come il Tibet divenne un nuova Palestina. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli imperi s'assomigliano tutti. Nell'economia e nel sangue. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-4665518739170082311?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/4665518739170082311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=4665518739170082311' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4665518739170082311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4665518739170082311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/03/cosa-racconter.html' title='Cosa racconterò'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R-EBAVWn20I/AAAAAAAAAOg/MSuv6tvSah4/s72-c/IMG_1081.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-7700241627712378954</id><published>2008-03-17T13:03:00.008+01:00</published><updated>2008-12-11T00:33:47.108+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Joshua'/><title type='text'>Uno non lo sa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R-DtV1Wn2zI/AAAAAAAAAOY/Bc_ga0NsXsw/s1600-h/IMG_0950.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5179400530831072050" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R-DtV1Wn2zI/AAAAAAAAAOY/Bc_ga0NsXsw/s200/IMG_0950.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ho capito perché i nonni impazziscono per i propri nipoti. Perché si ricordano. Ci si dimentica di tutto. Ci sono foto sbiadite che ricordano quando i figli erano piccoli e succede inevitabile che il presente abbia sempre il sopravvento e non ci si può far nulla e si dimentica presi dal presente di quand'erano piccoli i propri figli, e li si intravede nella figura dell'oggi oramai grandi. Si vive del presente dimenticandosi di cosa è stato prima e avendo solo voglia di andar avanti a finire il giorno. Osservando le smorfie, contemplando le facce, sentendo i suoni, ascoltando i vagiti, seguendo le movenze del piccolo Joshua m'è sembrato di fare un tuffo nel passato e son ritornata a rivivere delle sensazioni perdute eppure non era l'intermittenza del cuore. Non c'era proprio quella roba lì. E' un sentimento diverso: straniante e familiare. Un passaggio nel tempo con tutta l'esperienza acquisita e nel contempo tutta la novità dell'apprendere di trovarsi di fronte a un nuovo essere da impostare, educare, accudire e formare. Ovvio con amore. La quotidianità di vedere la trasformazione impercettibile del viso, da neonato a persona corta, comporta una somma di sentimenti di proporzioni colossali. Ma non è definibile come sentimento materno. E' ripeto roba difficile da raccontare: un trasporto d'amore senza il senso d'attaccamento 'morboso' (se di morbosità si può dire dell'amore materno), comunque un amore affettuoso.  E' vero semmai che i rapporti si costruiscono nella quotidianità, sull'accudimento e la cura giornaliera che si ha verso la famiglia, sulla sfinente necessità della presenza. Altrimenti sono solo parole scritte sulla battigia, destinate e scomparire alla prima onda. La realtà di tutti i giorni è la vera relazione  dura con tutti i suoi scazzi e i suoi incontri, tra pianti e sorrisi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;E rimane che non c'è niente da fare: l'umano di fronte a un neonato rincoglionisce sempre. Sarà la continuazione della specie, sarà il futuro, sarà la speranza sarà quello che si vuole ma uno non lo sa mai com'è che finisce a fare l'idiota chiacchierando del nulla, bisbigliando suoni incomprensibili, raccontando rumori illogici all'orecchio di Joshua. Uno non lo sa di quanto rincoglionisce. Sul serio. Mica per dire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-7700241627712378954?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/7700241627712378954/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=7700241627712378954' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7700241627712378954'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7700241627712378954'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/03/uno-non-lo-sa.html' title='Uno non lo sa'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R-DtV1Wn2zI/AAAAAAAAAOY/Bc_ga0NsXsw/s72-c/IMG_0950.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-2064719835447700677</id><published>2008-03-11T06:58:00.008+01:00</published><updated>2008-12-11T00:33:47.290+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Joshua'/><title type='text'>I sui piedi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R9a-hFWn2yI/AAAAAAAAAOQ/QGPDLCjS0O8/s1600-h/IMG_0858.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R9a-hFWn2yI/AAAAAAAAAOQ/QGPDLCjS0O8/s320/IMG_0858.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176534297290988322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Capita che alle 5.00 del mattino ci si svegli, si chiami l'ambulanza, e ci si precipiti in ospedale. Capita che si accarezzi la fronte della propria figlia madida di sudore. Capita che le acque si aprino in bagno all'improvviso e capita di ascoltare le urla dietro una porta chiusa. Capita che sia nato veloce e perfetto alle 7.17 del mattino a Chennai in India e che pesi 3 chili e 650 grammi. Capita che quando lo portano avvolto in una copertina azzurra si scoppi in lacrime. Capita che l'abbiano chiamato &lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 153, 0); "&gt;Joshua&lt;/span&gt;. (Translation: Giosuè). 'Ché una nuova vita è sempre una nuova storia da raccontare e si spera non tiri giù le mura di Gerico. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per intanto è calmo e tranquillo. Questi sono i piedi che metteranno mano al mondo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-2064719835447700677?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/2064719835447700677/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=2064719835447700677' title='31 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2064719835447700677'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2064719835447700677'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/03/i-sui-piedi.html' title='I sui piedi'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R9a-hFWn2yI/AAAAAAAAAOQ/QGPDLCjS0O8/s72-c/IMG_0858.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>31</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-5572602283104736869</id><published>2008-02-29T12:27:00.006+01:00</published><updated>2008-03-02T19:34:58.616+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mio ombelico'/><title type='text'>Il post del 29 febbraio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:verdana;"&gt;Scrivo un piccolo post in questo giorno qui che ritorna ogni 4 anni e che per me è un giorno strano, non perché sia una giornata particolare 'ché scorre come sempre a tutti giorni uguale. Ma questo giorno qui arriva ogni 4 anni e m'ha sempre fatto strano il 29 febbraio. Insomma non l'ho mai capito bene ma son io che forse non capisco bene il tempo che passa e non ritorna e mi sgomenta il tempo trascorso e che non ricordo più.  Allora per ricordarmi d'essere qui in un pomeriggio assolato e ventoso a Chennai nell'India del 2008 che si trasforma e non rimane più la stessa scrivo questo post come se incidessi una tacca sul legno di un albero o sul muro di una stanza. Per ricordarmi che ci sono stata e ho fatto una piccola cosa, molto umana e molto stupida. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Comunque pare che qui in India diano l'accesso a banda larga aggratis a tutti, e che arriverà anche negli sperduti villaggi. Non proprio delle robe fighe come l'internettepointe insomma, ma quasi. Sul serio. Mica per dire. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-5572602283104736869?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/5572602283104736869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=5572602283104736869' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5572602283104736869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5572602283104736869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/02/il-post-del-29-febbraio.html' title='Il post del 29 febbraio'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-8325674990222713157</id><published>2008-02-27T11:29:00.006+01:00</published><updated>2008-12-11T00:33:47.629+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mia India'/><title type='text'>La bauscia(*) dell'elefantino</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R8Wvr6yL2_I/AAAAAAAAAOA/_CzeFkReOes/s1600-h/IMG_0789.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R8Wvr6yL2_I/AAAAAAAAAOA/_CzeFkReOes/s400/IMG_0789.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171732916153867250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 102, 0);" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kanchipuram"&gt;Kanchipuram&lt;/a&gt; è un pieno d'antichi templi, eretti su pilastri scolpiti con le scene di Bhrama, Shiva e Krishna. Si cammina a piedi nudi nei templi e si rimane immersi in un pantheon di dei sconfinati con mille mani e troppe teste, e le immagini di lotte antiche e di guerre passate, di mantra andati e di preghiere possedute scorrono scolpite sulle alte colonne e basamenti, dove gli uomini d'altre ere hanno lasciato segni indelebili per raccontare leggende e rapporti con gli dei e i superuomini. E mentre si volge lo sguardo oltre il buio del tempio, si rimane accecati dalla luce del mezzodì che si riflette sull'acqua di un'enorme vasca per le abluzioni e una mucca scura passeggia ai bordi. Nel mezzo c'è un padiglione azzurro e giallo immerso nelle acque stagnanti e verdoline. Kanchipuram è anche la città dalle sete sgargianti oltre essere stata la capitale del regno Pallava. Poi si entra in un altro tempio dove ci stanno due elefanti che ci dicono essere madre e figlio, pittati a festa, con le cavigliere,  e allungano la proboscide a chiedere rupie che metton via e ti ringranziano accarezzando il capo con la proboscite. Sono morbidi al tatto e hanno uno sguardo intenso e profondo. Ecco essere sbausciata dall'elefantino è un elemento che proprio mi mancava come esperienza. Per dire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;*bauscia=saliva (N.d.T) &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-8325674990222713157?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/8325674990222713157/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=8325674990222713157' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8325674990222713157'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8325674990222713157'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/02/la-bauscia-dellelefantino.html' title='La bauscia(*) dell&apos;elefantino'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R8Wvr6yL2_I/AAAAAAAAAOA/_CzeFkReOes/s72-c/IMG_0789.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-3280106851471278438</id><published>2008-02-18T21:50:00.002+01:00</published><updated>2008-12-11T00:33:48.665+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mia India'/><title type='text'>La sindrome di Gauguin</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R7mogqyL2-I/AAAAAAAAAN4/3oAAojcua1o/s1600-h/Sri_aurobindo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R7mogqyL2-I/AAAAAAAAAN4/3oAAojcua1o/s400/Sri_aurobindo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168347326578416610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ve la spiego male. Io l'ho sempre definita la sindrome di Gauguin. E' quella sindrome che colpisce qualsiasi occidentale ipersensibile, borderliner e nostalgico e parlo di quello affetto da nostalgia di un'altra realtà perché quella in cui vive gli fa troppo schifo. E' la sindrome che colpisce quelli che pensano di poter cambiare il mondo ma non si può fare perché c'è troppa merda e non è rimasta nessuna speranza. Allora salgono sul primo battello, sul primo treno, sul primo aereo e dicono addio al mondo dove hanno sempre vissuto. Vanno lontano alla ricerca del paradiso perduto. E laggiù ritrovano una terra meravigliosa dove non esiste il freddo ed è quasi sempre in mezzo ai selvaggi. E cosa fanno? Costruiscono un mondo utopico pieno di falle: un mondo pieno di piante e di casette colorate raccogliendo attorno a loro altri fuggitivi. Un mondo perfetto in mezzo ai selvaggi guardando quest'ultimi come esseri meravigliosi ma lontani. Dopo un po' s'accorgono che il selvaggio ha una propria cultura e identità con cui non riescono a dialogare perché non l'hanno studiato impantanati come sono nella propria tragica cultura e finiscono per parlarne malissimo perché il selvaggio non li capisce e vive nel proprio mondo reale che è lontano&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; e sconosciuto&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;.&lt;br /&gt;E' la realtà che circonda tutti gli ashram della terra, tutte le sette, tutti i guru, tutte le nuove religioni insomma è la sindrome di Gauguin: quella che ha colpito i Beatles, gli hippies e quelli della new-age, che poi in sintesi è la ricerca dei tropici perché son il simbolo del paradiso e quando uno li trova non sa più tornare indietro e rimane fisso lì perché non vi sono altri luoghi dove andare, perché non esistono luoghi perfetti perché il paradiso su questa terra se c'è l'umano non esiste e basta. Finisce che construisce la sua colonia perfetta e la colonia laggiù si chiama &lt;a style="color: rgb(51, 102, 102);" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pondicherry"&gt;Pondicherry&lt;/a&gt;...Quando l'ho vista la prima volta quasi mi mettevo a ridere. Un paesino da cartolina svizzera per poi passare un ponte e si è di nuovo nell'India vera e puzzolente...Se proprio uno vuole venire in India e non ce la fa a vivere nel casino indiano cosa fa? se ne va a Pondicherry. E' per quelli che hanno la sindrome di Gauguin ed è perfetta. E' francese e perciò ha tutta l'allure di una cittadina provenzale, bianca con le bouganville rosse sui i vialetti puliti e intonsi, una pianta da castrum romano piena di piccoli ristorantini e bistrot dove si parla francese. Un posto fuori dal mondo. &lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò per dire che sono arrivati i miei amichetti Sergio, Giuseppe e Valentina a trovarmi così ci siamo prese una vacanzina e abbiamo fatto un po' di mare e un po' di turismo perché Vale in India non c'era mai stata. Siamo stati sulla spiaggia a guardare i tramonti e siamo andati anche ad &lt;a style="color: rgb(255, 204, 51);" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Auroville"&gt;Auroville&lt;/a&gt;. Il posto è molto grande. ed è per tutti quelli che soffrono della sindrome di Gauguin: è la città dell'utopia. La fratellanza e la solidarietà umana, l'amicizia e e l'amore, l'incontro di anime perse che ritrovano l'amornia e dell'armonia che tutti vorrebbero avere dentro di sè. E' il dramma della nostalgia del paradiso perduto, delle palme, della bellezza, dell'ozio e del pensiero, del lavoro come piacere della serenità e della tranquillità che la manualità offre.&lt;br /&gt;In mezzo alla città (in realtà non è una città bensì tanti piccoli insediamenti con tutta una filosofia di rispetto della e per la natura, dove le strade sono di terra battuta e e si va in bicicletta oppure a piedi) stanno costruendo una cupola d'oro (si chiama Matrimandir) dove ci si siede al centro e si medita fino al raggiungimento dell'illuminazione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Come sapete faccio la cuoca, non è che a manipolare il cibo si diventi particolarmente spirituali o si finisce a trattare di spiritualità. Il cibo è roba da gaudenti, da epicurei, da quelli che la vita è qui e adesso. E' pure vero che il cibo  per una marea di gente &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;può&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; sublimarsi e diventa allora una via per scoprire altre culture, altre estetiche, altre vie. Ma non ci si stacca dalla pancia. Mentre ad Auroville bisogna &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;proprio &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;staccarsi dalla pancia.&lt;br /&gt;Il progettone di Auroville è bello vero. Molti arrivano e ci rimangono perché in fondo quelli che arrivano qui sono tutti affetti dalla sopracitata sindrome. Poi va a capire cosa succede veramente e quanti soldi ci girano attorno ad Auroville per non parlare del famosissimo ashram di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sri_Aurobindo"&gt;Shri Aurobindo&lt;/a&gt; a Pondicherry che pare stia inglobando tutta la cittadina a furia di comprare case e terreni. Insomma per tutti i viaggiatori della terra forse il punto d'incontro è Auroville. Forse perché è così utopico e ambizioso, è così pieno di speranza, di giovinezza, di ingenuità, di misticismo, che  uno &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;rimane&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; accecato e ci crede. E non so se dargli torto che a pensarci bene non si riesce a cambiare il vecchio mondo per milioni di cause esterne allora è bene andarsene e fondarne uno nuovo. Non si riesce a vivere senza la speranza di futuro. Altrimenti si finisce tra giorni interiori sempregrigi senza il sole. Non è neanche morire quella roba lì. Che sarebbe di sicuro meglio. E' vivere male senza saperlo. Mica per dire. Sul serio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-3280106851471278438?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/3280106851471278438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=3280106851471278438' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3280106851471278438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3280106851471278438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/02/la-sindrome-di-gauguin.html' title='La sindrome di Gauguin'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R7mogqyL2-I/AAAAAAAAAN4/3oAAojcua1o/s72-c/Sri_aurobindo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-3938384230847937966</id><published>2008-02-01T12:07:00.000+01:00</published><updated>2008-02-01T12:35:43.371+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mio ombelico'/><title type='text'>Insomma</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' che la vita mi prende ma non mi porta via, mi fa rimanere spesso con il culo per terra. Vorrei scrivere tutti i giorni perché mi succedono mille cose tutti i giorni ma non ci riesco. Non ho tempo e a volte arrivo a casa che sono così stanca che non riesco a respirare e mentre mi faccio la doccia mi preparo per stare con mia figlia con il suo pancione e adesso la pancia si muove e chiaccheriamo del più e del meno...perché non ho neanche troppa voglia di parlare di cose serie. Che se solo mi guardo in giro ce ne sarebbero di cose serie di cui parlare. Sono in India e ci son giorni che non me ne accorgo se non fosse che prendo l'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;oto&lt;/span&gt; tutte le mattine. Ma è un periodo  che non saprei definire se non dire che è un momento importante. Stiamo aspettando il cambiamento.&lt;br /&gt;La gravidanza è forse l'unico momento visionario e totalmente avulso dalla realtà che una donna riesce ad avere nella propria esistenza. Dopo si sta incollate alla terra e anche se si è in alto mare si sta ancorate ai fondali bui senza riuscire più a volare per non dire fuggire. Dopo diventa tutto difficile per chi ha i figli. Dopo la famosa frase '&lt;span style="font-style: italic;"&gt;voglio avere un mio spazio&lt;/span&gt;' davvero non ha senso. Mi faccio delle grasse risate quando la sento. Quando cazzo una si prende i propri spazi con figli da crescere? Deve solo scappare di casa. Ma di donne che scappano di casa con i figli dentro casa io non ne ho conosciute mai. So che esistono, lo leggo sui giornali. Poi sì se volete parlarmi di quelle che ammazzano i figli...ma anche qui, se proprio si vuol finire sui giornali. Per dire.&lt;br /&gt;Insomma questo è un post di giustifica(zione) d'assenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-3938384230847937966?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/3938384230847937966/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=3938384230847937966' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3938384230847937966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3938384230847937966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/02/insomma.html' title='Insomma'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-8112242361393771386</id><published>2008-01-18T16:32:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T00:33:48.969+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='De rerum culinaria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La ricetta'/><title type='text'>Carbonara Day</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R44jtSYhjtI/AAAAAAAAANw/NXh6_VwGBpg/s1600-h/IMG_0699.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_" style="margin: 0px 10px 10px 0px; clear: both; float: left;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R44jtSYhjtI/AAAAAAAAANw/NXh6_VwGBpg/s320/IMG_0699.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://picasa.google.com/blogger/" target="ext"&gt;&lt;img src="http://photos1.blogger.com/pbp.gif" alt="Posted by Picasa" style="border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;" align="middle" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il 17 Gennaio &lt;a style="color: rgb(204, 0, 0);" href="http://www.itchefs-gvci.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=blogsection&amp;amp;id=6&amp;amp;Itemid=28"&gt;qui&lt;/a&gt; s'era fatta la giornata del piatto martoriato per eccellenza. Poichè è stato un successone allora ho deciso di fare la settimana della carbonara che è diventato il mese della carbonara e adesso non la vogliono più togliere dal menù dannati loro!! Io l'ho fatta seguendo fedelmente la ricetta del &lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://www.internetbookshop.it/code/9788890021909/gosetti-della-salda-anna/ricette-regionali-italiane.html"&gt;libro&lt;/a&gt; della Gosetti, la bibbia dei cuochi italiani anche se devo raccontarla giusta in India il guanciale non l'ho trovato. E l'aglio io ce l'ho messo. Ho fatto pastorizzare le uova, montando le uova intere facendo una sorta di spuma stile zabaglione con il parmigiano e il pecorino incorporato e abbiamo condito gli spaghetti (ho usato quelli alla chitarra) passati in padella con la pancetta coppata e sopra ho macinato una bella spolverata di pepe nero. Poi in cucina alla brigata ho fatto una lunga spiega del perché in Italia non si usa la panna. NO CREAM!! ce l'ho detto e ridetto e alla fine quasi mi hanno capito. Che insomma facciamo cucina italiana e la panna non la usiamo, mica siamo francesi noi! Quasi c'erano arrivati, dicevo quasi ma... alla fine abbiamo aggiunto un cucchiaio di schiuma di latte (quella del cappuccino per intenderci), che i ragazzi non ci potevano stare senza il bianco e sono un po' crollata dopo tanta insistenza yescreamyescreamyescream e vabbè ma la panna NO! il latte? ok va bene, ma diverso. Stile cappuccino? ok...&lt;br /&gt;Insomma ovunque so che i cuochi si sono messi a fare il piatto dei poveri e degli sfigati. Così per ricordarci che stiamo continuando a emigrare. Magari la valigia di cartone l'abbiamo lasciata a casa ma sempre fuori di casa siamo. E forse molti di noi non sanno più qual'è la propria casa. Per dire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-8112242361393771386?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/8112242361393771386/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=8112242361393771386' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8112242361393771386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8112242361393771386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/01/carbonara-day.html' title='Carbonara Day'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R44jtSYhjtI/AAAAAAAAANw/NXh6_VwGBpg/s72-c/IMG_0699.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-8871911441419874991</id><published>2008-01-11T20:37:00.000+01:00</published><updated>2008-01-11T21:07:26.752+01:00</updated><title type='text'>Degli operai</title><content type='html'>Non ne ho scritto nulla. Com'era la storia? la classe operaia va in paradiso... Anche no.&lt;br /&gt;Alcuni sono morti bruciati. Altri li &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/incendio-acciaieria-1/thyssen-mauro/thyssen-mauro.html"&gt;licenziano&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Credo sia &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;DOVEROSO&lt;/span&gt; firmare &lt;a style="color: rgb(153, 0, 0);" href="http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/morti_bianche/index.html?ref=hppro"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-8871911441419874991?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/8871911441419874991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=8871911441419874991' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8871911441419874991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8871911441419874991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/01/degli-operai.html' title='Degli operai'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-2980180759786998846</id><published>2008-01-10T19:25:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T00:33:49.268+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='De rerum culinaria'/><title type='text'>Come mangiano gli altri</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R4fLoCYhjsI/AAAAAAAAANo/AyLsDxUPHsI/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R4fLoCYhjsI/AAAAAAAAANo/AyLsDxUPHsI/s400/images.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5154312187243761346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A stare a sentire tutti i clienti stranieri (quelli di passaggio o i residenti in India) sembra che stia facendo una cucina bellissima e meravigliosa. Poi  a stare a sentire gli indiani sembra che stia facendo una cucina sciapa e blanda. Troppo poco sapore. Quindi lentamente stiamo facendo due cucine separate: una per l'indiano medio  e un'altra per lo straniero. Vale a dire: la pasta super-piccante salata e scotta al primo, al dente e condita il giusto al secondo. Stesso discorso vale per il risotto. Ora abbiamo raggiunto un sottile perfezione percui nessuno si lamenta più. E' difficile? sì. Mi sembra di stare a fare una cucina schizofrenica. Si diceva: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;de gustibus non disputanda&lt;/span&gt;. Apriamo il dibattito sulla memoria della papilla gustativa. Cosa fa la cucina a un popolo? Anzi cosa fa la mamma alla propria prole con il cibo e come la prole s'attacca alla memoria della propria madre attraverso il cibo. Questione complessa. Sono sicura che un giorno verrà fuori che il neurone denominato C18 situato nella zona del talamo  venga pesantemente influenzato dai primi sapori materni e che a sua volta il suddetto neurone riassetti tutti i neuroni della memoria sulla suddivisione di buono o cattivo dalla esclusività della primigenitura della sensazione. Per dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-2980180759786998846?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/2980180759786998846/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=2980180759786998846' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2980180759786998846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2980180759786998846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/01/come-mangiano-gli-altri.html' title='Come mangiano gli altri'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R4fLoCYhjsI/AAAAAAAAANo/AyLsDxUPHsI/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-802624801923818931</id><published>2008-01-06T18:35:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T00:33:49.495+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mondo a parte'/><title type='text'>La disgrazia di un mondo immondezzato</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R4HUmyYhjrI/AAAAAAAAANg/k0z_PciqjVY/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R4HUmyYhjrI/AAAAAAAAANg/k0z_PciqjVY/s400/images.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152633211513310898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: courier new;"&gt;Miei cari piccoli lettori ci sono due blogger particolari che sento il dovere di ringraziare quasi ogni giorno per le belle parole che sanno mettere assieme: &lt;a href="http://www.ilcircolo.net/lia/"&gt;Lia&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/"&gt;Leo&lt;/a&gt;. Li accomuna la lettera ELLE: Lode rivolgo a loro che sanno essere così bravi a scrivere tanto bene. Li elogio inoltre e soprattutto perché (e mi si passi l'aggettivo) sono "danteschi". Di Dante hanno l'epica sublime,  il senso civico del sociale e il senso politico d'andare all'essenza delle cose e di dire dei fatti che tutti dovrebbero dire e di sentire sentimenti che tutti dovrebbero sentire. Forse perché insegnano e dio solo sa quanto sia difficile quel mestiere lì: insegnare ai giovani a pensare, che ci vuol una pazienza da beatificazione.&lt;br /&gt;Sulla &lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2008/01/un-italiano-vero.html"&gt;morte&lt;/a&gt; e su come la si affronta ogni società ha i suoi volti e ha la sua storia. Diciamo che c'era un nostro tempo in cui esistevano  le prefiche per urlare la dipartita da questo mondo all' altro. E' la maledizione della civiltà industriale che ci ha fatto dimenticare come si piange e si urla e ci si strappa i capelli quando uno muore. Compito che è sempre spettato alle donne che sanno della vita mentre gli uomini portano la morte. E' per questo che gli uomini dovevano trattenersi affrontando dignitosamente il dolore  e mostrando con eleganza la forza interiore. E' per questo che Mohamed non piange e si esprime dignitosamente. E' un uomo antico. E' un giovane che ha sì viaggiato, ma lui è grande e non insulta nessuno. Perché sa cos'è la morte. Arriva ovunque e non ci si può far nulla e anche se chiede giustizia intuisce che non la riceverà. Non ci sono giustizie umane sufficienti a ridare vita a una vita stroncata.&lt;br /&gt;Adesso per urla e strilli c'è la televisione. Non ci stanno più le prefiche. Forse è cambiata la tipologia dello strumento.&lt;br /&gt;Sulla &lt;a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1373.php"&gt;monnezza&lt;/a&gt;: io ci sono cresciuta a Napoli e dintorni. Ci andavo tutte le estati. Ci sono bimbi che vanno al mare, io no. Io andavo a Napoli e a Sirignano. So bene quanto cattivo odore ho respirato. Da sempre. Potrei parlare per ore della bellezza commovente e soffocante della città e quasi mi vien voglia di andarci ad abitare. I miei avevano addirittura una casa che poco tempo fa è stata venduta. Ma poi mi dico NO. Non credo proprio che potrei mai vivere in quei luoghi forse perché la maggior parte delle persone che conoscevo è morta sparata o di overdose. E i vivi son carcerati. Ho ricordi meravigliosi ma sono ricordi colmi di dolore. Frequentavo persone poco perbene sicuro, ma ribadisco il concetto semmai non fossi stata chiara: nessuno ce l'ha fatta.&lt;br /&gt;Avevo letto tutto d'un fiato 'Gomorra' di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Saviano"&gt;Roberto Saviano&lt;/a&gt;. Ho ringraziato in cuor mio che Napoli sapesse ancora produrre capacità razionali e civili. E m'era venuto il disagevole pensiero che se esisteva uno come Saviano allora forse c'era ancora speranza. Forse. Poi quando ho rivisto il pattume ovunque m'è venuta la noia. E l'ho capito proprio nel profondo quello che ha scritto l'amichetta Lia.&lt;br /&gt;La faccio moltissimamente breve: sto in India. Madras non è proprio il posto più lindo e pulito della terra. Sento continuamente odori d'immondizia, merda e piscio e mi ricordo di quand'ero piccola e andavo per i vicoli di Sirignano. Quell'odore lì se lo senti da piccola ti rimane dentro e lo riconosci ovunque. E' l'umano che genera immondizia e non ci si libera della propria merda facilmente a meno che non si abbia una buona rete fognaria, un buon sistema di riciclaggio di rifiuti, inceneritori e tutti gli annessi e connessi, comuni che funzionano e strutture che danno lavoro. Vado in giro per quest'India moderna a cui manca di tutto e vedo che lentamente, faticosamente stanno tentando d'essere puliti di fuori. E sì sono ventanni che Napoli non esce dalla monnezza prodotta e ci sta il Vesuvio e mi chiedo perché sia così dannata quella terra che è un po' anche la mia e ogni volta che ci torno m'appare sempre più peggiorata fuori e l'amo da morire ma come dice giustamente Lia non ci potrei mai stare. Mai viverci. Eppure vivo in India. Che giustifico perché mi dico è ancora terzo mondo. Ma Napoli non riesco più a giustificarla. Napoli è una città del mio mondo. NON E' UN TUMORE MALIGNO (seppure lì i tumori son troppi!). E se lo fosse allora m'acchiapperebbe l'angoscia che sempre mi prende quando vedo il Vesuvio e penso che questa è l'ultima volta che vedo Napoli perché magari il Vesuvio esplode con tutto il fuoco lavico e fa pulizia d'una terra disgraziata. Un'idea apocalittica è vero. Ma se la Madre Terra comincia a produrre tumori allora vuol dire che non ne può più dei suoi abitanti.&lt;br /&gt;Mi ricordo sì di come puzzava e di quanto fosse sporca eppure di sacchetti non ce n'erano così tanti e guardandola da questa parte di mondo puzzolente uguale, pieno di plastica uguale, ma così pieno d'ansia modernatrice mi sovviene che qui in India nel 2050 ci saranno solo giovani, e io ci spero cazzo che tra la marea di giovani ci sia una fetta che si batta e metta a posto l'ambiente e la società civile. Mentre a Napoli nel 2050 chi ci sarà? solo Roberto Saviano? Sempre che non l'abbiano ucciso prima perché ha fatto i nomi e perché ha detto a voce alta e scritto innumerevoli volte quello che sapeva. L'idea che viva sotto scorta mi fa incazzare. E' questo il segno preciso della nostra inciviltà.&lt;br /&gt;Non so che risposte dare a una città come Napoli se non dire: basta, uscite e pulite le strade. Piantatela di far soldi sporchi e producete soldi dallo sporco. Piantatela di lamentarvi. Abbiamo la disgrazia di vivere in un mondo immondezzato. Se ci sono paesi puliti impariamo come fare a tener pulito il nostro piccolo paese. Napoli è piccola. Vai a Mumbai e t'accorgi che cosa significa una città immensa. La mafia ci sta pure a Mumbay. E produce una marea di rifiuti pure Mumbay. Ma non è messa come Napoli, cazzo! Negli slum riciclano la plastica : ci fanno capanne. E se ci sono puzze s'usano gli incensi. L'India fa così da sempre.&lt;br /&gt;Vivo la disgrazia d'esser parte della produzione di materia immarcescibile. Tutti i giorni faccio il culo ai miei ragazzi della brigata perché distinguano e dividano tra rifiuti organici, biodegradabili, riciclabili e via dicendo. Lo faccio e mi sbatto qui in India come in Italia e mi seguono. Son giovani ma capiscono che la Terra non può far tutto da sola. Ha altri ritmi e noi andiamo troppo veloci e la distruzione subitanea del pattume non fa parte dell'ecosistema. La Natura è pulita di suo. C'ha una miriade di insetti e animali che fan da spazzini. Ma questi spazzini la plastica, la latta e il vetro non son capaci di digerirli e noi non siamo capaci a quanto pare di mantenere linda la Natura e in generale l'ambiente. Percui bisogna far qualcosa tutti i giorni. &lt;br /&gt;Da quaggiù soffro, mi sento in colpa e mi vergogno. Soffro perché vedo l'estetica a puttane e il bello che diventa brutto e maligno, mi sento in colpa perché non posso far nulla di più ma soprattutto mi vergogno perché non m'appare uno spiraglio di speranza. Come dire la morte civile, politica e sociale.&lt;br /&gt;Quanto ai giovani che della gamorra son parte ecco per loro so che non vivranno così tanto a lungo da vedere un mare pulito e da respirare un'aria limpida 'ché la terra non sarà lieve. Sarà pesante assai con tutta la monnezza che dovranno sopportare di sopra.&lt;br /&gt;A meno che il Vesuvio non sia la soluzione. Per dire. O sul serio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-802624801923818931?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/802624801923818931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=802624801923818931' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/802624801923818931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/802624801923818931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/01/la-disgrazia-di-un-mondo-immondezzato.html' title='La disgrazia di un mondo immondezzato'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R4HUmyYhjrI/AAAAAAAAANg/k0z_PciqjVY/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-111190066600063779</id><published>2008-01-01T07:02:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T00:33:49.716+01:00</updated><title type='text'>L'ultimo dell'anno tra riso e pianto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R3sn4yYhjqI/AAAAAAAAANY/rIIA10eEjW4/s1600-h/Prodotti_Praxis48_fronte--180x140.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R3sn4yYhjqI/AAAAAAAAANY/rIIA10eEjW4/s400/Prodotti_Praxis48_fronte--180x140.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5150754455379087010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'era una quantità di gente che non vi sto neanche a raccontare. Vecchi, bambini d'ogni età, giovani e ragazzine, donne e uomini che volevano mangiare e festeggiare. Avevano vestito a festa la cucina centrale, l'hanno pulita ben bene e le hanno dato anche una mano di bianco avorio e al centro una quantità di cuochi e commis, pentoloni e pentoline, forni tandoori e quelli a convenzione, un frastuono assordante e tutt'attorno il buffet di cibi speziati e piccantissimi, e poi si passava nella stanza color rosso velluto piena di dolci e dolcezze, biscotti e brownies ma non c'erano panettoni e pandoro, che insomma siamo in India e non sanno neanche cos'è il panettone e il pandoro. Un frastuoni di luci e di colori, di saree sberluccicanti e di gioielli paurosi. La main kitchen ha dato da mangiare tranquilla e festante a 500 persone, tutti in fila con i piatti pieni si sono abbottati di cibo segno del favore degli dei e parevano felici.&lt;br /&gt;Avevo fatto un menù da capogiro di capodanno e poi son arrivati gli ospiti e tra questi una coppia anziana che sembrava appartenesse a un altro secolo. Gentilissimi e belli si son seduti e hanno ascoltato la mia spiegazione che guidandoli li ho portati nei meandri di sapori a loro sconosciuti. Si ricordavano d'essere venuti in Italia nei lontani anni settanta e mentre osservavo la signora che sembrava uscita da un libro di favole tant'era bella e aggraziata con il saree da milleeunanotte, arancione viola e rosso, e con addosso gioielli antichi tra diamanti e rubini di quelli che puoi comprarci una decina di case, ho pensato che erano degli anziani signori di quelli dal fascino solare e sorridevano e stavano ancora assieme dopo tanti anni. Finite le innumerevoli portate, m'hanno raccontato che era stata una vera esperienza e tra un augurio e l'altro è finito l'anno senza quasi che m'accorgessi. In cucina ho baciato e abbracciato tutti che gli indiani raramente s'abbracciano (e già per loro è segno d'affetto enorme e strabiliante) ma non si baciano per nulla e quando io ho dato dei baciotti sulle guancie si son imbarazzati assai ma è piaciuto loro un casino e ridevano tra felicità e sorpresa. Ho baciato anche il GM che tutto gallettoso ha urlato: chi ha fatto l'esperienza di essere baciato da tanta bellezza? e hanno alzato tutti la mano mettendosi a sghignazzare come pazzi. Lui c'è rimasto un po' strano.&lt;br /&gt;Poi ho controllato i siti dei giornali e ho scoperto che &lt;a style="color: rgb(153, 0, 0);" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ettore_Sottsass"&gt;Ettore Sottsass&lt;/a&gt; è morto e son finita che quasi piangevo perché l'ho conosciuto e ho fatto da mangiare a tutto il suo studio di cui mezzo son amichetti miei. E mi è spiaciuto tanto che sia morto seppure c'aveva la sua età e ha vissuto benissimo viaggiando e facendo le cose che gli piaceva fare, conoscendo un sacco di persone belle. Così è finito il mio anno tra riso e pianto che quasi mi mettevo a cantare '...e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango', che poi vai a vedere è la versione modernissima dell'emozione di cadere dalle stelle alle stalle. Mica per dire. Sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-111190066600063779?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/111190066600063779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=111190066600063779' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/111190066600063779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/111190066600063779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2008/01/lultimo-dellanno-tra-riso-e-pianto.html' title='L&apos;ultimo dell&apos;anno tra riso e pianto'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R3sn4yYhjqI/AAAAAAAAANY/rIIA10eEjW4/s72-c/Prodotti_Praxis48_fronte--180x140.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-5713242065556828065</id><published>2007-12-28T17:43:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T00:33:49.931+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mondo a parte'/><title type='text'>Quando e perché</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R3Ux8CYhjpI/AAAAAAAAANQ/B6V25M7yQAg/s1600-h/benazir2_430x300.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R3Ux8CYhjpI/AAAAAAAAANQ/B6V25M7yQAg/s400/benazir2_430x300.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149076656469675666" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono nata nel 1961. Alle foto in bianco e nero sono abituata e soprattutto le capisco. Tutti stanno sorridendo, è una foto uffciale di due stati confinanti con un passato di brutti conflitti alle frontiere: a sinistra Indira Gandhi indiana e a destra Bhutto pakistano. C'è una giovane donna accanto a Bhutto, si chiamava Benazir "unica", la figlia, che sembra vestita in stile un po' hippy. La vedo bene questa foto: tutte e tre sono morti e non di morte naturale.&lt;br /&gt;Ero veramente piccola quando mia madre mi portò a vedere la televisione in bianco e nero dalla vicina perché trasmettevano  il funerale del Presidente Kennedy. Rimasi a guardare ipnotizzata una fragile donna vestita di nero con due bambini per mano che s'avvicinavano al feretro. E vidi il mio coetaneo bambino vestito con un cappottino alzare la mano e toccare la bara. Chissà perché mia madre e tutti i presenti nella stanza avvolta dal silenzio si misero a piangere. Rimasi sorpresa che d'improvviso non vi fosse più silenzio ma il suono del pianto. Ero troppo piccola per capirne la ragione.&lt;br /&gt;Guardo questa foto adesso: è stata scattata nel 1972, a sinistra c'è Indira Gandhi uccisa per mano di una delle sue guardie del corpo sikh nel 1984, in mezzo Ali Bhutto impiccato nel 1976, a destra sua figlia Benazir Bhutto uccisa  in un attentato nel 2007.&lt;br /&gt;Mi domando quando avverrà che non si muoia facendo politica.  Nutro la strana sensazione che semmai dovesse accadere allora non sarà più vera politica. E lo ha scritto in modo preciso e chiaro la più giovane del gruppo nella foto:&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Pakistan è un Paese nel quale la politica è qualcosa di molto radicato, che si pratica in massa, con un contatto faccia a faccia, persona a persona. Qui non siamo in California o a New York, dove i candidati fanno campagna elettorale pagando i media o spedendo messaggi e posta abilmente indirizzata. Qui quelle tecnologie non soltanto sono logisticamente impossibili, ma altresì incompatibili con la nostra cultura politica.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il popolo pachistano - a qualsiasi partito esso appartenga - ha voglia, si aspetta di vedere e ascoltare i leader del proprio partito, e di essere parte integrante del discorso politico. I pachistani partecipano ai comizi e ai raduni politici, vogliono ascoltare direttamente e senza intermediari i loro leader parlare con megafoni e altoparlanti. In condizioni normali tutto ciò è impegnativo. Con una minaccia terroristica che incombe è straordinariamente difficile. Mio dovere è far sì che non sia impossibile.&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;Dicamocelo: la vera politica è questa roba qui. Ci si sporca le mani e la faccia è vero. Ma è stare con le persone, guardarle in faccia, ascoltarle, dar loro un futuro e farle sognare mentre si tenta di trovare delle pratiche soluzioni a minuscoli ed enormi problemi. Sbagliando ma avendo in testa un obiettivo con l'interiore scala di valori vicino alla grandezza del bene comune. E per fare questo si muore ammazzati. A me Benazir Bhutto piaceva. Mi piaceva giusto perché &lt;span style="font-style: italic;"&gt;UNICA&lt;/span&gt;, non era solo un nome ma anche un fatto nell'esserlo stata nella vita del Pakistan. Ma non nella morte. C'è questa foto qui che ce lo ricorda.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-5713242065556828065?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/5713242065556828065/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=5713242065556828065' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5713242065556828065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5713242065556828065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/12/quando-e-perch.html' title='Quando e perché'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R3Ux8CYhjpI/AAAAAAAAANQ/B6V25M7yQAg/s72-c/benazir2_430x300.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-3958136391732332865</id><published>2007-12-24T20:29:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T00:33:50.102+01:00</updated><title type='text'>BUON NATALE a quelli che mi stanno vicini e a quelli che passano</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R3AJaSYhjlI/AAAAAAAAAMw/uNVDjjQms4Q/s1600-h/natale-07-due.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R3AJaSYhjlI/AAAAAAAAAMw/uNVDjjQms4Q/s400/natale-07-due.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147624721300426322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(disegno dell'amichetto Massimo Giacon a cui si augura fino all'eternità la fantasia e l'intuizione, l'arguzia e la sottigliezza)&lt;br /&gt;E se volete stare tra le coperte e leggervi dei raccontini natalizi &lt;a href="http://www.spiritum.it/squonk/PostSottoAlbero2007.pdf"&gt;qui qualcosetta&lt;/a&gt;, scaricatevelicivelicici.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-3958136391732332865?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/3958136391732332865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=3958136391732332865' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3958136391732332865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3958136391732332865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/12/buon-natale-quelli-che-mi-stanno-vicini.html' title='BUON NATALE a quelli che mi stanno vicini e a quelli che passano'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R3AJaSYhjlI/AAAAAAAAAMw/uNVDjjQms4Q/s72-c/natale-07-due.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-2601475173952002073</id><published>2007-12-21T19:23:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T00:33:50.238+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mondo a parte'/><title type='text'>La Sua voce</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R2wPPCYhjjI/AAAAAAAAAMg/26Jq2nnL1q4/s1600-h/sacca.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5146505225189822002" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: pointer; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R2wPPCYhjjI/AAAAAAAAAMg/26Jq2nnL1q4/s400/sacca.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Sto molto lontana da casa e in fondo sto bene perché una serie di cose lentamente sbiadiscono dalla memoria, soffocate dall'oblio e perse nell'oscuro dimenticatoio. Sbiadisce per esempio la politica italiana, che da molto lontano non fa l'effetto che fa quando si sta a casa. Che quando si sta a casa viene il fumone e parte il nervo ogni nanosecondo. Ordunque da molto lontano dicevo non è che sto proprio fuori dal mondo, internette il mondo me lo riavvicina e se lo desidero sto sul pezzo, quindi ogni mattina mi faccio i siti del Corsera e di Repubblica. Leggo volentieri un sacco di blog e m'informo e sto attenta, ma &lt;a href="http://espresso.repubblica.it/multimedia/1471644?flv=true"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(153,0,0)"&gt;questa storia&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;me l'ero un po' persa. Poi passando di &lt;a style="COLOR: rgb(0,153,0)" href="http://thepetunias.it/blog/?p=1979"&gt;qui&lt;/a&gt; mi son data una botta in fronte e son finita che mi son ascoltata (in India come dire inculodiddio) una conversazione che stava tra la migliore cinematografia italiana neorealista e il meglio del grande cinema americano. L'Italia riesce sempre a stuperfarmici. L'Italia è stuprenda e merdavigliosa.&lt;br /&gt;Quando sei all'estero ti dimentichi delle voci per esempio. Ieri ho risentito la SUA voce. Uno shock. Miei cari piccoli lettori Berlusca mi si è invecchiato un casino. Altro che Hillary. La voce stanca che pareva un amministratore di condominio che non ce la fa più, indaffarato dietro due minchione a cui bisogna trovar da lavorare, mentre lo schiavo Agostino portinaio (che lo chiama deferente e servizievole Presidente che riempie il vuoto &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;emotivo&lt;/span&gt; mentre il &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;nanopiùaltodelmondo&lt;/span&gt; gli da maleducatamente del tu) tenta malamente di riportarlo su temi più pratici del tipo si son rotte le tubature e bisogna far qualcosa e dove si percepisce che Berlusca proprio non c'ha tigna e voglia. Sta a risolvere altri problemi non a farli. Tutta l'operazione di far cadere il governo l'ha chiamata &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;libertà&lt;/span&gt; (mica cotiche).&lt;br /&gt;Sono rimasta colpita benevolmente dal fatto che ho sentito una conversazione da tramandare ai posteri, da farci un filmone da Oscar e dei cazzoni ci fanno pure un &lt;a style="COLOR: rgb(204,51,204)" href="http://kataweb-ilcaso.temi.kataweb.it/2007/12/21/ali-sacca-rap/"&gt;rap&lt;/a&gt;...no dico... farci una canzoncina mi sembra di sminuire la grandezza del &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;nanopiùaltodelmondo&lt;/span&gt;. La Sua voce me l'ero scordata e son rimasta fulminata quando l'ho risentita. Davvero fate qualcosa per quel poveruomo. Sta devastato dallo stress di tutta sta gente che gli chiede favori e pensa sia il Papa. E anche i giudici: insomma cosa state a sputtanarlo così? Sta dando lavoro a un milione di persone (son fighe? meglio, 'ché gira sempre un sacco di brutta gente).&lt;br /&gt;Stando molto lontano da casa pare che ve la passiate male e non sappiate più cosa bisogna fare. Vi state a perdere in un bicchiere d'acqua. Per dire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-2601475173952002073?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/2601475173952002073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=2601475173952002073' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2601475173952002073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2601475173952002073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/12/la-sua-voce.html' title='La Sua voce'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R2wPPCYhjjI/AAAAAAAAAMg/26Jq2nnL1q4/s72-c/sacca.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-8717487959704205518</id><published>2007-12-16T07:15:00.001+01:00</published><updated>2008-12-11T00:33:50.576+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mio ombelico'/><title type='text'>Serenamente</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R2THyCYhjiI/AAAAAAAAAMY/FRGaAMTHcqM/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R2THyCYhjiI/AAAAAAAAAMY/FRGaAMTHcqM/s400/images.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5144456336811068962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Accade che per quanto uno lavori, si sbatta e sopravviva, non ci si renda conto del passare delle stagioni. In specie se vive nei climi dove le stagioni risultano essere una: quella calda. Lo straniamento che si prova a stare sempre nella stessa temperatura per chi proviene dalle zone a clima temperato è micidiale. Accade che se si sta fuori poi dall'imperante presenza della Santa Romana Chiesa cattolica succeda che l'arrivo delle festività natalizie passi senza nessun tipo di eccitazione o aspettativa. Qui nascono dei e dee ogni giorno e vivere in un paese pagano con mille religioni e con il rispetto che si deve a tutte le religioni comporta una tolleranza visiva prima e interiore dopo che nell'insano Occidente non esiste proprio. Tutto ciò in modo sereno e poco variabile. Forse ha a che fare con il rispetto e forse ha a che fare con il senso di spiritualità che ognuno si porta dentro. Chi fa da sempre casino religioso sono le frange estreme, quelle da '&lt;span style="font-style: italic;"&gt;staiconmeocontrodime&lt;/span&gt;' quando magari uno non ha proprio voglia di stare da nessuna parte, non avendo una parte dove stare. E leggetelo pure in senso politico che mai come ora non mi sento di stare da qualche parte visto da molto lontano. Lo dico e scrivo molto serenamente. E le guerre accadono per fattori economici e basta e non prendiamoci mai in giro. Non lo dico e non lo scrivo serenamente che all'alba del terzo millennio  pare sfugga questo fatto a troppe persone.&lt;br /&gt;Accade poi che Maddalena benchè non cristiana, benchè non cattolica perché non battezzata ami in modo tutto suo il Natale.  Non perché questo rappresenti la Sacra Natività, ma per un motivo forse più formale (che non si confonda mai la formalità con la superficialità). Esiste  tutto il corollario di luci e di canzoni e di riti che il Natale porta con sè da rivalutare. Ovvio che ne abbia una visione distorta secondo l'etica cristiana. Ovvio che per lei il presepe non abbia fascino mentre l'Albero (pagano ricordiamoci) ce l'ha. Perché l'Albero ha le lucine. Quindi si è fatto shopping cercando decorazioni natalizie e l'Albero con le palline, i babbinatali tutti. Un po' viene la tristezza e un po' viene lo straniamento. L'Albero l'abbiamo trovato, con le lucine, i decori e le palline e l'abbiamo pure montato. Madda si è messa a fare decorazioni natalizie in giro per la casa ma fuori splende il sole e viaggiamo con la maglietta con le maniche corte. E che cazzo di Natale è senza la sciarpa e il cappotto e la neve? Insomma c'è qualcosa che mi sfugge. Non è proprio un post '&lt;span style="font-style: italic;"&gt;signoramianoncisonopiùllemezzestagioni&lt;/span&gt;'. E' un post sulla difficoltà di seguire regole, riti e abitudini in posti che hanno proprie regole, altri riti e diverse abitudini. Per dire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-8717487959704205518?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/8717487959704205518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=8717487959704205518' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8717487959704205518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8717487959704205518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/12/serenamente.html' title='Serenamente'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R2THyCYhjiI/AAAAAAAAAMY/FRGaAMTHcqM/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-4707908993746688519</id><published>2007-12-04T19:49:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T00:33:51.804+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='De rerum culinaria'/><title type='text'>Si son aperte le porte</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R1ZwWt9vJlI/AAAAAAAAAMQ/U5PzvJtz4kk/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R1ZwWt9vJlI/AAAAAAAAAMQ/U5PzvJtz4kk/s320/images.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140419560287970898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una settimana fa si son aperte le porte del ristorante 'Prego'. I commenti son favorevoli e si mangia bene (dicono gli altri). Il servizio è  strepitoso perché ci sono mille camerieri che puliscono pure la bocca dei clienti con il tovagliolo di Fiandra bianco un momento prima che gli stessi afferrino il bicchiere per portarselo alla bocca. Devo dire che andando in giro per i tavoli per presentarmi sorridendo affabile e cordiale, la prima domanda che mi fanno 'Di dov'è lei?'. (Non lo so, vorrei dire ma son educata e perciò rispondo compita) 'Sono italiana'.&lt;br /&gt;Fanno tutti la faccia stupita. 'Di dove? Italiana? pensi che avrei detto francese, tedesca, ma italiana...?'. Già la mia faccia dovrebbe essere lo stereotipo della mia non appartenenza etnografica alle terri italiche. Leggono il menù e mi guardano e commentano 'Non pare essere un menù italiano'. Respiro piano, lungo e silenzioso.&lt;br /&gt;Ora: ho messo il minestrone, la pasta e fagioli, la lasagna al pesto e soprattutto il ragù d'agnello con i paccheri, quest'ultimi son diventati come la bresaola, grana e rucola degli anni della Milano da bere. Un menù talmente banale da far rizzare i capelli in testi a qualsiasi critico enogastronomico d'un certo spessore.&lt;br /&gt;Ed è così che bisogna vedere l'India. Da lontano. Perché da vicino sembra che non abbiamo ben presente cosa sia la cucina italiana, proprio non ce l'hanno nella testa. E mi chiedo gli indiani cosa vogliono e dove stanno andando. Cosa credono di sapere e pensano di volere e cosa vorrebbero appoggiare sulla papilla gustativa. Mangiare per un certo tipo di persone non è più un atto quotidiano quando si entra nell'alta ristorazione. E' una storia che non m'ha mai preso. Lo dico con molta onestà: ci sono ristoranti meravigliosi che vorrebbero comunicare il mistero del cibo. Meglio di no. Meglio mettere la pasta e fagioli che fa andar via di flautulenza ben bene. Non l'ho potuta fare neanche come volevo: bella fissa con i rimasugli di tanti tipi di pasta che si mettono raccolti nel canovaccio e si battono finché diventano minutaglia.&lt;br /&gt;M'hanno richiesto una specie di brodaglia. Allora ho soffritto aglio in camicia, cipolla, sedano e un po' di pomodori, l'alloro e il pepe nero i fagioli borlotti. Ho aggiunto un bel po' di acqua e li ho ben bene lessati con la crosta di parmigiano (che non si butta via niente). Una parte l'ho passata al passaverdure con in buchi grossi. Le bucce le ho buttate (suvvia! non prendetela alla lettera, qualcosa si butta!) Una parte l'ho tenuta con i borlotti interi. Siccome avere i ditaloni rigati era un'impresa (siamo in India ricordatevelo) ho bollito le penne e le ho tagliate a rondelle grandi quanto i ditaloni. Perché se ci sono problemi bisogna risolverli che qui siamo come il cuoco di Faenza (che se non c'è si fa senza). E poi ho lessato pasta e passato insieme. Sul piatto di portata al centro nel coppapasta ho messo i fagioli interi con un pezzo di guarnizione di parmigiano di Bonati (24 mesi) e poi la pasta e il passato di fagioli. Ho deciso che siccome sono nordica la pasta e fagioli deve essere fatta con i borlotti. Altrimenti se sono suddista la faccio con i cannellini, il sedano e l'aglio. La versione nordica pare piaccia  assai. Il passato non è molto fisso come piacerebbe a me bensì brodoso 'ché gli indiani apprezzano perché a loro piace la brodaglia tutta.&lt;br /&gt;Il ristorante è partito e vi farò sapere come va. Ripeto pare bene. Ma tra tre mesi posso dare una statistica di venduto, di piaciuto, di omologazione, di standardizzazione, e di continuità.&lt;br /&gt;La pancia cresce. La fame anche. I cambiamenti sono laggiù. All'orizzonte. Per dire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-4707908993746688519?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/4707908993746688519/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=4707908993746688519' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4707908993746688519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4707908993746688519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/12/si-son-aperte-le-porte.html' title='Si son aperte le porte'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/R1ZwWt9vJlI/AAAAAAAAAMQ/U5PzvJtz4kk/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-8101231526792370282</id><published>2007-11-18T08:13:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T00:33:51.916+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='De rerum culinaria'/><title type='text'>Lontano da casa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rz_5j07354I/AAAAAAAAAMI/71_EBs0XRq8/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5134096494126163842" style="FLOAT: right; MARGIN: 0pt 0pt 10px 10px; CURSOR: pointer" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rz_5j07354I/AAAAAAAAAMI/71_EBs0XRq8/s200/images.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:verdana;" &gt;La storia del ristorante prosegue e devo dire che sono molto fiera della mia brigata, poi a tratti vogliono fare i creativi ma arrivo e censuro qualsiasi tentativo di fuorviare l'estetica e il sapore del piatto, e il rientro nei binari è immediato. Passa un po' di tempo e senza il costante e quotidiano controllo non ho ben capito come e perché, l'anarchia prende il sopravvento. Tutti i giorni arrivo in cucina (adesso la &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;mia&lt;/span&gt; cucina) e apro i frigoriferi. Ogni giorno una barzellletta. Quando arriva il sous-chef, lo prendo da parte e gli dico: ma è mai possibile che bisogna sempre stare a dire le stesse cose? com'è che non esiste ordine e pulizia? perché siete sempre così disordinati? eh? eh? sgranando l'occhione indifeso e allargando le braccine tipo &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;noncipossocredere&lt;/span&gt; biascico lamentosa e annoiata: perché mi mettete la cassa di basilico pulito e non lo proteggete mettendolo in un sacchetto che altrimenti si ossida e mi diventa tutto nero e tutta questa cassa è da buttare? eh? eh? quante volte ve lo devo dire?&lt;br /&gt;E lo sous-chef prende la brigata e si mette a urlare e a fare il culo a tutti mentre me ne vado via scuotendo la testa e mormorando in italiano &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;noncipossocrederenoncipossocredere&lt;/span&gt;, scontenta di fuori ma contenta dentro perché ovunque e dapertutto è sempre la stessa dannata storia e mai una volta che la vita mi sorprenda (sul lavoro, mica la vita vera: da quella arriva sempre una continua sorpresona!) pertanto il detto &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;tutto il mondo è paese&lt;/span&gt; vale daddio per me.&lt;br /&gt;Va da sè che oramai alla tenera età di 46 anni quasi nonna, ho assunto un atteggiamento d'inenarrabile sconsolatezza e di scuotimento di testa e di noia totale nel dover ripetere le identiche frasi ovunque, a qualsiasi longitudine. La ripetizione delle medesime cose viene spontaneo indi percui s'aprono lunghi file e mi dico 'spetta che apro questo' oppure mi rivedo su un mio personalissimo iutiubb il corto girato l'ora X il giorno X.&lt;br /&gt;La pulizia, l'igiene, il rispetto della catena del freddo, i frigoriferi, son cose che agli umani delle cucine non vengono spontanei. Soprattutto ai bipedi non-senzienti e la cui mamma è sempre (dico sempre) incinta. Idem in sala dove niente (N-I-E-N-T-E) viene naturale. Le regole sono regole e in particolare nel ristorante chic dove &lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;bisogna&lt;/span&gt; saper servire. Dove bisogna sapersi allontanare senza dar di spalle e inchinare senz'essere servili ma neanche troppo servizievoli. La naturalezza di gesti e di postura che non è dato a tutti di possedere (anzi quasi nessuno ce l'ha), è molto difficile far propri, e diventare un bravo cameriere è complicato assai. Interagire con il cliente in modo non ossequioso ma gentile, ed esserlo senza diventare formale, sorridere veramente e non stamparsi il sorriso finto...tutte cose non da poco. E' la parte più complicata del mestiere del cameriere: perché non si tratta tanto di saper spiegare il menù ma di essere accoglienti e cordiali, si tratta di comunicare bene un sapore e tutti in genere mi si fermano alla memorizzazione del menù e l'accoglienza la lasciano a casa loro. Come la parte più complicata del mestiere dello chef è mantenere la costanza e riuscire a riprodurre lo stesso piatto nell'identica maniera e sapore. Spiego e rispiego che il menù cambia sempre ma non cambiano la leggerezza, la delicatezza e la bontà di sapori. Insomma qui difficile è comunicare all'indiano medio le cui papille gustative sono brasate dalle quintalate di spezie piccanti e non, l'originalità del profumo e del sapore delle erbe aromatiche e la fraganza dell'olio extravergine d'oliva tipicamente italiani. Aggiungo che quando lavoro all'estero non posso importare tutto, per questioni di costi e di dazi. Pertanto a volte mi accontento di fare una cucina italiana media senza avere la possibilità di costruire bene un menù, sapendo di mio che ci sono prodotti i cui sapori manco lontanamente s'avvicinano all'origine e soprattutto ci sono prodotti che non potrò trovare e basta. E' inutile stare a disquisire su quale sia il miglior ristorante italiano all'estero: tutto dipende dalla fornitura e dall'importatore. Poi per frutta e verdura: lì si apre il devastante discorso del territorio, del suolo, della produzione locale, della metereologia, degli innesti e via dicendo. Trovo altrettanto inutile mettersi a disquisire di pomodoro se il pomodoro indiano è sciapo e insipido. Non c'è storia. Il &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;terroir&lt;/span&gt; non è una parola a caso. Tutti i cuochi italiani all'estero lo sanno assai bene, per l'impazzimento di trovare l'importatore giusto che non ti venda il peggio della produzione agroalimentare italiana perché alcuni produttori italiani non sono proprio delle oneste verginelle. Ci sono cose che proprio hai voglia a fare: il pane, la salsa di pomodoro, il pesto, il risotto...e non mi metto a parlare della zuppa di pesce o del brasato d'asina...Non vengono come a casa. Anzi stanno tanto lontano da casa da non sentirne più la nostalgia e da non rimbrembrare più il sapore originale.&lt;br /&gt;Per non dire della cucina vegetariana: l'incubo di ogni chef che si rispetti. Perché vuoi mettere un bel piatto con la fiorentina? se solo la spieghi a un indiano del sud ti guarda stravolto. Stai parlando di mangiare la vacca. Sacra! A Chennai di macellerie NON ne ho intraviste neanche mezza. Non ho idea di dove macellino gli animali come il pollo e l'agnello. La carne che ho mangiato qui mi ricorda la carne che mangiavo da piccola: dura, fibrosa, che la masticavo per ore e ore prima di poterla inghiottire. Era carne vera. A Chennai dove lo vado a trovare il filetto tenero e rosso? Se non esiste una macelleria come faccio a mettere il filetto nel menù? E' solo uno dei mille problemi a cui vado incontro e non vi sto a raccontare degli altri 'ché di sicuro diverrei noiosa e qui sto solo scrivendo un post. Per dire. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-8101231526792370282?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/8101231526792370282/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=8101231526792370282' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8101231526792370282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8101231526792370282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/11/lontano-da-casa.html' title='Lontano da casa'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rz_5j07354I/AAAAAAAAAMI/71_EBs0XRq8/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-3375932784844323425</id><published>2007-11-14T23:00:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T00:33:52.121+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mio ombelico'/><title type='text'>Le sparizioni e l'apparizione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RztIsuVp7MI/AAAAAAAAAMA/t84GkLYLTpw/s1600-h/Feto+-+004.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5132776133509115074" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; CURSOR: pointer" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RztIsuVp7MI/AAAAAAAAAMA/t84GkLYLTpw/s200/Feto+-+004.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Avevo trovato la collaboratrice domestica. Bravissima. La casa era splendida splendente e sembrava che andasse tutto bene. Un giorno Madda non si è più trovata dei soldi e io ho controllato ed erano sparite un po' di rupie. Mica tante. Per noi. Ma per un indiano uno stipendio mensile tutto. Madda si è incazzata. Non poteva crederci che le rubassero in casa. La mattina dopo le ho parlato e lei si è messa a piangere assicurando che mai e poi mai aveva rubato. Mentiva? Diceva il vero? Non so ma non sono riuscita a crederle e anche se non mi pareva il caso di licenziarla le ho spiegato che aveva tradito la nostra fiducia. Seppure la mia non era così importante, era con Maddalena che aveva un rapporto amicale e materno. Poteva tornare ma non sarebbe stato mai più come prima e si poteva far finta di nulla e si poteva chiudere un occhio ma il pensiero sarebbe rimasto persistente e il dubbio che non fosse persona di cui fidarsi sarebbe stato permanente fino a mettere le radici e non permettere l'instaurarsi di una buona e bella relazione. Se n'è andata e a me è rimasto il dubbio di non aver agito bene. Di essere stata giusta (forse) ma di non essere stata umana (sicuro).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;L'ho detto in albergo e m'hanno guardato tipo sei una deficiente. M' hanno spiegato come se fossi una creatura ingenua e pertanto di fondo demente che i soldi bisogna sempre chiuderli a chiave da qualche parte. Anche i gioielli che le donne delle pulizie rubano tutte. La giustificazione: 'sono povere'. Ho risposto: Certo, ma oneste si può pur esserlo o no? Di nuovo m'hanno guardato come fossi cretina. Se uno è così povero da morire di fame è assurdo essere onesti. L'onestà fa solo giungere prima alla morte. E poi l'avidità umana è infinita. Ora nuovamente siamo alla ricerca di una donna che ci dia una mano in casa. E v'assicuro non è così semplice.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;La bella novità è che Madda ha fatto l'ecografia morfologica. Tutto bene e sembra sia tutto normale. In India i medici non possono dichiarare il sesso del nascituro. Pare che fosse pratica comune abortire se fosse stata una femmina. A fronte del continuo infanticidio dal 1994 il governo indiano ha imposto il silenzio etico ai medici. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Gli strumenti ecografici sono molto più avanzatai di un tempo e ho visto apparire perfetta la faccia del piccolo alien. Stava tentando di dormire e sembrava un po' nervoso. Apriva e chiudeva la bocca continuamente. Scalciava e giocava. Era iperattivo. L'ha detto pure la dottoressa. Un po' troppo. Ha aggiunto che pesa 430 grammi. Circa. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;M'ha fatto impressione. Superficialmente. Mi ha emozionato. Profondamente. Mica per dire. Sul serio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-3375932784844323425?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/3375932784844323425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=3375932784844323425' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3375932784844323425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3375932784844323425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/11/le-sparizioni-e-lapparizione.html' title='Le sparizioni e l&apos;apparizione'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RztIsuVp7MI/AAAAAAAAAMA/t84GkLYLTpw/s72-c/Feto+-+004.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-1368181751304743854</id><published>2007-11-01T06:07:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T00:33:52.411+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mia Madras'/><title type='text'>La puzza e il profumo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RyoP2em2lPI/AAAAAAAAALw/BzrsQtwe3wM/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RyoP2em2lPI/AAAAAAAAALw/BzrsQtwe3wM/s400/images.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5127928554318107890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le puzze di Chennai stanno ammazzando Madda...o meglio siccome &lt;span style="font-style: italic;"&gt;di là&lt;/span&gt; non si ha ben chiara la visione della spazzatura, della sporcizia, della monnezza e delle scoazze, invece &lt;span style="font-style: italic;"&gt;di qua&lt;/span&gt; la si ha appieno, puzza tutto (a parte quando si passa davanti alle bancarelle delle fioraie). Madda continua a rimanere nauseata perché come ben si sa essere incinte ha  straordinarie ripercussioni sull'olfatto e sulla vista. Ovvio che la storia della monnezza la sta lentamente acquisendo. Gli spazzini arrivano a mezzogiorno nel caos della vita frenetica moderna, mica fanno il lavoro di notte. Perché mai dovrebbero? Comunque la raccolta differenziata non è come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;di là&lt;/span&gt; a cura del cittadino. Questi arrivano in pieno giorno e fanno la raccolta differenziata in diretta. Nel senso che svuotano i bidoni enormi, buttano tutto a terra e scelgono tra la monnezza quello che è deperibile (l'umido) e quello che non lo è. Il non deperebile lo lasciano per terra e arriverà dopo un altro camion a ritirarlo (dopo con i tempi indiani significa due/tre giorni dopo) e quindi  il cumulo di merda giace lì e poi sparisce per poi ricomparire e via dicendo.&lt;br /&gt;Tutto puzza. Nel contempo m'accorgo di quanto siamo viziati, poco tolleranti, igienizzati, paranoici su una sfilza di cose. Manco ce ne rendiamo conto. E' per questo che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;di qua&lt;/span&gt; si vive d'incensi. Mica sono scenosi e stilosi, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;di qua&lt;/span&gt; sono utili e basta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi però entri nelle case &lt;span style="font-style: italic;"&gt;di qua&lt;/span&gt; e davvero sono pulitissime, lindissime, accoglienti e profumate. L'arredamento è un po' così. Non proprio bello bello per dire. Non hanno il senso del design industriale. I mobili antichi (quelli che piacciono tanto a noi perché fa subito etnico) all'indiano ricco fanno orrore. Li trova brutti, pesanti e decadenti. E' potrei dire tipico di quelli che vogliono darsi arie di modernità. E' quella cosa d'allontanamento dalle proprie radici estetiche. Pertanto per mostrare quanto son moderni s'acquistano l'orrore prodotto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;di là&lt;/span&gt; oppure dalle fabbrichette in mezzo al nulla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;di qua&lt;/span&gt;. Nessun senso del bello vero. Non ancora. Ma ci arriveranno. Poi se vedi quello che hanno costruito nuovo scuoti la testa. Nessuna scuola di architettura degna di nota. L'antico è altra storia. Il moderno ancora non l'hanno compreso, digerito, fatto proprio. Il peggio degli anni 50/60 me li ritrovo qui. Dico il peggio. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Madda se ne va in giro contrattando con l' &lt;em&gt;oto (&lt;/em&gt;il triciclo Piaggio, un mito vero, ho deciso che ne voglio assolutamente uno!&lt;em&gt;)&lt;/em&gt; e lentamente le sta piacendo. Le piace contrattare. L'antica anima mediterranea che c'abbiamo iscritta nel DNA viene fuori. Vanno via come pazzi e mi rischia l'aborto ogni due secondi, non so com'è ma alla fine ci si abitua, ti metti a urlare &lt;em&gt;slow dawn&lt;/em&gt;, e questi rallentano e ti guardi in giro, quasi tranquillamente. Per dire.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Di là&lt;/span&gt;=Occidente (n.d.T.)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Di qua&lt;/span&gt;= Oriente (n.d.T)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-1368181751304743854?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/1368181751304743854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=1368181751304743854' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/1368181751304743854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/1368181751304743854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/11/la-puzza-e-il-profumo.html' title='La puzza e il profumo'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RyoP2em2lPI/AAAAAAAAALw/BzrsQtwe3wM/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-2530504080565021681</id><published>2007-10-21T08:09:00.000+02:00</published><updated>2007-10-21T17:15:51.211+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mio ombelico'/><title type='text'>Sulle scelte esistenziali degli adolescenti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo blog era nato con l'intento di scrivere di cucina e di storie di vita nella cucina. Diciamo che le storie di vita stanno prendendo il sopravvento.&lt;br /&gt;Qui non si ha nessuna voglia di aprire il dibattito sui &lt;span style="font-style: italic;"&gt;gggiovani&lt;/span&gt;&lt;span&gt; (nooo il dibattito nooo!!)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Perchè penso che le generazioni che si succedono da che la rivoluzione industriale è avvenuta siano profondamente diverse l'una dall'altra. Sono forse accumunate dalla storia sociale, dalla cultura comune, dalla stessa lingua e dall'identico territorio, ma sui &lt;span style="font-style: italic;"&gt;valori&lt;/span&gt; e in specie sulla dimestichezza dei cambiamenti e della valutazioni sul come far sopraggiungere il cambiamento rispetto al passato, ogni generazione è diversa.&lt;br /&gt;Il senso della famiglia per me (e molti della mia generazione) è soprattutto senso di affinità elettive (intendiamoci: appartenenza culturale) e di condivisioni quotidiane che generano affetto e amore. Siamo andati contro la famiglia tradizionale, non ci piaceva e l'abbiamo moltissimamente criticata, abbiamo fatto famiglie &lt;span style="font-style: italic;"&gt;altre&lt;/span&gt;, ma poi vai a vedere è sempre quella cosa lì:  appartenenza e convivenza. A me pare lampante che la generazione seguente rimetta in piedi quello che la generazione precedente ha tentato di stravolgere. Comunque rimane che ognuno ha una famiglia di provenienza il cui modello diventa vita crescendo.&lt;br /&gt;Non so se ho insegnato bene e di certo quello che ho insegnato viene quotidianamente messo in discussione e quindi di mio sbaglio a parlare di passaggio di informazioni e di insegnamento. Ma il fatto di avere una figlia di quindici anni che decide di voler fare un figlio m'ha fatto fermare e pensare. Insomma i dubbi di cui mi nutro sono diventati milioni di dubbi nuovi che mi si sono scaraventati addosso e ora c'è la lenta e sistematica digestione.&lt;br /&gt;E mi sono chiesta e guardata attorno del perché la nostra società non permette più agli adolescenti una scelta di vita DEFINITIVA come quella di fare un figlio. Di fatto si rimane adolescenti fino a quarantanni. Si potrà anche pensare che è naturale che avvenga avendo una vita media di ottantanni. Ma di fondo fare figli in età troppo giovane oggigiorno comporta una scelta assoluta ed epica. (E non pensiate mai che in India sia diverso. Non lo è per nulla. Il governo indiano sta tentando disperatamente attraverso una intensa campagna pubblicitaria il controllo delle nascite e nessuno vede di buon occhio una ragazza di famiglia bene far figli. Offre un pessimo esempio). Diciamocelo chiaramente: nessuno da nessuna parte nel mondo occidentalizzato e industrializzato vede bene una ragazzina fare figli. E' una scelta che potremmo definire da povertà estrema. O da credo religioso sempre estremo.&lt;br /&gt;Ora che Maddalena tra tutti noi sia sempre stata quella più tranquilla e responsabile,  (oserei dire molto più &lt;span style="font-style: italic;"&gt;vecchia&lt;/span&gt;) è un dato di fatto. Ma la sua scelta di fare un figlio mi ha completamente spiazzato e scosso. Ovvio che nessuno è stato contento. Una vera pazzia.&lt;br /&gt;Eppure...Eppure non ha scelto di farsi del male come spesso accade. Si potrebbe pensare che sia stata una scelta propositiva e positiva. Ma dipende da chi la guarda. Dipende dalla generazione e dalla cultura di ciascuno di noi. Diciamolo subito la mia famiglia si è riscossa e con estrema generosità e affetto ha accettato.&lt;br /&gt;A me piacerebbe vi fosse  rispetto per un'adolescente che non avrà la sua normale adolescenza e che sarà grande da subito. Poi io lo so dentro di me che queste sono le classiche cose che 'chi c'è c'è e chi non c'è non c'è'. Son quegli accadimenti che molti accettano e altrettanti se ne vanno via incazzati, per poi magari non parlarti più e quando muori dicono 'oh cazzo forse ho sbagliato!' . Non so se dipende dalla capacità di tolleranza del diverso che tutti ci trasciniamo dentro. Per quelli che ci sono e sono rimasti: qui si è un po'  frastornate, un po' impaurite, un po' malinconiche e un po' felici. E' la vita. E' una nuova vita.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-2530504080565021681?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/2530504080565021681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=2530504080565021681' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2530504080565021681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2530504080565021681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/10/sulle-scelte-esistenziali-degli.html' title='Sulle scelte esistenziali degli adolescenti'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-7895159449366356544</id><published>2007-10-16T20:11:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:52.568+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mio ombelico'/><title type='text'>Quando arrivò la tastiera con gli accenti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RxUJc020WuI/AAAAAAAAALo/C9Z4pbvjYm0/s1600-h/re212x8mX_20070312.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5122010542033361634" style="margin: 0px auto 10px; display: block; cursor: pointer; text-align: center;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RxUJc020WuI/AAAAAAAAALo/C9Z4pbvjYm0/s400/re212x8mX_20070312.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:georgia;"&gt;Un italiano non se la fa passare che le tastiere degli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;others&lt;/span&gt; non abbiano gli accenti. 'Sta cosa proprio fa pensare a quanto lontano da casa si stia. Così passo la vita a mettere l'apostrofo quando dovrebbere esserci l'accento e di certo non mi vien voglia di andare a cercare da qualche parte nella complicatezza word le belle vocali già accentate. Poi arriva la famiglia che nella fattispecie è rappresentata dalla figlia adolescente. Che si porta dietro il computer e la tastiera.&lt;br /&gt;La vita acquista un sapore diverso. La casa diventa casa e un po' mi fa sentire strana questa cosa di star lontano ma di trovarmi a casa. Quindi adesso ho la figlia e ho la tastiera con gli accenti. Madda è speciale. Ha quindici anni. E' la mia figlia speciale.&lt;br /&gt;E' incinta.&lt;br /&gt;E questa è un'altra storia che passo per passo miei cari piccoli lettori vi andrò a raccontare.&lt;br /&gt;Quando uno spara la cazzata che la vita riserva delle sorprese, ecco: certo non pensa mai a questo tipo di sorprese. Si vive alla giornata, non sapendo mai se il giorno finisce bene o male. Mettiamola giù così: per me è un giorno che finisce bene. Perché ho la tastiera con gli accenti. Certo. Perché non so cosa mi riserverà il domani. Certo. E perchè con me ho la mia figlia speciale. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-7895159449366356544?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/7895159449366356544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=7895159449366356544' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7895159449366356544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7895159449366356544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/10/quando-arriv-la-tastiera-con-gli.html' title='Quando arrivò la tastiera con gli accenti'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RxUJc020WuI/AAAAAAAAALo/C9Z4pbvjYm0/s72-c/re212x8mX_20070312.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-8644523609681005100</id><published>2007-10-06T18:30:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:52.716+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='De rerum culinaria'/><title type='text'>Quando arriva Babbo Natale</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RweDrG0W9TI/AAAAAAAAALQ/Xs0KwmrPqkE/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118204278117692722" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RweDrG0W9TI/AAAAAAAAALQ/Xs0KwmrPqkE/s400/images.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non ho mai ben capito come, ma capito sempre nelle cucine sfigate. Mi manca la qualsiasi e ogni giorno arrivando sul luogo di lavoro cosi' giusto per abbattere lo spirito, mi faccio interiormente l'elenco di tutte le cose di cui assolutamente ho bisogno e di cui senza non posso lavorare. Che so: manca l'abbattitore e senza quello mi sembra di non poter vivere, una roba da non credere come mi manchi l'abbattitore. Non ho il mixer professionale e faccio fatica ad usare quello normale che mi sembra di stare nella cucina della Barbie. Voglio sporzionare prendendo il peso e sottovuotare, ecco la macchina del sottovuoto non ce l'ho. Ed e' fondamentale averla. Tutto cosi'. Giorno dopo giorno e sta cosa e' sfinente. Il desiderio uccide. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi arrivo che devo aprire il ristorante, la cucina e' superstrafiga e mi faccio la lista di tutto quello che serve, con i cataloghi in mano mi parte il delirio di onnipotenza e ordino la ogni. Felice. E aspetto che arrivi il pacco dono. Quando arriva succede un casino infinito. Comincio a spacchettare tutto e mi sembra che sia arrivato Babbo Natale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ieri sono arrivati i pacchi e sono stata circondata dell'intera brigata che mi si e' affollata attorno e son partita con lo show. Lentamente estraevo gli oggetti dall'involucro, attrezzatura dopo attrezzatura, ed era tutto un ahh, ohh di meraviglia, di stupore. Sono apparsi sguardi di invidia e di concupiscenza. Tutti toccavano tutto, si strappavano di mano il cucchiaio, il mestolo, lo scavino, il coltello, il timer, il termometro. Un inferno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma questa andata sono stata furba. Ho ordinato i doppioni in modo che la meta' dell'attrezzatura potesse andare nella cucina centrale. L'ho detto. E' scoppiato il caos. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con fierezza impugnavano lo spremiaglio che non hanno mai visto e posseduto, e accennavano a passi di danza quando il mixer da immersione grande e grosso e' andato alla banchettistica. Lo brandivano a mo' di spadone e cantavano e ballavano. Un manicomio felice. Tutti lo volevano e lo desideravano. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Significa in termini di ore lavorative un risparmio enorme e una fatica alleggerita. In cucine come questa, enorme ma ben poco attrezzata, strapiena di persone, mi ricorderanno di sicuro solo perche' ho ordinato il mixer. Fondamentale. E davvero a me la cosa fa solo piacere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ecco: quando arriva Babbo Natale la faccia degli umani e' uguale a tutte le latitudini. E' quella roba che ci fa ritornare bambini solo per un secondo, il secondo dell'attesa mentre si sta spacchettando. Quel senso di anticipazione che poi diventa felicita'. Ho anche scoperto che la tecnologia piace a tutti. Non ce n'e'. Piace vedere che una macchina fa quello che un uomo s'annoia a fare. Specie se si sta nelle cucine, dove il lavoro noioso e' sommato mille volte maggiore al lavoro creativo. E quelli che dicono che la cucina e' una roba creativa non hanno mai cucinato per mille persone. Sul serio. Mica per dire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-8644523609681005100?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/8644523609681005100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=8644523609681005100' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8644523609681005100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8644523609681005100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/10/quando-arriva-babbo-natale.html' title='Quando arriva Babbo Natale'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RweDrG0W9TI/AAAAAAAAALQ/Xs0KwmrPqkE/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-4298202051188760298</id><published>2007-10-02T09:13:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:52.922+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mia India'/><title type='text'>Il compleanno di Gandhi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RwH6cXyQXJI/AAAAAAAAALI/70bV9AH2DRU/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5116646016997678226" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RwH6cXyQXJI/AAAAAAAAALI/70bV9AH2DRU/s400/images.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Stanno tutti in giro a piedi nudi a festeggiare il compleanno di Gandhi. Oggi e' festa nazionale e in giro c'e' poco traffico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pare un giorno speciale. Non credo che l'India esisterebbe come entita' nazionale se non ci fosse stato Gandhi. Era un uomo minuscolo, magro e sorridente. Filava tutti i giorni attivita' che lo rilassava assai. Credeva che il lavoro manuale formasse la dignita' della persona. Penso sia diventato un personaggio famoso a livello mondiale non tanto per la posizione pacifista di non-violenza, ma perche' ha professato un credo egualitario in un sistema che mai lo era stato. Trasporto' l'idea egualitaria dei cristiani e dei sikh agli induisti. E riusci' attraverso il suo esempio a influenzare il cammino verso l'uguaglianza se non sociale almeno ideologica. Pensare di poter essere uguale ad un altro essere umano spiritualmente e legalmente e' di fatto l'idea piu' difficile da accettare e fare propria, perche' la natura di suo non e' democratica e perche' il sopruso viene spesso spontaneo. Gandhi fu un capo spirituale prima che politico d'importanza capitale. Non tanto per il concetto di lotta d'indipendenza dall'Impero britannico ma per la profusione del concetto di uguaglianza sociale che in India mancava e manca tuttora. Fu un uomo dal carisma religioso che divenne politico e come tutti i capi con eccessivo carisma ebbe una fine epica. Venne ucciso e divenne mito. E' doveroso che tutta la moneta indiana porti la sua effigie. Rappresenta la materia che Gandhi mai disdegno'. E' altrettanto doveroso che un giorno all'anno il continente indiano si ricordi di lui. Rappresenta lo spirito del ricordo. Alla fine fu un uomo che insegno' la fierezza e l'umilta' al proprio popolo, due qualita' che unite hanno sempre affascinato gli umani, perche' rarissimamente convivono. Quando accade l'umano si sublima e diventa altro. Diventa eroe.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-4298202051188760298?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/4298202051188760298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=4298202051188760298' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4298202051188760298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4298202051188760298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/10/il-compleanno-di-gandhi.html' title='Il compleanno di Gandhi'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RwH6cXyQXJI/AAAAAAAAALI/70bV9AH2DRU/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-2605615604979643408</id><published>2007-09-28T07:32:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:53.130+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mondo a parte'/><title type='text'>Le tuniche cremisi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RvycSHyQXII/AAAAAAAAALA/f6UT46ZwkVI/s1600-h/250px-Myanmar_monks2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5115135111927454850" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RvycSHyQXII/AAAAAAAAALA/f6UT46ZwkVI/s400/250px-Myanmar_monks2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quaggiu' guardo sempre la Bibbissi. Sto guardando gli spari ai &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Buddhism_in_Myanmar"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;monaci&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; che vanno protestando per le strade di Rangoon (Birmania). Per cosa? Noi occidentali pensiamo per la democrazia, per la liberta', per tutte quelle minchiate che fanno subito &lt;em&gt;dicoquellochevogliocomevoglio&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ecco: anche no.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'Oriente non ha questa visione egocentrica ribellistica e rivoluzionaria. Laggiu' non hanno avuto le due rivoluzioni che storicamente hanno formato la nostra democrazia: quella francese e quella d'Ottobre. L'Oriente ha avuto dei passaggi di persone che hanno cambiato impercettibilmente il senso della stratificazione sociale, ma non il senso dell'individuo che non possiede il nostro ego. In Oriente chi comanda e' il gruppo, la casta, il clan, la famiglia. Le persone che ne stanno a capo fanno gli interessi del gruppo. Altrimenti vengono spodestati. Ovvio che la modernita' e Mtv stanno cambiando la mentalita'. Ma ci vorranno ancora due generazioni affinche' il senso dell'individuo s'instauri nella testa dell'orientale medio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In Oriente perche' un contadino prenda le armi e si incazzi bisogna che: ci siano state tre carestie di seguito, i raccolti siano andati tutti a puttane, che i figli maschi si siano ammalati e poi morti e che sia rimasta viva solo la figlia femmina oltretutto cieca e rachitica, che la moglie sia impazzita di dolore e che sia diventata improvvisamente sterile, che tutto il villaggio stia morendo di fame e i pochi uomini abili non riescano a trattenere la rabbia. Allora il contadino si alza e impugna le armi. Per andare a morire, nella speranza che il giro di esistenza seguente gli vada meglio. Perche' la vita in Oriente non ha molto peso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si sa questo tipo di rivolte vengono soffocate nel sangue. Mi si fara' notare che in Occidente come in Oriente le rivolte dei contadini sono sempre fallite . Che i contadini hanno quella cosa chiamata fatalismo, senso della terra, dell' inamovibile, delle stagioni che si' passano ma leggere e sempre uguali. Perche' il contadino non e' fatto per la guerra, ma per la pace e per coltivare la terra con cui ha uno stretto legame vitale, e se combatte perde. &lt;/div&gt;Se non si capisce questa cosa si fanno discorsi inutili e senza senso. In Birmania i gruppi sociali sono tre: contadini, monaci, militari (guerrieri), intellettuali e mercanti sono talmente pochi che non hanno un degno peso sociale. I contadini sono il gruppo piu' numeroso e sono per la maggior parte analfabeti. I monaci dalle tute cremisi che dovrebbero pregare chiusi nei templi sono da anni ai ferri corti con i militari per una questione economica (le donazioni dei credenti come riso e pochi denari vengono sequestrati attraverso le tasse dai soldati e questa lenta spoliazione ha eroso pian piano il rispetto del proprio potere). La fame dei monaci e' diventata uguale alla fame dei contadini. Che le tuniche cremisi siano uscite dai templi per evocare liberta' di parola e di pensiero, ecco: anche no. Sono usciti dai templi perche' nulla hanno da perdere. Perche' da sempre i monaci buddhisti quando al potere ci sono i militari (guerrieri) perdono il proprio di potere e le stragi compiute durante i secoli nei confronti delle tuniche cremisi sono state enormi. Quindi guardo compassionevole il lago rosso che avanza e credo che nulla potranno i monaci dalle tuniche cremisi contro i guerrieri dalle armi pesanti. Credo che nessun occidentale si renda conto di quanto un orientale riesca a sopportare, a cui non interessano le parole piene di straordinario vuoto come liberta', democrazia e fregnacce varie. Se i crampi della fame si fanno sentire, si fanno rivolte e ribellioni. Altrimenti si sta a casa a coltivare la terra e a crescere i figli.&lt;br /&gt;Da tempo immemorabile in Oriente funziona cosi': se hai un'idea forte che riesca a superare il sistema precedente vinci, altrimenti perdi* e lo sa bene &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Aung_San_Suu_Kyi"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Aung San Suu Kyi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, guarda caso figlia di un generale, che ha studiato e vissuto in Occidente e che ha quindi una vera idea della democrazia. Aggiungo una nota a margine: (questa roba mi ha sempre sorpreso) quanto le nostre universita' in quest'ultimo secolo abbiano influito nella formazione culturale di tanti capi orientali di battaglie 'democratiche' nei propri paesi (penso a Gandhi, a Ho Chi Min, alla stessa Aung San Suu Kyi e tanti altri che in Occidente hanno studiato). Insomma qualcosa riusciamo ad esportare in modo degno e buono.&lt;br /&gt;Le tuniche cremisi si sono mosse e a me ricordano i monaci che si bruciavano in piazza ad Hanoi e a Saigon. Stanno combattendo per il prezzo della benzina che la dittatura ha innalzato a livello paurosi. Quanto viene un barile di petrolio? Son tanti, son bravi, son morti.&lt;br /&gt;Ma si sa: la speranza quella e' sempre l'ultima a morire e si lotta assieme affinche' il primo ministro Aaung San Suu Kyi eletto a furor di contadino ritorni ad essere libera perche' in lei i monaci hanno riposto la speranza di ritornare ad avere il rispetto del proprio potere. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;*Miei cari piccoli lettori a scanso di equivoci: vincere=cambiare in meglio e/o uscire dalla merda&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;perdere= rimanere nella merda come prima&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-2605615604979643408?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/2605615604979643408/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=2605615604979643408' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2605615604979643408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2605615604979643408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/09/le-tuniche-cremisi.html' title='Le tuniche cremisi'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RvycSHyQXII/AAAAAAAAALA/f6UT46ZwkVI/s72-c/250px-Myanmar_monks2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-5280221047473414467</id><published>2007-09-23T07:19:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:53.330+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mia Madras'/><title type='text'>Le fioraie di Chennai</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RvfsXXyQXHI/AAAAAAAAAK4/mIWdCNcM2xA/s1600-h/gelsomino5.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 310px; height: 322px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RvfsXXyQXHI/AAAAAAAAAK4/mIWdCNcM2xA/s400/gelsomino5.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5113815788168436850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Da piccola quando mi chiedevano: "Cosa vuoi fare da grande?" rispondevo "La fioraia".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ora questa particolare domanda che le persone alte sempre rivolgono alle persone corte* a me pare assai assai demente. Bisogna essere particolarmente idioti per ritenere che un particolare desiderio di una persona corta possa valere per un'intera lunga esistenza. Pare ovvio che quando la persona corta diventa persona alta i desideri d'un tempo vanno scemando per acquisirne altri ben piu' materiali ed evanescenti. Le aspettative di una persona corta sono illimitate e' vero. Ma a breve termine. Sono i tempi lunghi a &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;non &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;essere in sintonia con le persone corte. Va da se' che con l'avanzare degli anni le persone corte s'allungano diventando persone alte. Eppura la persona corta che e' stata non svanisce, anzi, alberga &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;nascosta &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;in un angolo, e bizzarramente a volte ritorna disinvolta sotto i riflettori della memoria della persona alta. Se il ricordo del mio &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;lontano &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;passato scolastico non m'inganna Pascoli parlava del 'fanciullino', del bimbo che vive dentro di noi. Fanciullino che spesso facciamo languire a furia di stenti materiali. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Succede che mentre cammino &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;per le strade di Chennai &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;(continuo infatti imperterrita nelle mie azioni &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;cineticamente &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;peripatetiche) m'imbatta sovente nei recessi di strade trafficate in  donne splendidamente coperte da sari colorati d'oro e gialli smaglianti che infilano fiori di profumato gelsomino, oppure piccoli crisantemi gialli per inanellare corone da donare agli dei chiusi nei templi  alle loro spalle.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Vicino casa ho scoperto una bancarella con la fioraia piu' minuscola dell'universo. Pare Pollicina. Va da se' che tutti i giorni passandole davanti acquisto una sua corona di gelsomini. La fioraia Pollicina e' minuscola con due enormi gioielli al naso a forma di fiori sgargianti e appartiene a un'era antica e ha un'eta' indefinita. Non e' vecchia bensi' anziana, ha gli occhi sereni e senza tempo. Sta con in piedi nudi appoggiati alle ruote della sua bancarella, sotto il sole battente e se capita una pioggia scrosciante tira fuori un ombrello bucherellato per continuare imperterrita il suo lavoro paziente e aggraziato. Ci sorridiamo sempre, le passo le rupie e allegramente mi offre la coroncina. Ora ci siamo accordate che la pago una volta a settimana. Miei cari letttori &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;a scanso d'equivoci &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;non essendo una socialista anni'80 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt; do i soldi in anticipo che non ho cuore di farmi addebitare il conto. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ve ne sono ovunque di fioraie sulle strade di Chennai. E son sempre ordinate, i capelli ben pettinati in lunghe trecce inanellate da corone di bianchi gelsomini profumati, il sari piegato a regola d'arte, le mani che si muovono eleganti e svelte nell'infilare i fiori uno dietro l'altro mentre il profumo che di fronte a loro si leva lascia storditi. Le bancarelle sono un piccolo mondo a parte nel caos che ovunque circonda il centro, sono un universo ordinato, pulito e profumato, gentile e femmineo, preciso e accurato. Cosi' mi sono affezionata alla mia fioraia Pollicina che sempre sta vestita di sari verdi, gialli e rosa sgargianti perche' il nero non le si addice.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt; E se dovessero chiedere alla persona corta che tuttora staziona lieve dentro di me "Cosa vuoi fare da grande?", di sicuro tornerebbe alla luce e sussurrebbe ancora "La fioraia".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;*si ringrazia &lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" href="http://emmebi.blogspot.com/"&gt;Emmebi &lt;/a&gt;della fulminante definizione di bambino= persona corta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-5280221047473414467?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/5280221047473414467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=5280221047473414467' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5280221047473414467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5280221047473414467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/09/le-fioraie-di-chennai.html' title='Le fioraie di Chennai'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RvfsXXyQXHI/AAAAAAAAAK4/mIWdCNcM2xA/s72-c/gelsomino5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-3933082669241316754</id><published>2007-09-20T08:07:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:53.463+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mia Madras'/><title type='text'>Welcome to India</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RvIYCcMuaVI/AAAAAAAAAKw/g3Y7j6uSobU/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5112174957227305298" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RvIYCcMuaVI/AAAAAAAAAKw/g3Y7j6uSobU/s400/images.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il tempo e il suo senso e' intrinseco in ciascun individuo come percezione sensoriale e come percezione visiva. Vale a dire: il passaggio da una stagione ad un'altra vien percepito, il passaggio da un'era a un'altra un po' meno. Il passare delle ore stessa storia. Dipende a che latitudine si e' nati e cresciuti. L'Oriente rispetto all'Occidente possiede un diverso senso e percezione del tempo. Sul senso del tempo la cultura occidentale e quella orientale si scontrano duramente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;GM al telefono: Ieri ho parlato con il responsabile dice che la cucina sara' pronta domani. Voglio la verita'. Domani e' venerdi'. Quando sara' pronta?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io bisbigliando malvagia: Anche una settimana fa hanno detto domani. Domani cosa significa per voi? Per me domani e' venerdi'. Mica il venerdi' seguente della settimana che verra'.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;GM indiano: Fatemi capire! Io qui ho davanti la nostra cuoca italiana. E a noi costa un capitale. E' assolutamente frustrata. Il mio boss m'ha detto che cosi' non si puo' andare avanti. Stiamo perdendo soldi tutti i giorni per via del vostro ritardo. Ora voglio sapere quando ci consegnerete la cucina. Quando? la domanda e' semplice. Molto semplice. Voglio una risposta precisa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con abile mossa attacca il vivavoce e la risposta e':&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Guardi noi stiamo facendo tutto il possibile, la consegna dipende da cosi' tanti fattori e...&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;GM alzando la voce: Tanti fattori?! Vi abbiamo spedito la lista di tutte le cose che dovevate mettere a punto. Due settimane fa. Ora fatemi capire cosa avete fatto in due settimane? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Abbiamo avuto dei problemi, e stiamo verificando che&lt;/em&gt;... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;GM interrompendolo incazzato: La voglio qui nel mio ufficio alle 4 di questo pomeriggio. Voglio sapere quando ci consegnerete il ristorante. Siete in ritardo di due mesi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Oggi non posso, sono a Bangalore&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;GM perde la calma: Lei e' a Bangalore e io sono all'inferno. Qui mi stanno facendo pressione da ogni parte. Si metta nei miei panni. Mi dite una cosa e ne fate un'altra, ditemi la verita' perche' e' due mesi che stiamo andando avanti a cazzeggiare! qual'e' il problema? Avete un problema?Fatemene partecipe. Fatemi capire che problemi avete a finire il lavoro. Non avete personale? Non avete gente competente? Fatemi capire il problema. Almeno si tenta di risolverlo assieme. Cosi' non e' possibile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io crudele sussurante: Quando pensa che possiamo aprire? A Natale?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;GM annuisce e ripete urlando: Quando apriamo? A Natale? Giusto per avvisare tutte le persone che la compagnia sta pagando a gratis, che sta aspettando ad entrare al ristorante per lavorare e farci riprendere i soldi che la sua ditta ci sta facendo perdere!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;No sir no, la cucina la diamo tra due giorni&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il GM dondola la testa perplesso: Due giorni? e sbatte giu' il telefono. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci guardiamo e mi dice: &lt;em&gt;Welcome to India&lt;/em&gt;. Mi metto a ridere. E penso: e' il senso del futuro. E' quel senso che sfugge completamente a tutto l'Oriente. La lingua stessa non ha una declinazione precisa per il futuro. Hanno variazioni di condizionali sulle varie statistiche possibilita' che potrebbero capitare a ciascuna persona. Nessun coinvolgimento diretto su progetti precisi. Si fanno delle cose e si portano a termine. Quando? Con tranquillita'. Domani. Ma mica veramente domani. Un giorno della settimana seguente, magari il mese prossimo. L'anno dopo. Vedete voi. Il domani non ha la stessa valenza che ha per un occidentale che possiede nel dna una precisa tabella di marcia rappresentata da ore che scorrono e minuti che traghettano sul lido di una precisione cronometrica. Ecco quella roba chiamata orologio, il suo marcare minuti e ore qui non ha nessuna valenza. Certo l'orologio c'e' anche qui. Ma e' un bell'oggetto d'arredamento. Bisogna ricordare ogni minuti cosa bisogna fare il minuto seguente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quindi io e il GM ci siamo accordati su una strategia del tipo: ogni giorno vado dal lui a rompere le palle. Tutti i giorni lui prende il telefono e fa una scenata al malcapitato di turno. Poi si scrive durissimamente una email (che va bene la responsabilita' diretta ma si fa capire che qui nessuno sta giocando), poi si prende di nuovo il telefono e si chiama il Generalissimo Manager Supervisore e si trascorre con lui una mezz'ora circa lamentandosi copiosamente di come la situazione per quanto possibile sia sotto controllo, ma che la ditta edile sta facendo quello che gli pare e piace nonostante le urla e gli strepiti. Poi si prende di nuovo il telefono e si chiama il responsabile della suddetta compagnia edile e si fa un'altra parte e via cosi'. La perdita media ogni mattina e' di circa due ore. Io e il GM ci stiamo prendendo gusto. Gli altri stanno mormorando che ci sia grande accordo tra noi e m'hanno informato che lui e' sposato. Ho risposto: Meglio. Hanno sghignazzato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Welcome to India. &lt;/em&gt;Eppure a me sembra un copione che ho gia' visto da qualche altra parte. Non so, ma a me sembra un po' tutto cosi' -come potrei definire-&lt;em&gt;: italiano?!&lt;/em&gt; Sembra di stare a casa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che l'efficienza del Nord del mondo si fotta! Mica per dire. Sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-3933082669241316754?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/3933082669241316754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=3933082669241316754' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3933082669241316754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3933082669241316754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/09/welcome-to-india.html' title='Welcome to India'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RvIYCcMuaVI/AAAAAAAAAKw/g3Y7j6uSobU/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-8452433859215879645</id><published>2007-09-18T13:13:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:54.621+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mia India'/><title type='text'>Il ristorante italiano</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Ru_Cwv4opoI/AAAAAAAAAKo/1f8dHlPrs6U/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5111518244832323202" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Ru_Cwv4opoI/AAAAAAAAAKo/1f8dHlPrs6U/s400/images.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Uno dice: ma cosa vai in India a fare? la sconvolta di turno?freakhippypeace&amp;amp;love&amp;amp;makkiappounsaccodiacidi&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;peresserevicinoallalunaconShiva&amp;amp;Ganesh? Ecco anche no, sto ad aprire un ristorante che si chiamera' Prego. E vi prego non dondolate la testolina abbattuti, come ho fatto io suscitando grasse risate. Non ho ancora capito come mai mi trovino cosi' divertente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il ristorante non e' il mio e faccio la magica consulenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bisognerebbe fare un lungo discorso sul come la cucina italiana sia diventata tanto di moda, e soprattutto tanto di tendenza. Poi vai in India e t'accorgi che la cucina italiana e' rivisitata ovvio in chiave indiana. Piccantissima, agliatissima, piena di panna. Nei menu' appare sempre la fatidica fettuccina Alfredo. Per chi non avesse consuetudine dei menu' &lt;em&gt;italiani &lt;/em&gt;all'estero: la fettuccina Alfredo e' un must. E' quel piatto che pochissimi italiani conoscono (a parte i romani)che si son inventati gli americani prendendo spunto dalla Trattoria Alfredo dove pare siano state inventate: fettuccine condite con burro e parmigiano (variante pecorino romano). Appena sbarcate a Niuyorke son decollate in tutti i menu' d'oltreoceano: fettuccine immerse nel burro, tanta panna e pochissimo vero parmigiano. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ecco in India uguale. Gran burro, gran panna, tutto bello besciamelloso, tant'aglio, tanta cipolla, tantissimo peperoncino. Che non sia mai che la papilla gustativa s'abitui alla delicatezza dei sapori mediterranei. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'India e' la terra delle spezie. Lo sappiamo da sempre. Un genovese per spezzare le reni alla Repubblica di Venezia parti' per cercare una nuova rotta per le Indie per trovare il modo piu' breve e veloce per importare le spezie che erano oro, moneta sonante, mercati giganteschi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il mediterraneo ha la cultura delle erbe aromatiche ed e' una cultura che abbiamo solo noi. Chiedo la salvia; e ti fanno la faccia strana (se chiedo la nepitella che faccia faranno?). Costa tantissimo. Il clima mi si dira'. La richiesta del mercato mi si aggiungera'. Queste terre monsoniche piene di umidita' dove solo certe piante crescono e resistono e fioriscono son problematiche per le nostre erbe. Il basilico ligure e' complicato. Va meglio quello campano che non e' buono per fare il pesto genovese. La menta va bene. Il timo gia' e' un problema. Io che vivo di erbe aromatiche faccio fatica a usare quintali di aglio e cipolla, che sempre devono essere usate con parsimonia. Non e' solo questione di alito, ma di equilibrio di sapore. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per non palare delle verdure. Qui non ci sono vulcani, qui il suolo e' diverso. Il sapore delle verdure che questo suolo riesce a dare e' sciapo. E' troppo delicato. Si comprende pertanto l'uso e l'abuso di miscugli di spezie: bisogna insaporire tutto. Anche per questioni igieniche chiaramente, perche' il piccante da sempre viene usato nelle regioni calde come antisettico e antibatterico, e' la prima prevenzione alle malattie. Si intuisce che l'umido monsonico abbia ripercussioni sul corpo umano che suda tanto ed e' appiccicoso assai. La cucina indiana viene in soccorso tant'e' salsosa e liquamosa. Inoltre l'acqua e' scarsa (vi sono immensi prolemi di approvigionamento idrico in tantissime zone dell'India rurale), pertanto la broda va per la maggiore. Quaggiu' nel Tamil Nadu la cucina e' particolarmente piccante. Piante di curry e noci di cocco, le milioni varieta' di piccantezza. Alla fine le mie papille sono rimaste brasate. Certo e' tutto molto buono. Assolutamente buono. Ma sto attendendo con ansia l'apertura della cucina del ristorante che ci consegneranno a breve per farmi una pasta. Semplice: pomodoro e basilico. Non ci metto neanche l'aglio, solo il sale di Sicilia che mi son portata dietro e un ottimo olio extravergine. Mi rattristo al solo pensiero che il pomodoro indiano non abbia preso il sole quello di 'osoooolemioooo...avete presente vero?&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-8452433859215879645?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/8452433859215879645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=8452433859215879645' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8452433859215879645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/8452433859215879645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/09/il-ristorante-italiano.html' title='Il ristorante italiano'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Ru_Cwv4opoI/AAAAAAAAAKo/1f8dHlPrs6U/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-9071752613967495020</id><published>2007-09-15T07:05:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:54.772+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mia Madras'/><title type='text'>I marciapiedi di Chennai</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rutu_f4opmI/AAAAAAAAAKY/cH2clvpy9iU/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5110300239351817826" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rutu_f4opmI/AAAAAAAAAKY/cH2clvpy9iU/s400/images.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come sempre quando arrivo in una citta' nuova ho tendenze peripatetiche. Orsu' capitemi. Mi piace passeggiare con il naso all'insu' e guardare, osservare, immergermi nell'atomosfera.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Capita credo a tutti i viaggiatori. Appena ho annunciato 'andiamo a piedi' si son messi a sghignazzare e m'hanno detto 'no no no, si va con il taxi, si usa la macchina, il triciclo, la moto, la bici ma a piedi non sia mai!'.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma ieri ho preso e mi sono fatta il giro attorno alla zona dell'abergo, pieno centro per intenderci e ho capito perche' s'eran messi a ridere. C'erano una volta i marciapiedi a Chennai. Ora non ci sono piu'. O meglio ci sono ma sono stravolti dalle piante centenarie, dai lavori in corso (che in India non finiscono mai, si' lo so anche in Italia!), dalle macerie, dalle scoazze/rumenta/monnezza/pattume, che ricoprono ogni centimetro quadro degli antichi maciapiedi che intuisco essere stati costruiti dagli inglesi, e che poi gli indiani dal giorno dell'indipendenza sessantanni fa, non hanno piu' rinnovato e ritenuto necessari di manutenzione. E il traffico: tutti che vanno a una velocita' al limite del folle scartando e srombazzando. E i tricicli: una banda di guidatori pazzi che si divertono a frenare, strombazzare, fare giravolte, e scartare a destra e a sinistra appena un minuscolo spazio si manifesta di fronte. Insomma per chi non l'avesse capito i marciapiedi di Chennai fanno schifo. Come gia' detto esistevano, ora non piu' e si e' costretti a camminare e girovagare tra macchine, biciclette, moto e tricicli in pieno impazzimento. Ho capito perche' tutti si lamentano civilissimamente del traffico, ma se capita loro di essere alla guida di un qualsiasi mezzo diventano d'improvviso una banda di pazzi corridori che vogliono fare le gare di formula uno, senza averne capacita', merito e titolo. Insomma ogni abitante di Chennai ha la straordinaria tendenza ad essere schizofrenico. Gentilissimo e civilissimo fuori dall'abitacolo, si trasforma in un maniaco al volante. Tutti, ma proprio tutti. Da morire di paura ogni qualvolta si sale sul triciclo. Per chi ama le montagne russe, inutile spendere i propri soldi, basta prendere un passaggio su un qualsiasi triciclo. Magari alla fine piacera' assai e tra un attacco isterico di risate e bestemmioni e imprecazioni, ci si scoprira' particolarmente creativi perche' di certo le risate saranno alte ma il fiorilegio di imprecazioni che uscira' dalla bocca, avra' sfumature nuovissime e modernissime. Per dire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-9071752613967495020?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/9071752613967495020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=9071752613967495020' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/9071752613967495020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/9071752613967495020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/09/i-marciapiedi-di-chennai.html' title='I marciapiedi di Chennai'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rutu_f4opmI/AAAAAAAAAKY/cH2clvpy9iU/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-701976329347871131</id><published>2007-09-13T15:27:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:54.998+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mia Madras'/><title type='text'>2007. L'arrivo a Chennai</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RulDtJPZdmI/AAAAAAAAAKQ/ZDRufqrQ0_0/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5109689695082215010" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RulDtJPZdmI/AAAAAAAAAKQ/ZDRufqrQ0_0/s400/images.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho lasciato il Taj Mahal con una stretta al cuore e mentre salivo nel taxi ne ho sentito un piccolo strappo, quasi mai piu' dovessi rivederlo. Come se il Taj Mahal fosse diventato d'improvviso casa mia. E quando l'aereo si e' alzato dal suolo la vertigine interiore e' diventata spessa. Cosi' ho compreso che lasciare Mumbai mi ha pesato e che tutti i drammatici cambiamenti che si sono susseguiti in quest'estate, nel futuro mi perseguiteranno e di sicuro sconvolgeranno la mia esistenza. Nel bene. Per carita'. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di certo miei piccoli cari lettori vi andro' a raccontare cos'e' avvenuto nel mio piccolo privato. Ma non ora. Invece lasciatemi raccontare della mia nuova e definitiva annuale destinazione: &lt;a href="http://www.tajhotels.com/Luxury/Taj%20Coromandel,CHENNAI/default.htm"&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;Taj Coromandel&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;a Chennai.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La citta' prima era conosciuta come Madras. La citta' venne di fatto fondata dalla Compagnia delle Indie, ora e' la citta' capitale dello stato Tamil Nadul che ha una propria lingua e una propria cultura. Possiede un'industria cinematografica di tutto rispetto con una parte della citta' piena di studios, la produzione e' diversa da quella di Bollywood ma importante quasi quanto, sforna non i capolavori ma film di serie B. E' quindi popolarissima. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Rispetto a Mumbai e' piccola: solo 6 milioni di abitanti. E' piena di verde, caotica, trafficatissima e tutti si lamentano del delirio stronbazzante tra tricicli targati Piaggio, motociclette e automobili scassate, eppure...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Eppure nonostante il traffico allucinante, e' umanamente molto calorosa e simpatica. Una vera gioia per gli occhi per i suoni e i colori. Innumerevoli le foggie e i costumi dei sari e soprattutto innumerevoli i gioielli indossati. Le diversita' tra pelli di diverso colore e i milioni di odori e in particolare quelli di carry e noci di cocco e' straniante. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se si va verso Marina Beach l'acqua fa abbastanza schifo ma sembra di stare sull'Adriatico riminense, l'atmosfera e' quella, un pienone di gente, famiglie, bambini, danzatrici e suonatori. E le casette che danno sulla spiaggia con un bizzarro mix architettonico che va dal francese, al portoghese fino al britannico, che quasi mi fanno sentire un po' a casa nonostante da casa sia lontanissima. Chennai ha inoltre un'enorme citta' studi ed e' famosa per le arti, la danza e la musica. Famosa per essere una citta' intellettuale. Qui risiede l'universita' piu' importante dell'India: il Mit di Chennai che sta sfornando un'intera generazione che rivoluzionera' le sorti di questo travolgente paese. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si va in giro con la sensazione che in Italia si sia fermato il tempo leggendo in rete i giornali e i blog e mi rendo conto di quanto siamo piccoli e lenti. Come se fossimo saliti su un calesse tirato da un cavallo malato e stanco. Mentre questi indiani viaggiano veloci, strombazzando per farsi spazio. Viaggiano sul triciclo e' vero. Ma son veloci, cazzo se son veloci! Mica per dire. Sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-701976329347871131?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/701976329347871131/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=701976329347871131' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/701976329347871131'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/701976329347871131'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/09/2007-larrivo-chennai.html' title='2007. L&apos;arrivo a Chennai'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RulDtJPZdmI/AAAAAAAAAKQ/ZDRufqrQ0_0/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-1979143708418971838</id><published>2007-08-17T15:36:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:55.103+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mia India'/><title type='text'>La gita all'isola</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RsWsMtuDQdI/AAAAAAAAAJA/xBAw3--EfWA/s1600-h/elephanta.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5099671487498109394" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RsWsMtuDQdI/AAAAAAAAAJA/xBAw3--EfWA/s400/elephanta.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Finalmente il giorno libero e allora son uscita dalla prigione dorata. Mi sento sempre fuori luogo. Meglio mi sembra di avere la saudade: quel senso sottile di nostalgia e di non appartenenza a nessun luogo. Neanche al proprio, se mai ci sono luoghi interiori propri. Volevo andare all'isola Elephanta (si chiama cosi' non perche' ci sia l'elefante) dove ci sono le grotte con dentro delle bellissime statue induiste. Giunta all'imbarco mi hanno assalito mille indiani che proponevano mille articoli senza senso e sono giunta al battello, dopo aver acquistato il biglietto. 250 Rupie. Per gli indiani 50 rupie.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora la gita all'isola: salita sul battello il mare era grosso, soffiava un sacco di vento e il traghetto anni '20 rollava che non sto a raccontare. Sulla barca straripante di donne coloratissime e cicciotte (che tutte ste fighe indiane in giro io mica ancora le ho viste, sono tutte molto curate, carine, e cicciottelle, in Asia magro fa povero e miseria. Magro e' brutto e difatti il magro qui e' denutrito e basta. Il ciccio fa benestante. Il Buddha e tutte le statue induiste son cicciottelle mica stanno anoressiche!) e di alcuni fragili esempi razziali di bianchi sfigati (tra cui mi ci metto anch'io) hanno attaccato una musica assordante, che agli indiani la musica piace sempre e a tutto volume. Un popolo di canterini e ballerini. Cantano e ballano sempre (anche sul lavoro, dondolano la testa, sorridono, appaiono di un'incoscienza infantile da seria vergogna). Siamo scesi dopo un'iterminabile viaggio in cui il traghetto pareva dovesse affondare da un momento all'altro sull'isola. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Due donne freak si sono avvicinate chiedendo rupie per farsi fotografare. C'era un trenino fatiscente su cui sono inconsultamente salita che mi ha trasportato sferragliando rumori assordanti fin sotto le pendici della collinetta su cui una ripida scalinata invitava a salire alle grotte. Tutta la scalinata era colma di venditori ambulanti che vendevano la qualsiasi di oggettame. Sono stata circondata per un breve tratto da piccole scimmiette, che a dirla tutta m'hanno fatto abbastanza schifo. Uno dice "carine le scimmiette!!" nonono erano zozze, piene di pulci, spelacchiate, urlanti e orrende. Giunta sudata,bagnata e bestemmiante (che la scalinata pareva non dovesse mai finire e stava scrosciando anche il pratico acquazzone monsonico) ho pagato il biglietto per entrare nella grotta. 200 Rupie. Per gli indiani 5 rupie. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora sta cosa che se sei bianco straniero, turista e similia ti fanno pagare un cifrone mentre all'indiano no, a me pare un po' una vaccata. Il prezzo non e' politico. A me pelano, agli indiani chiedono la miseria, ma io sono emigrante qui! Mica faccio la figa nell'ashram meditativo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La grotta? Bellissima. Niente da eccepire. Ci stavano Shiva e le sue tre emazioni, la coppia Shiva-Parvati che si sposano e ballano (che qui danzano sempre, credo di averlo gia' detto) poi un sacco di altre statue scolpite nella roccia. Tutto buio e scuro, antico. Quasi che le paurose tenebre stiano sempre al margine della luce e della gioia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono uscita e mi sono incamminata lungo un sentierino che portava ad altre grotte e le ho trovate. Tutte vuote. Sono stata fulminata dalla visione ad una visita al British Museum a Londra e ho capito dove erano finite tutte le statue belle e antiche. Inutile venire all'isola. Si va dritti a Londra perche' il meglio l'han preso loro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E mi sono ricordata del film e del libro "&lt;a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788804492979/FORSTER-EDWARD-M/PASSAGGIO-IN-INDIA.html"&gt;&lt;span style="color:#ffcc99;"&gt;Passaggio in India&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;". Che se non avete letto vi prego di leggere e di vedere. Sono uscita e mi sono comprata la statuina di Ganesh e di Shiva e le tre emanazioni bellebelle e ho contrattato sul prezzo che tanto mi hanno ciullato istess (sempre per il solito discorso che' quello che chiedono a me e' sempre centuplicato rispetto a quello che chiedono al compatriota). Donato i miei denari, sono scesa e son stata di nuovo circondata dalle scimmie urlatrici (brutte e schifose) e mi sono fatta il molo a piedi che non avevo cuore di salire sull'orrido e rumorosissimo trenino. L'acquazzone era terminato e spirava un forte vento. Sono risalita sul traghetto. Il viaggio di ritorno e' stato infernale uguale, ma ero contenta seppur stanca. E all'isola Elephanta val la pena di farci un salto. Mica per dire. Sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-1979143708418971838?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/1979143708418971838/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=1979143708418971838' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/1979143708418971838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/1979143708418971838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/08/la-gita-allisola.html' title='La gita all&apos;isola'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RsWsMtuDQdI/AAAAAAAAAJA/xBAw3--EfWA/s72-c/elephanta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-738277452055035261</id><published>2007-08-15T07:02:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:55.252+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mia India'/><title type='text'>Esser grandi uomini non vuol dire  essere grandi genitori</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RskcIO9tEFI/AAAAAAAAAJI/J4KaxjxuyyM/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5100638980755230802" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RskcIO9tEFI/AAAAAAAAAJI/J4KaxjxuyyM/s400/images.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oggi 15 agosto ricorre l'anniversario dell'indipendenza indiana. E sono sessantanni che l'India e' diventata una nazione. Gli indiani hanno la certezza che la loro nazione sia ricca. Ed e' vero. L'India ricordiamocelo e' stata sempre ricca, la spoliazione delle risorse e' avvenuta con il colonialismo. Lentamente stanno risorgendo dalle ceneri. Un po' come l'araba fenice.&lt;br /&gt;E' stato il 15 agosto che Ghandi mise freno ai disordini scoppiati tra la comunita' musulmana e quella induista. Furono giorni pieni di sangue e uccisioni. Il Mahatma prego' e fece lo sciopero della fame e riusci' a far cessare il fuoco. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho ascoltato oggi in mensa mentre si mangiava tutti assieme &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lata_Mangeshkar"&gt;Lata Mangeshkar&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, la piu' famosa cantante indiana, un mito nazionale. Durante la &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sino-Indian_War"&gt;guerra Indo-cinese &lt;/a&gt;canto' una canzone che tutti gli indiani conoscono. Nehru il padre politico dell'India quando la senti' pianse perche' la canzone era intrisa di doloroso ricordo per i propri caduti alle frontiere, sui monti piu' alti del mondo. E quest'anno questa canzone l'ho ascoltata ovunque. E la sapevano tutti e la gorgheggiavano tutti.&lt;br /&gt;Sono riuscita a vedere un film appena uscito nelle sale: &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0459293/"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Gandhi, mio padre&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;. Il figlio maggiorenne vorrebbe diventare avvocato contro l'opposizione del proprio padre che invece lo vuole idraulico, sarto o quantaltro e non fa il proprio dovere di figlio e segue la propria via e tenta di conquistare la liberta'. Viene pertanto cacciato dal padre e non si rivolsero piu' la parola. Il figlio mori'  ubriaco e povero negli slum di Bombay. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il padre era Ghandi. Stiamo parlando del Mahatma (la grande anima), il mito pacifista per eccellenza, che in questo film viene sottilmente messo in discussione. Perche' si puo' essere la grande anima ma come genitore si e' un fallimento. Si puo' essere un grande uomo ma e' meglio non averlo come padre. Si puo' fare il proprio meglio, ma la vita riserva altro. I figli riservano altro. Perche' sono persone diverse e hanno esigenze e pensieri diversi. Spesso vivono lontanissimi dai desideri e dalle speranze dei loro genitori. Lo sappiamo tutti che Ghandi fu un uomo immenso. Ma qui si racconta che come genitore fu un fallimento. E' come se la sfera pubblica superasse quella privata e quando succede l'infelicita' dei propri famigliari e' segnata nel destino. Lo sappiamo quanto l'armonia e l'amore nelle famiglie sia  una rarita'. Nelle famiglie ci sono sempre dei piccoli meccanismi che non funzionano. Piccole parole che mai vengono dette. Non ci sono formule magiche. Si sa: l'amore e' terribile quando diventa incomprensione. E questo film lo racconta bene. Quanto sia stato difficile amarsi tra un figlio normale e un grande uomo. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-738277452055035261?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/738277452055035261/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=738277452055035261' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/738277452055035261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/738277452055035261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/08/esser-grandi-genitori-non-vuol-dire.html' title='Esser grandi uomini non vuol dire  essere grandi genitori'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RskcIO9tEFI/AAAAAAAAAJI/J4KaxjxuyyM/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-4628368043125717909</id><published>2007-08-12T06:23:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:55.442+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mia India'/><title type='text'>Dell'essere italiani all'estero</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rr_krb-KoBI/AAAAAAAAAI4/8PHDxaO8cg0/s1600-h/10092979.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5098044738100699154" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rr_krb-KoBI/AAAAAAAAAI4/8PHDxaO8cg0/s400/10092979.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando si varca le frontiere si tende ad assumere due atteggiamenti: l'insicuro si traveste da ipernazionalista, l'esterofilo si nasconde sotto le vesti di internazionalista. Nonostante cio' l'italiano medio si riconosce di primo acchitto, pertanto il detto &lt;em&gt;una faccia: una razza&lt;/em&gt;, e' perfetto. Lo si riconosce dalle scarpe, dall'abbigliamento, dalla pettinatura e dall'alto vociare. Che se non si fa casino e si non gesticola con orrendi effetti non si e' italiani dentro. Gli stranieri ci riconoscono per le scarpe, per l'alto vociare, per le manie enogastronomiche: il caffe' (ma e' una brodaglia sporca, mica ci sta un caffe' vero qui?) , la pasta (ma e' scotta che schifo!! la pasta la voglio al dente! Al dente!), l'acqua minerale gasata (Ma la San Pellegrino? come la Perrier? e che ci sta solo la Perrier qui?). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al Taj Mahal dove dovrebbero venire quelli che i soldi ce li hanno, dove dovrebbero venire i signori con alto senso dell'educazione, ci si imbatte nella tipologia imprenditoriale. Tale tipologia si contraddistingue per l'esser maniaca di gadget elettronici dall'altissimo livello e all'ultimo grido (che non sia mai essere fuori moda!) e per l'alto vociare perche' far sapere subito quanto si sta investendo, come e in che campo denota sicurezza e virilita', in modo che altri imprenditori possano essere schiantati da tanta mascolinita'. Rimane comunque che l'alto vociare contraddistingue tutti gli italiani. Se per caso sussurrano bisogna stare veramente attenti. Ci sono sotto scandali e segreti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Osservandoli da fuori si comprende quanto l'Italia sia provincia di ben altri imperi. Una piccola provincia che si e' dedicata alla consumazione di beni di lusso. Il senso del lusso l'italiano lo coltiva con innegabile precisione. Bisognerebbe aggiungere a onor del vero che il lusso non fa signore. Semplicemente trentanni di benessere hanno ridotto l'italiano medio alla fantastica convinzione che possedere oggetti di lusso sia avere animo signorile. E gli indiani che sono signori dentro: sorridenti, disponibili, gentili anche se cialtroni osservano gli italiani con spietato umorismo. Rimaniamo tuttora ancorati alla trilogia: mafia, mandolino e spaghetti. Negli ultimi ventanni sono stati soppiantati da Armani, Ferrari, Bulgari, Barilla. Dolce&amp;amp;Gabbana qui non sono nessuno. Non so se sia fortuna o meno, ma non avere troppa gente marchiata sulle mutande da' un senso di conforto. In India vige ancora un senso di pudore sull'esposizione della propria biancheria e l'ombelico anche se non e' coperto dal sari non e' la mutanda. Per dire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-4628368043125717909?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/4628368043125717909/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=4628368043125717909' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4628368043125717909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4628368043125717909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/08/dellessere-italiani-allestero.html' title='Dell&apos;essere italiani all&apos;estero'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rr_krb-KoBI/AAAAAAAAAI4/8PHDxaO8cg0/s72-c/10092979.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-6877500099987012124</id><published>2007-08-03T09:16:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:55.661+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mia India'/><title type='text'>Humour indiano</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RrQS_r-KoAI/AAAAAAAAAIw/1rWwuEiGMAc/s1600-h/2473,1113964267,1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5094717963807399938" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RrQS_r-KoAI/AAAAAAAAAIw/1rWwuEiGMAc/s320/2473,1113964267,1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oggi ho deciso che gli indiani son simpatici.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo svariate telefonate la signora sta quasi piangendo: "Lei non capisce, devo organizzare il matrimonio di mia figlia, e' importantissimo che parli con lo chef X."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tento di calmarla dicendole " La faremo richiamare dallo chef X, non si preoccupi"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Piangente: "Ma lo sto cercando da quasi un mese!! come facciamo? La prego!"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Paziente "Adesso e' in riunione, la faccio richimare, non si preoccupi"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Piu' tardi incontrandolo "Chef guardi che l'ha chiamata due volte stamane, sembrava a pezzi, stressatissima, sull'orlo di una crisi di nervi"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pacioso, tranquillo e sorridente "Non devo mica sposarmi io!"&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentre stavo nell'ufficio del Personale per sbrigare le pratiche burocratiche per avere la carta d'identita' annuale, faccio conversazione con i simpatici personaggi che vi stazionano apparentemente senza nulla fare se non prestare la massima attenzione alle mie richieste e poi salta fuori che uno conviviale dica: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"L'anno scorso sono stato in Italia, a Roma e a Venezia. Roma mi e' piaciuta un sacco. Venezia ecco c'avrei da ridire, ho speso 100 euro per andare in gondola e l'acqua stava uno schifo di sporcizia. Orribile!"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ribatto tanto per far polemica "Ma veramente l'acqua marrone ce l'avete anche qui a Mumbai"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Appunto: prendo la barchetta e mi faccio un giro qui a Mumbai, mica spendo 100 euro per andar sull'acqua zozza" &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chiaccherando sempre in allegria chiedono ragguagli sulla mia provenienza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Mio padre e' del nord vicino a Venezia (Venice), mia madre invece e' di Napoli (Neaples pronunciato &lt;em&gt;nepols&lt;/em&gt;)"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Uno dei vari ragazzi esclama" Ah viene dal Nepal!"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sbarro gli occhi mentre gli altri cominciano a sghignazzare come pazzi e quello che e' stato in Italia dice " Non gli faccia caso viene dal villaggio, da adesso lo chiameremo &lt;em&gt;Nepale'&lt;/em&gt; (il nepalese)"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;e continuando la chiaccherata sulla sua incredibile esperienza in Italia "Ho bevuto dell'ottimo vino bianco"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Rispondo "Al nord si produce un ottimo vino perche' c'e' una lunga tradizione..."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;M'interrompe e ispirato rivolgendosi al ragazzo " &lt;em&gt;Nepale' &lt;/em&gt;hai sentito? Al Nord una lunga tradizione: com'e' il vino bianco di Katmandhu? Buono?!"&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-6877500099987012124?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/6877500099987012124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=6877500099987012124' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/6877500099987012124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/6877500099987012124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/08/humour-indiano.html' title='Humour indiano'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RrQS_r-KoAI/AAAAAAAAAIw/1rWwuEiGMAc/s72-c/2473,1113964267,1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-4172415559120596571</id><published>2007-08-01T07:07:00.001+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:55.880+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mia India'/><title type='text'>Bello e dannato</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5093682095005016050" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RrBk4L-Kn_I/AAAAAAAAAIo/MsvEm4GjJIg/s320/actgal3274.jpg" border="0" /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Questa e' una bella storia e la racconto. Perche' c'e' Bollywood, perche' c'e' la mafia, perche' ci sono i terroristi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Lui si chiama Sanjay Dutt. Ha 48 anni e la vita gli e' stata generosa e crudele (come lo e' in genere la vita mi si dira'). I fatti si svolsero nel lontano 1993 e allora aveva 34 anni ed era nel pieno del suo successo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Prima lui un gran bel ragazzo, era giovane, era ricco ma soprattutto era figlio dei due attori piu' famosi dell'India. Forse non resse la pressione dei media, della fama, dei flash, del bel mondo, fatto sta che inizio' a farsi come un dannato e fini' per frequentare le solite brutte compagnie. I genitori non credettero a tanta sfortuna e pensarono che il copione potesse essere cambiato. Tentarono di recuperarlo e lo fecero ricoverare in una famosa clinica di disintossicazione del Texas. Ma nel mentre la madre mori' di tumore al pancreas, gettando l'India in un lutto quasi nazionale. La madre si chiamavama &lt;/span&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nargis_Dutt"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Nargis&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;ed era bellissima. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Il ragazzo non resse al dolore e di nuovo si strafece. Eppure l'India continuo' ad amarlo e Bollywood lo fece lavorare e il regista Subhash Ghai nel 1993 lo diresse in un film che tutti gli indiani conoscono a memoria: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Khal_Nayak"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;color:#cc0000;"&gt;Khalnayak &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;una bella storia di mafiosi, dove lui faceva il cattivo della situazione. Gli indiani lo adorarono come avevano adorato i suoi genitori, nonostante fosse su tutte le cronache in quanto tossico e dannato. E continuava a frequentare brutte compagnie. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Nel 1993 la Storia a Bombay prese il sopravvento e scoppio' una bomba in un treno e morirono 250 persone. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Sanjay Dutt che frequentava brutte compagnie fece un piacere a un amico, gli nascose in casa pistole e un Ak56. Fu arrestato poco dopo per una soffiata con l'accusa pesantissima di di favoreggiamento d'atti terroristici e possesso illegale di armi. S'era scoperto che quelle armi appartenevano a coloro che avevano rivendicato la strage del treno. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Si fece due anni di prigione. Venne rilasciato e inizio' una lunghissima battaglia legale. La piu' lunga della moderna storia indiana. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Intanto la sua vita privata venne di nuovo sconvolta dalla morte della moglie per metastasi al cervello, moglie che l'aveva molto aiutato nella sua riabilitazione.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Il lunghissimo processo come sempre accade divise il paese tra innocentisti e colpevolisti. Rischiava dai 4 ai 12 anni di reclusione. E finalmente ieri la corte ha deciso: l'ha condannato a 6 anni di prigione per possesso illegale di armi e a una multa di venticinquemila rupie. La sentenza e' stata esemplare perche' vuole far vedere una nuova India che va oltre la corruzione e il potentissimo crimine organizzato molto legato al terrorisimo internazionale. Sanjay ha detto:"14 anni fa ho fatto uno sbaglio" e il giudice Kode ha risposto:"Tutti fanno degli sbagli, ma l'elemento di criminalita' in te e' incurabile". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Ne e' seguita una drammatica conversazione fino alla conclusione delle parole del giudice Kode:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;"Non perda la fede. Lei e' il numero uno nel suo campo. In questi 10 anni si e' comportato bene anche durante i processi...Dovrebbe essere come Gregory Peck nel &lt;em&gt;L'Oro dei McKenna. &lt;/em&gt;Qual'e' stato l'ultimo film di suo padre? &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Munna_Bhai_M.B.B.S."&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Munnabhai&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;! Come suo padre ha recitato bene sino ai suoi ultimi istanti, cosi' dovrebbe fare lei. L'ho condannata a sei anni ma tenga presente che ne ha gia' scontati due, ne mancano quattro e passeranno in fretta. Non perda la fede'.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;Gli occhi di Sanjya si sono riempiti di lacrime. Il ruolo di cattivo non gli riesce piu' bene. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;E le caterve d'acqua del monsone lavano via le puzze di Mumbai.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-4172415559120596571?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/4172415559120596571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=4172415559120596571' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4172415559120596571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/4172415559120596571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/08/bello-e-dannato.html' title='Bello e dannato'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RrBk4L-Kn_I/AAAAAAAAAIo/MsvEm4GjJIg/s72-c/actgal3274.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-6057605077883046244</id><published>2007-07-30T07:20:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:56.131+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mia India'/><title type='text'>The peace of mind</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rq7DaL-Kn6I/AAAAAAAAAIA/f0jltS7AF8c/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5093223083260157858" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rq7DaL-Kn6I/AAAAAAAAAIA/f0jltS7AF8c/s320/images.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Alle tre del pomeriggio tutti gli chef responsabili delle varie cucine si riuniscono nella loro saletta e mangiano tutti assieme. Si fa il punto della situazione, si scherza, si ride e si chiacchera. Gente che si conosce da 15 anni minimo. Gente che se ha viaggiato ha sempre comunque lavorato per la stessa compagnia. La cosa vista da fuori ha un che di impressionante. La Piccolacuoca sempre salottiera chiede della loro vita, domanda da dove vengono, delle famiglie, del loro lavoro e sono tutti molto disponibili a parlare degli affari propri che poi sono gli affari della famiglia a cui veramente appartengono: la Taj. Non ci sono molti segreti e se ce ne sono lo conoscono tutti. Vi e' la sensazione che appartengano a una classe privilegiata, a un club ben raccolto e unito nonostante le differenza d'eta', al fatto che condividano lo stesso lavoro, gli stessi orari e le stesse responsabilita' e che li unisca in uno spirito di gruppo molto vistoso. Lo si comprende subito che esistono legami sociali saldissimi tra loro e sono legami di primaria amicizia e solidarieta'. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Quando ho chiesto quali fossero i veri benefici di lavorare in un posto come il Taj Mahal Hotel mi e' stata data una risposta estrema:&lt;/span&gt; &lt;span style="FONT-STYLE: italic;font-family:times new roman;" &gt;The peace of mind&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;La Piccolacuoca ha aggrottato la fronte che quando si parla di spiritualita' le parte un sottile senso di confusione. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;E loro come sempre gentili si sono subito affrettati a spiegare:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Guardati attorno, ti sei fatta un giro per Mumbai? Hai visto cosa c'e' fuori? Qui dentro c'e' il fatto di essere sicuri, di sapere cosa si sta facendo, di stare tranquilli, e anche se non si e' pagati tantissimo, anche se si lavora come pazzi, anche se per arrivare qui si percorre ore di traffico e casino, quando si entra sul posto di lavoro stiamo tutti bene. E' la pace della mente la cosa che ci unisce. Sappiamo cosa c'e' fuori. E' abbiamo deciso che e' meglio stare qui. Molto meglio.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;Una mattina la Piccolacuoca voleva farsi un giro per le vie della citta' perche' dopo una settimana chiusa nel grande e opulento albergo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;si sentiva&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt; come la principessa in una prigione dorata. Quando ha detto che voleva farsi un giretto le hanno sbarrato gli occhi spaventati e le hanno detto &lt;em&gt;'nonono mad'm we give you a&lt;/em&gt; &lt;em&gt;car with a driver'&lt;/em&gt;. L'autista gentilissimo l'ha scorrazzata per il centro di Mumbai. Si e' visto la casa di Gandhi, la lavanderia di Mumbai che pareva un quadro dell'antica Roma, con i lavandari che sbattevano i panni in piccole vasche colme di sapone e acqua e li appendeva a lunghe cordicelle colorate per distinguerli e riportarli alle varie laundry sparse per la citta', il museo e la stazione e tanti quartieri tra grattacieli splendenti e palazzi fatiscenti. Per quanto si possa costruire bene, l'umidita' distrugge tutto, e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;ogni anno &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;il monsone spazza via capanne e baracche di cartone e lamiera che immancabilmente sorgeranno di nuovo fino alla stagione successiva il tutto anche in pieno centro, e bimbi tanti, tanti, tutti affamati e denutriti, tra madri bambine che passavano chiedendo la carita'.&lt;br /&gt;Lo si e' osservato attraverso i finestrini di un'auto con l'aria condizionata come calati in una specie di documentario senza suoni, come l'analisi fredda mentre si guardano i batteri al microscopio.&lt;br /&gt;Solo al rientro si e' capito come doveva esserci rimasto Siddharta quando fuggi' di notte dal palazzo e ando' per le vie della citta'. Una sensazione di dolore e ansia soffocata dal rimpianto che nulla si puo' fare se non cambiare vita e fare il samaritano, oppure mettersi a meditare per tralasciare le passioni affinche' non si venga trascinati dal senso di colpa per altri &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;sfortunati &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;esseri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;E si e' compreso il senso di cio' che gli chef andavano spiegando con la frase &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;The peace of mind&lt;/span&gt;. Perche' fuori di qui giace l'orrore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-6057605077883046244?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/6057605077883046244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=6057605077883046244' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/6057605077883046244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/6057605077883046244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/07/peace-of-mind.html' title='The peace of mind'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rq7DaL-Kn6I/AAAAAAAAAIA/f0jltS7AF8c/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-1030648616316103552</id><published>2007-07-27T07:38:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:56.417+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='the trip'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mia India'/><title type='text'>Come inizia una leggenda</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RqmrHL-Kn5I/AAAAAAAAAH4/LbwqkkAp76k/s1600-h/gatewayofindia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5091788993680023442" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RqmrHL-Kn5I/AAAAAAAAAH4/LbwqkkAp76k/s320/gatewayofindia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Tata&lt;em&gt;ji&lt;/em&gt;, parsi ricchissimo e sorridente, ben curato e vestito con eleganza vistosa, si presento' un caldo e umido pomeriggio di primavera di Bombay, sulla soglia dell'albergo Watson's per prendere un te' e stare tranquillo seduto a chiaccherare d'affari con altri gentlemen suoi pari. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Ma il portiere lo guardo' distolse in fretta il viso che non aveva cuore sapendo chi era di negargli nulla benche' facesse un segno garbato d'allontanarsi dall'uscio. Tataji, parsi ricchissimo e sorridente, non capi' subito a chi si riferisse e tranquillo prosegui'. Una schiera di servitori gli si fece incontro e Tata&lt;em&gt;ji&lt;/em&gt;, parsi ricchissimo e sorridente, senti' che il suo sorriso pacioso si stava via via congelando in un'atmosfera di gelido e disprezzante distinguo. Il mondo dei bianchi inglesi gli stava dicendo che lui non era persona gradita e che l'accesso a gente come lui era vietato. Si giro' e s'allontano'. Si sedette sulla carrozza e si fece portare a casa. Non parlo' e ne' accenno' alla cosa in famiglia. Semplicemente decise che avrebbe costruito il miglior albergo di tutti i tempi, un tempio ricchissimo il cui unico colore ben accetto fosse stato quello delle banconote e non quello della pelle. L'albergo sarebbe stato un suo personale Taj Mahal e cosi' lo chiamo' difatti e che avrebbe guardato il mare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Adesso accanto all'enorme complesso hanno tirato su anche una torre. Un totale di 600 stanze, ci lavorano 2000 persone e ci sono 9 ristoranti. Tra cui &lt;em&gt;Wasabi&lt;/em&gt; uno dei migliori giapponesi dell'Asia. Dal &lt;em&gt;Sea Lounge&lt;/em&gt; le cui finestre s'affaciano sulla baia mentre si fa colazione si guarda &lt;em&gt;The Gateway of India&lt;/em&gt; che sorge davanti al mare marrone e i bastimenti e le petroliere vanno e vengono. Un patio bellissimo all'interno offre riparo dalla calura e la piscina fa da corredo, dietro ci sono una spa e davanti una lunga galleria di boutique. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Colpisce comunque la bellezza che oltrepassa il concetto di lussuosita' del complesso, si rimane piuttosto abbagliati dalla disponibilita' degli esseri umani che vi lavorano. Sono gentili. Tutti. Non esiste un cameriere scontroso. Sorridono sempre e risolvono qualsiasi problemi uno possa avere. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Da cosa nasce una leggenda? non saprei. Forse sta nel fatto della quantita' di gente che vi lavora e dalla quantita' di soldi che una tale struttura smuove, dalla banchettistica e dall'allure storico. Di certo Tata&lt;em&gt;ji,&lt;/em&gt; parsi ricchissimo e sorridente pensava a questo. Ed e' cosi' che mentre la sua salma bendata alla maniera parsi giaceva nel Tempio del Silenzio e i corvi banchettavano delle sue carni terrene il suo spirito guardava allora e osserva sereno tuttora il Taj Mahal crescere e risplendere lucente, mentre il Watson's ha chiuso i battenti molto molto tempo fa&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-1030648616316103552?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/1030648616316103552/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=1030648616316103552' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/1030648616316103552'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/1030648616316103552'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/07/come-inizia-una-leggenda.html' title='Come inizia una leggenda'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RqmrHL-Kn5I/AAAAAAAAAH4/LbwqkkAp76k/s72-c/gatewayofindia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-493204260949912766</id><published>2007-07-20T16:41:00.000+02:00</published><updated>2007-07-22T07:59:02.773+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='the trip'/><title type='text'>Il viaggio della Piccolacuoca</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Diario di bordo 18 luglio 2007&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. La Piccolacuoca non dorme tutta la notte in preda all'angoscia. Insomma va in India e bisogna darle atto che non e' un posto che lei conosce a menadito. Chiude gli occhi alle 5 e 35 e si svegli alle 6 e 45. Sveglia la figlia e l'ex-marito. Entrambi le hanno promesso l'assoluta presenza all'aereoporto. Ci si accorge di essere in estremo ritardo e si passano i seguenti 15 minuti sull'auto a fare ginkane manco fosse un relly. Si arriva alla stazione per prender il trenino che porta in Malpensa e d'un tratto la Piccolacuoca si accorge di non avere soldi liquidi e di non sapere il pin della propria carta di credito. Non fa niente si prende il treno al volo. Corre voce ci sia lo sciopero dei controllori di volo e l'aereoporto di Malpensa e' strapieno. Dopo un'ora di coda si arriva al check in. La ragazza del desk prende il passaporto e la stampata del biglietto on-line. Digida i codici e mi guarda sorpresa. Ridigita e poi agrotta la fronte. La Piccolacuoca inizia ad avere una leggera restrizione dello sfintere. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;La ragazza del desk: Ma le hanno cancellato due volte il nome e qui non risulta che lei oggi possa partire!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;La Piccolacuoca: Prego? Sgrana l'occhio sconvolta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;La ragazza del desk: No, inoltre c'e' anche un'overbooking su questo volo quindi anche se la metto in lista d'attesa non credo possa partire oggi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;La Piccolacuoca: Cosa vuol dire che non parto? Devo essere a Mumbay questa sera mi stanno aspettando! Devo andare a lavorare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Parte lo sclero della Piccolacuoca.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;La famiglia attorno tenta di sdrammatizzare dando inutili consigli: telefoni, non ti preoccupare, parti domani, non fa niente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;La Piccolacuoca abbranca il cellulare e digita in modo furioso i numeri del Taj Mahal. Risponde un'indianina molto cortese ma molto stordita e passano tipo tre minuti, cade la linea perche' e' chiaro che il credito e' finito. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;S'inizia una sorta di balletto. Non ci sono telefoni, invece ci sono, non ci sono le schede telefoniche internazionali, invece ci sono, non ci sono i soldi ma forse si trovano. Si passa la seguente mezzora per capire come funziona la carta telefonica internazionale e alla fine la Piccolacuoca sfinita parla con il responsabile indiano che cade dalle nuvole ma che l'assicura di risolvere il problemone. Difatti un quarto d'ora dopo il GM del Taj Mahal risolve la situazione chiamandola dall'India e dicendole che la partenza e' stata rinviata al giorno dopo. Stessa ora e stesso aereo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;La Piccolacuoca diventa la protagonista del remake 'Il giorno della marmotta'.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Diario di bordo 19 luglio 2007.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; La Piccolacuoca si sveglia disorientata che pensava di essere in India ma invece sta ancora a Milano. Sveglia tutta la famiglia e tranquillamente si va alla macchina, si caricano i bagagli e l'exmarito s'accorge che non ha piu' le chiavi. La Piccolacuoca e la figlia lo guardano allibite: &lt;em&gt;non e' possibile&lt;/em&gt;, e questa frase verra' ripetuta nel seguente quarto d'ora a mo' di mantra. L'auto e' una Fiat, pare siano molto facili da rubare e difatti l'exmarito pensa di sfondare il finestrino per aprire la portiera e magari vedere se nel porta bagagli siano cadute le chiavi. La Piccolacuoca corre sopra a prendere cacciavite e martello. L'exmarito con un' abile mossa apre il finestrino di dietro senza fracassarlo e quindi allunga la mano verso il fermo e l'auto magicamente si riapre e si cerca affannosamente le chiavi mentre il tempo vorticosamente se ne vola via. Le chiavi si trovano fortunosamente scivolate dentro la maniglia della valigia. Di nuovo si fanno le ginkane. Si arriva alla Malpensa e questo giorno e questa ora la Piccolacuoca parte per l'India. Destinazione Mumbay. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Il viaggio sara' tranquillissimo e addirittura Piccolacuoca riesce a farsi un sonnellino. L'aereo e' in ritardo di mezzora. All'aereoporto prima della dogana un gentilissimo signore indiano si presenta, raccoglie la Piccolacuoca, prende i suoi bagagli, fa una conversazione salottiera e procede gentile ed efficiente verso l'uscita mentre la Piccolacuoca gli trotterella a fianco. Passa la dogana, nel senso che la &lt;em&gt;oltrepassa&lt;/em&gt; salutando tutti i doganiere che lo ricambiano festosamente mentre di fianco gli stessi doganieri stanno procedendo a severissime misure di controllo aprendo tutte le valigie degli altri passaggeri. Alacramente si avvia fuori e la Piccolacuoca affronta una folla inverosimile di parenti e amici venuti ad accogliere gli altri passeggeri. Tutti toccano, urlano, sorridono e parlano ma il signore gentile li sorpassa e si avvia candidamente vero una mercedes bianca, da cui scende un autista vestito di bianco che carica i bagagli della Piccolacuoca. Il signore gentile la saluta e se ne va. E l'autista e la Piccolacuoca affrontano un lungo viaggio nel mezzo della baia di Mumbay, dove lei rischiera' l'infarto causa drammatica incompetenza dell'autista alla guida ma scoprira' che tutti (tuttituttitutti) non hanno la minima idea di semafori, precedenze e sorpassi e guidano come viene viene, pigiano affannati l'acceleratura e il clacson come se piovesse. Finalmente T&lt;em&gt;he gate of India&lt;/em&gt; aspetta la Piccolacuoca che come una regina di Spagna scende dall'auto, viene accolta da una marea di servitori che l'accompagnano, la riveriscono e le sorridono accoglienti e gentili dondolando la testolina. La stanza e' meravigliosa. Il bagno e' superbo. E non ci sono vacche sacre che scorazzano di qua e di la'.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Fuori il monsone sciacqua le puzze di Mumbay.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-493204260949912766?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/493204260949912766/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=493204260949912766' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/493204260949912766'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/493204260949912766'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/07/il-viaggio-della-piccolacuoca.html' title='Il viaggio della Piccolacuoca'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-5263905452309067265</id><published>2007-07-15T16:03:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:58.501+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='the trip'/><title type='text'>2007. Bucarest. Papanati.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rpo01atT0pI/AAAAAAAAAHg/Ty5ocS5j8I4/s1600-h/IMG_0469.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rpo01atT0pI/AAAAAAAAAHg/Ty5ocS5j8I4/s320/IMG_0469.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5087436821375472274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rpo02KtT0qI/AAAAAAAAAHo/CQ_jrSeoAkw/s1600-h/IMG_0472.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rpo02KtT0qI/AAAAAAAAAHo/CQ_jrSeoAkw/s320/IMG_0472.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5087436834260374178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rpo02qtT0rI/AAAAAAAAAHw/ceIpjssPL1A/s1600-h/IMG_0474.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rpo02qtT0rI/AAAAAAAAAHw/ceIpjssPL1A/s320/IMG_0474.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5087436842850308786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;A Est prima dell'India c'è questa capitale che vi andrò a raccontare. Una capitale scarrupata, decadente e polverosa. Una capitale piena di anime zingaresche e piena di facce un po' così che poi non sono quelle dei francesi ma sono quelle degli italiani. Che poi com'è e come non è, sono sempre quelle facce che incontri nelle capitali d'orienti non affacendate e son facce da bucanieri che non hanno molto da dire in casa propria e scappano via a tentare la fortuna altrove. La capitale si chiama Bucarest, e prima molto prima dell'avvento del comunismo doveva essere meravigliosa. Poi è arrivato Ciausescu e ha abbattuto interi quartieri per farci i boulevard parigini. S'è fatto pure la sua di casa e l'ha chiamata La Casa del Popolo: enorme, opulenta e folle come lo era la reggia di Versailles. Nel pieno del suo delirio ha tentato di far diventare stanziale la popolazione Rom che è sempre stata nomade per eccellenza. Ha dato loro una casa e un lavoro e li ha piazzati tutti in pieno centro, un centro che è un po' turco, un po' austriaco e e un po' francese. Sperava che le case pericolanti venissero abbattute alla prima scossa di terremoto. Invece accadde che il terremoto arrivò ma abbattè i quartieri appena costruiti. E il centro rimase in piedi. Scarrupato, zingaresco e colorato. E' per questo che  i rom abitano tutti nel centro in case bellissime seppur fatiscenti.&lt;br /&gt;Bucarest è bella. Seriamente bella. Ma ci vorranno ancora due decenni prima che un serio restauro la riporti all'antico splendore. I rumeni son strani, son gentili e son affettuosi. Si stramazzano di birra e cibo e hanno questa cucina arcaica fatta di zuppe e aglio che loro chiamano ciorbe. Gran minestroni pieni di panna acida, e di tutti i tipi: con le polpette, con la trippa, con la carne o di sola verdura. E c'hanno tanti tipi di verze e l'insalata di verza la consiglio. Hanno svariati tipi di yogurt e panne acide buonissime.&lt;br /&gt;Ho mangiato la miglior tartare della mia vita. La carne è buonissima, è carne che senti che sa di carne vera. Peccato che i rumeni la carne cruda non la mangiano perché fan parte del concetto alimentare da cultura arcaica : il crudo non si mangia. Perché fa subito malattia. In effetti la carne cruda la mangiano solo quelli che hanno una catena del freddo (frigoriferi ecc. ecc.) e i 'selvaggi' (alias raccoglitori-cacciatori). A tavola  mi guardavano tutti sconvolti e piuttosto schifati. E poi hanno una bontà clamorosa chiamata: papanati (pronuncia papanasc). Una sorta di bombolone-kraffen servito caldo con panna acida e marmellata di albicocche (o di amarene). E' buonissimo: ma bisogna andare nei posti giusti altrimenti fa piuttosto schifo.&lt;br /&gt;Un ottimo posto dove mangiarlo è il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bistrot Atheneu&lt;/span&gt; accanto all'Ateneo. Un posto che ai rumeni non piace ma a noi occidentali moltissimo perchè si respira l'aria dell'antico del secolo scorso.&lt;br /&gt;Bucarest vale la pena di andarci a vedere le case abbandonate, le strade polverose, sorbirsi ciorbe, mangiare papanati, bere ottima birra. E insomma non è mica così vero che i rumeni son brutta gente. La brutta gente che ho visto lì sono solo gli italiani. Per dire.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bistro Atheneu,&lt;/span&gt; St.Episcupei n.3, tel. 3134900, Bucarest.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-5263905452309067265?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/5263905452309067265/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=5263905452309067265' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5263905452309067265'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/5263905452309067265'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/07/2007-bucarest-papanati.html' title='2007. Bucarest. Papanati.'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rpo01atT0pI/AAAAAAAAAHg/Ty5ocS5j8I4/s72-c/IMG_0469.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-249411484414971367</id><published>2007-06-26T11:10:00.000+02:00</published><updated>2007-06-26T11:36:29.026+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mio ombelico'/><title type='text'>Il trasloco</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Le prime volte che uno fa il trasloco s'incasina non da ridere. Non sa fare spazio e non sa buttare via nulla. Man mano che la vita procede e i traslochi pure si finisce che a fare scatole non costa l'immane fatica psicologica degli inizi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Anzi. Si diventa pratici di scatole di scritte e di mentale organizzazione: cosa va con cosa, dove va dove. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Eppoi a me è diventata matematica la certezza che più faccio traslochi e meno mi costano: perché ho buttato via tanta di quella roba che alla fine l'ansia dell'accumulo s'è annullata. Apro cassetti e butto, butto, scarto, scarto, levo, levo, e soprattutto distruggo e distruggo in un desiderio di purificazione che forse sa di salvazione. Pezzi di passato che se ne vanno senza lasciare traccia e finiscono nel dimenticatoio. Quelle piccole cose che mi fanno vedere la quotidianità come un'insieme di valori, finiscono per evaporare di fronte all'imminenza della novità. Nulla mi appare più importante. Occupa solo spazio. E pesa. Mi pesano tutte le cose che ho accumulato senza neanche sapere il perché. Senza carpirne la necessità. Così giusto per ricordarmi di quel giorno lì, di quel posto lì. E analizzando adesso m'accorgo che magari non è stato neanche un giorno così importante. Che le cose reali dei giorni importanti manco le ho tenute. Non ho conservato nulla e forse me ne pento. Vanificando l'aspetto oltrettutto oltraggioso delle mie scelte arbitrarie. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Traslocando mi rendo conto delle rare necessità che occupano i miei giorni. E sono veramente poche le cose necessarie. La figlia, i profumi, gli odori, la polvere, i colori, gli amici, le persone, la casa. Magari mi porterò via un paio di foto. Un simulacro di cosa vera. Ma le vere cose le lascerò qui. Non staranno con me. Di quello non posso inscatolare nulla. E solo di quello io sentirò dolore. Il dolore del lascito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-249411484414971367?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/249411484414971367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=249411484414971367' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/249411484414971367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/249411484414971367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/06/il-trasloco.html' title='Il trasloco'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-7739909429762592457</id><published>2007-06-19T19:25:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:58.528+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mondo a parte'/><title type='text'>Il mio paese</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RngaV5L5yeI/AAAAAAAAAHQ/vv4LjKn-RYI/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RngaV5L5yeI/AAAAAAAAAHQ/vv4LjKn-RYI/s320/images.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5077837543290554850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Capita poi che ti ritrovi che un po' d'amici attorno vivano la tua identica situazione e da un lato ti fa piacere il senso di comunanza e dall'altro t'impaurisce perchè intuisci in tutti la tua stessa aria allarmata e il tuo stesso identico terrore del salto nel vuoto. Non è apparenza perchè il cambiamento di lavoro e di casa e di città e di luoghi e di cuori provoca in verità un intenso desiderio di sicurezze. Che le senti sfuggire tutte immerse in un fiume in piena. Nel vortice di cambiamenti e di svolgimenti dell'esteriore realtà, il dentro appare sfigurato da tanto sconvolgimento. Perchè la verità è che nessuno di noi è tanto veloce a seguire i cambiamenti cambiandosi e men che mai l'adattamento adattandosi. Siamo tutti lenti e anche quelli che ti sembravano i più camaleontici alla fine sono quelli che rimangono più indietro, perchè non razionalizzano gli accadimenti e si perdono nei meandri delle facezie. Non è semplice cogliere l'essenza delle cose per non dire dell'essenza delle persone e per non tirare fuori la propria di essenza.&lt;br /&gt;Discutendo invece dell'apparenza e di ciò che sta accadendo alla politica del mio paese vi è nella mia testa la percezione che se non cambiano quelle facce lì di fatto nulla si cambia e potranno darsi mille nuovi nomi ma il sentire e il fare di quelle faccie è uguale a prima. Vorrei osare dire che se non vedo volti nuovi vuol dire che questo paese non è capace di produrre energia vitale concreta e proficua. Insomma se non si è capaci di apporre un nuovo volto non si è degni neanche di credere che ci sia una vera svolta, lasciando a priori da parte l'aggettivo: nuovo.&lt;br /&gt;Non si conti più su di me per avere un voto alle prossime politiche se vedo ancora il viso di Prodi &amp;Co. Non lo darò di certo al nano sia mai. Ma almeno io nel mio piccolo sono capace di mettere delle firme e di cambiare sul serio e come me tutti i miei amici. Nel grande vedo che nessuno ne ha voglia. Oppure quelli che a me piacciono sono emarginati. Allora sono giunta alla conclusione che o sono io a essere troppo estremista e rivoluzionaria o sono gli altri ad essere vecchi e tristi. Se qualcuno mi parla dell'elefante rosa non so se ridere o piangere. Dumbo a me piaceva. Dumbo volava. Questa roba da centro di Prodi &amp;amp;Co. mi fa &lt;span style="font-style: italic;"&gt;nostalgiacanaglia.&lt;/span&gt; Se rivedo assieme Romina e Albano che cantano rabbrividisco pensando che il tempo sia passato invano. Se una cosa muore un'altra nasce, lo so e lo capisco, ma mica stiamo a parlare di metempsicosi o della reincarnazione  vero? Io a stare a sentire 'sti discorsi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;spirituali&lt;/span&gt; me ne vado in India. Per dire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-7739909429762592457?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/7739909429762592457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=7739909429762592457' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7739909429762592457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7739909429762592457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/06/il-mio-paese.html' title='Il mio paese'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RngaV5L5yeI/AAAAAAAAAHQ/vv4LjKn-RYI/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-6931375698832931613</id><published>2007-06-10T01:07:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:58.678+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='the trip'/><title type='text'>Lapiccolacuoca va in India</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rms7kpL5ydI/AAAAAAAAAHI/jEYZdrsEIJE/s1600-h/295px-Taj_Mahal_in_March_2004.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rms7kpL5ydI/AAAAAAAAAHI/jEYZdrsEIJE/s320/295px-Taj_Mahal_in_March_2004.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5074214905880103378" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Vado in India. Mica per ridere. Sul serio. Per starci tanto: un anno tutto.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Parto e vado a lavorare per la catena Taj e per chi non lo sapesse c'è pure l'albergo Taj Mahal (stesso nome della settima meraviglia del mondo dovuta a Shah Jahan che pazzo di dolore per la morte della moglie Mumtaz le costruì una -meglio dire &lt;span style="font-style: italic;"&gt;LA&lt;/span&gt;- tomba -meglio dire &lt;span style="font-style: italic;"&gt;IL&lt;/span&gt; mausoleo più bello del mondo- giusto per ricordare al suo di mondo della perdita, del lutto e della morte di un essere amato tantotanto).&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Me ne vo contenta seppur non felicefelice, perchè devo lasciare &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;qui &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;la figlia e assai mi dispiace, meglio dire m'addolora.&lt;br /&gt;Comprendo appieno quanto l'emigrazione faccia parte delle mie corde lontane, soggiace nei ricordi della mia esistenza, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;ne comprendo appieno lo strazio viscerale di lasciare gli affetti più urgenti e cari. Ma&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt; finisce &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;sempre &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;che pur'io emigro  perchè son figlia di quella generazione lì: quella che è partita per far i soldi, per la fame e non certo per spirito d'avventura.  Almeno posso dire d'avere un po' di spirito d'avventura. O forse è solo (in)sana incoscienza.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Vado a Chennai laggiù nel sud dell'India, vado al Taj Coromandel ad aprire un ristorante italiano e a insegnare agli indiani la cucina italiana. &lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Vado a fare il mio mestiere: l'opening chef. Il ristorante italiano: non si sa come si chiamerà e stiamo pensando al nome. Suggerimenti?&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Sarà un parto. Me lo sento. E sento che saranno gioie e dolori e prevedo immense disgrazie e grandi soddisfazioni. E lo so che il mio cuore si spezzerà alla vista di fame e miseria e si struggerà alla visione di dei molto più antichi dei nostri. &lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Magari fondo pure io una nuova religione.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;&lt;br /&gt;Capirete di certo che il blog assumerà contorni diversi e sarà molto più diario di viaggio. &lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Dovrei raccontare di quanto sia stata infelice quaggiù ma davvero non ho voglia. Alla fine se dei mali si sta troppo a dire, il male rimane, s'impianta e s'infoltisce. Generando malessere. Che non smette d'essere male.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;&lt;br /&gt;Comunque vi terrò informati.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Non ero morta, vi spiego: stavo solo giocando troppo e mi stavo un po' perdendo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Adesso il gioco s'è fatto d'improvviso serio.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;E' diventato d'un tratto un viaggio. Lontano.&lt;br /&gt;Vado in India. Mica per dire. Sul serio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-6931375698832931613?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/6931375698832931613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=6931375698832931613' title='30 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/6931375698832931613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/6931375698832931613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/06/lapiccolacuoca-va-in-india.html' title='Lapiccolacuoca va in India'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rms7kpL5ydI/AAAAAAAAAHI/jEYZdrsEIJE/s72-c/295px-Taj_Mahal_in_March_2004.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>30</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-49857581345509306</id><published>2007-05-17T21:50:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:58.919+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='the trip'/><title type='text'>E si vive pericolosamente</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rky3bKGxjUI/AAAAAAAAAHA/CTjVoo2RJIo/s1600-h/1cuccagna_jpg.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rky3bKGxjUI/AAAAAAAAAHA/CTjVoo2RJIo/s200/1cuccagna_jpg.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5065625358082084162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Ogniqualvolta passavo da quella via vedevo la vecchia cascina e mi facevo un sacco di film, di come doveva essere Milano in un altro tempo con un vecchio portone e un grande giardino con la sua corte e le stanze che s'affacciavano sull'aia. E poi un giorno la cascina s'è aperta, era un giorno di settembre e ho letto che c'era il progetto Cuccagna e ci sono entrata e lì, nel vicolo Cuccagna, c'ho avuto una visione.&lt;br /&gt;C'ho visto un'enorme cucina con le assi di legno e la cappa in mezzo e le sedie di paglia e le pentole di rame e le zuppe e le minestre, e fuori la serra di erbe aromatiche e dall'enorme cucina uscivan odori buoni e succulenti e tanta gente attorno che faceva di nuovo della cascina un posto vivo e si dava da mangiare agli affamati di stomaco e di spirito.&lt;br /&gt;Allora ce l'ho detto alla cooperativa che se non hai un progetto rivoluzionario che cazzo di senso dai alla vita tua? insomma guardatevi in giro: una quintalata di persone mangia male, butta via il cibo, è grassa perché è povera, perché è sola, perché è abbandonata, perchè nessuna dà loro da mangiare...e parlavo e parlavo e mi hanno ascoltata e forse han capito che fare un semplice ristorante era da  poveri illusi. Insomma è meglio dar da mangiare ai poveri di stomaco e di spirito che fare il ristorante senza un senso alto e dispendioso.&lt;br /&gt;Insegnare il surplus alimentare, il cibo povero e il cibo dei poveri ai poveri di spirito affinché s'arricchiscano di stomaco e di mente, insegnare a produrre e riciclare, insegnare a non buttar nulla, proprio qui a Milano alla cascina Cuccagna.&lt;br /&gt;Sì lo so: è un'idea antica, viziata dagli anni del collegio cattolico, sì lo so: sono pazza, ma qui si vive pericolosamente e devo trovare un sacco di sponsor e un sacco di soldi.&lt;br /&gt;Ekkekkazzo mica mi chiamo Gesù. Mi chiamo Giovanna, (la pazza). Per dire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-49857581345509306?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/49857581345509306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=49857581345509306' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/49857581345509306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/49857581345509306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/05/e-si-vive-pericolosamente.html' title='E si vive pericolosamente'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rky3bKGxjUI/AAAAAAAAAHA/CTjVoo2RJIo/s72-c/1cuccagna_jpg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-7178931674620919134</id><published>2007-05-11T15:06:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:59.074+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La Piccolacuoca va al cinema'/><title type='text'>Aspettando Remy</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RkRrWHofYQI/AAAAAAAAAG4/kdSfm938Oms/s1600-h/RatatouillePoster.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RkRrWHofYQI/AAAAAAAAAG4/kdSfm938Oms/s400/RatatouillePoster.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5063289908821451010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sto aspettando &lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;Remy&lt;/span&gt;. Un topo in cucina.&lt;br /&gt;Diciamo che me la chiuderebbero la cucina. A me.&lt;br /&gt;Ma alla Pixar no, loro c'hanno gli agganci giusti. Poi stanno a dire delle ASL italiane.&lt;br /&gt;Comunque il &lt;a href="http://disney.go.com/disneypictures/ratatouille/main.html"&gt;trailer&lt;/a&gt; è GRANDIOSO!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-7178931674620919134?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/7178931674620919134/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=7178931674620919134' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7178931674620919134'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/7178931674620919134'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/05/aspettando-remy.html' title='Aspettando Remy'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RkRrWHofYQI/AAAAAAAAAG4/kdSfm938Oms/s72-c/RatatouillePoster.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-2338037255283965098</id><published>2007-05-02T13:11:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:59.320+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Amarcord'/><title type='text'>1968. Pordenone. La marmellata di prugne.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RjnHunofYPI/AAAAAAAAAGw/-RodiwZFVGM/s1600-h/Fiore+di+Prugno_small.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RjnHunofYPI/AAAAAAAAAGw/-RodiwZFVGM/s400/Fiore+di+Prugno_small.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5060295260054184178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:courier new;"&gt;S'era al finire dell'estate tra l'aria settembrina e il casolare con davanti una miriade di campi s'ergeva imponente e severo. C'erano cugini e cuginette che saltavano sul trattore 'ché si andava a far vendemmia. Gianni aveva il carisma d'essere il il cugino più vecchio e più matto e voleva guidarlo lui il trattore ma zio Enzo gli aveva dato uno scapellotto sulla nuca e lui zitto s'era messo sul carro tra tutti noi che avevamo abbassato gli occhi ben sapendo il perché. Difatti pochi giorni prima ne aveva combinato una delle sue. Aveva infilato il tubo del gas nel culo di un maiale nella porcilaia e aveva aperto a tutta manetta la bombola. Gli strilli del maiale s'erano sentiti a chilometri di distanza e Gianni era stato rincorso per  altrettanti chilometri dal padre inferocito che lo voleva ammazzare di botte.&lt;br /&gt;Noi tutti avevamo riso e riso a crepapelle come sempre ridono i bambini crudeli, divertiti da tanta meravigliosa cattiveria creativa, mentre assistevamo allegri alla morte del maiale e mentre lo zio urlando impropi e lanciando bestemmie, rincorreva Gianni tra i campi. Era stato alla fine preso ed era stato punito a non mangiare a tavola insieme a tutti noi mentre nonna Grazia a mezzodì preparava il pollame e la polenta e le verdure dell'orto. La lunga tavola era silenziosa mentre si mangiava affamati e poi s'iniziava a ridere e chiaccherare. Dopo però. L'atto del mangiare era immerso  in un silenzio masticante religioso.&lt;br /&gt;I giorni della vendemmia vedevano riuniti tutta la famiglia e tutti i cugini d'età variabile dai 4 ai 15 anni. Eravamo tutti simili, tutti con la stessa impronta genetica, tutti con l'amore spassionato di tirare giù i grappoli maturi di tocai e merlot, e quindi i grappoli delle vigne di cabernet. C'erano alla fine della vendemmia i grappoli buonissimi di clinto e uva fragola di cui i bimbi più piccoli si facevano gran scorpacciate con poi effetti devastanti sull'intestino. I cugini più grandi lo sapevano e avvisavano ma i piccoli golosi di certo non ascoltavano. Quelle vigne servivano a fare il fragolino e il clinto, che erano vini dolci, appropriati per le crostate e per gli strudel che nonna Grazia avaramente produceva.&lt;br /&gt;Il trattore con il carro avanzava lento tra i filari e con le forbici si tagliava i grappoli che si buttavano con abile e strategica mossa nella cassetta di legno tra le gambe, i più capaci stavano in un equilibrio tenendo i piedi ai bordi della cassetta. Erano giorni non troppo caldi ma dopo un po' le braccia iniziavano a indolentirsi come pure le gambe a furia di stare in piedi e a furia d'allungarsi tra i rami più alti della vigna.&lt;br /&gt;Si smetteva al calar del sole ma prima verso le cinque della sera veniva nonna Grazia  a portare la merenda a noi bambini e ragazzini che eravamo quasi una scolaresca. Portava l'acqua e i panini con burro e marmellata. Ma non era una marmellata qualsiasi: era la sua marmellata di prugne. La marmellata era cotta con i raccolti delle prugne maturate dinnanzi al casolare dei due grandi prugni: alti, belli e maestosi producevano ogni anno una gran quantità di frutti. Nonna Grazia andava raccogliendo le prugne che venivano poi lavate, snocciolate e messe a cuocere in un gran pentolone con zucchero, limone e molte mele cotogne. Aveva un sapore leggermente acidulo, e il gusto di prugna saliva solo dopo aver addentato vari morsi. Ne eravamo tutti ghiotti e si addentava il panino ascoltando il frinire di cicale, il canto di grilli e il ronzio degli insetti e mentre il rumore del motore del trattore taceva, noi si masticava instancabili con la marmellata di prugne che scendeva tra le mani, e si passava altri minuti dopo leccandoci i palmi mentre nonna Grazia rideva di gusto vedendoci così presi a lambirci dita e mani. Era il finire dell'estate e si rimaneva fino a sera con le mani appiccicose e zuccherose che avevano il gusto di prugne e a volte mi capita di passare tra gli scaffali delle marmellate e mi succede di acquistarle ma sapete com'è: non sono &lt;span style="font-style: italic;"&gt;quella&lt;/span&gt; marmellata e soprattutto non sento più la sua risata piena e divertita.&lt;br /&gt;Adesso il casolare giace cadente in mezzo ai campi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-2338037255283965098?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/2338037255283965098/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=2338037255283965098' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2338037255283965098'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2338037255283965098'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/05/1968-pordenone-la-marmellata-di-prugne.html' title='1968. Pordenone. La marmellata di prugne.'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RjnHunofYPI/AAAAAAAAAGw/-RodiwZFVGM/s72-c/Fiore+di+Prugno_small.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-3443858444656853661</id><published>2007-04-27T14:30:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:59.527+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='De rerum culinaria'/><title type='text'>La cucina cinese</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RjH8F3ofYOI/AAAAAAAAAGo/53il3CWPQWI/s1600-h/IMG_0050.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RjH8F3ofYOI/AAAAAAAAAGo/53il3CWPQWI/s400/IMG_0050.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5058101034277101794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: lucida grande;font-size:85%;" &gt;Osservando uno chef cinese ci si accorge di come la gestualità sia completamente diversa da quella di uno chef occidentale. Innanzitutto il taglio delle verdure. Completamente diverso. Taglia la verdura usando una piccola mannaia con cui affetta preciso in pezzi piccoli le verdure. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: lucida grande;font-size:85%;" &gt;Non è proprio il taglio alla julienne.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: lucida grande;font-size:85%;" &gt; Affetta di sbieco, in modo che risultino pezzi lunghi e uguali e abbiano perciò lo stesso tempo di cottura. Tutto dev'essere presentato a bocconi.  E si capisce perché:  i cinesi usano le bacchette.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: lucida grande;font-size:85%;" &gt; Bisognerebbe aggiungere come principio che tutta la cucina cinese si basa sul Taoismo, sul contrasto e sull'equilibrio degli elementi Yin e Yang. Significa in cucina: la temperatura e il tempo sono fattori di primaria importanza, l'esatto metodo di cottura per quel preciso ingrediente nel giusto tempo.&lt;br /&gt;Si comprende in questa prospettiva taoista perché nessun cinese usi le posate di metallo. Non sono 'naturali' e il cibo è naturale. Il metallo lavorato è un prodotto dell'uomo (dentro la cosmogonia taoista). Insomma non fa parte della digestione. Su questa specifica antropologica si muove la cucina cinese. Pertanto l'assunto della naturalità potrebbe essere: tutto è edibile basta che non avveleni. E se avvelena può sempre essere usato per altri scopi. &lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: lucida grande;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;La salsa di soia è l'altro elemento primario e in genere in tutte le cucine del sud-est asiatico. E ve ne sono di vario genere e tipo. Ma  quelle cinesi sono salatissime. Il sale è un elemento che non si usa. Anzi non c'è proprio sulle tavole cinesi. Quindi la salsa di soia dovrebbe essere diluita perchè oltre a scurire il cibo lo sala in maniera indecente. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: lucida grande;font-size:85%;" &gt;Il glutammato è l'altro elemento caratteristico, lo mettono ovunque in abbondanza. Lo si sente in maniera esasperata.  &lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: lucida grande;font-size:85%;" &gt;Esiste un'enorme differenza tra la cucina del Nord (Pechino) e quella del Sud (Canton), tra la cucina dell'Est (Shanghai) e quella dell'Ovest (Szechuan). A grandi linee: quella del Nord si basa molto sulle verdure, sulle zuppe, e i noodles e la cottura in genere è a vapore. Mentre quella del Sud è quella che conosciamo noi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: lucida grande;font-size:85%;" &gt;perchè i cantonesi sono quelli che hanno fatto l'emigrazione cinese e hanno esportato la loro cucina: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: lucida grande;font-size:85%;" &gt;agrodolce, maiale croccante, verdura saltata  La cucina dell'Ovest è invece piccante, agliata e forte, e dato il clima umido e caldo tutte le tecniche di conservazione del cibo sono ben presenti. La cucina dell'Est invece è molto vegetariana, con gran quantità di pesce, zucchero e olio vengono usati in abbondanza donando la reputazione al cibo di Shang Hai di ricchezza e pienezza.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: lucida grande;font-size:85%;" &gt;Oltre al solito wok ci sono anche i pentoloni per i zupponi e i cestelli sovrapponibili di bambù. Una cucina con pochissimi strumenti semplici. Una cucina buonissima ma che ha la disgrazia di essere pessimamente rappresentata qui in Italia, raramente è buona per dire. A &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: lucida grande;font-size:85%;" &gt;Milano siamo già più fortunati avendo la nostra piccola Chinatown. Per me il miglior ristorante cinese resta il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ta Hua&lt;/span&gt;, in  via Fara 10 (dietro al Pirellone), tel 02-66987042. Andateci perché il cibo è veramente ottimo. I proprietari sono gentili, molto professionali e parlano bene l'italiano. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: lucida grande;font-size:85%;" &gt;Il ristorante è sobrio e la cucina è quasi a vista.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-family: lucida grande;"&gt; Una garanzia. Fa subito pulito. Non so se rendo l'idea. Mica per dire. Sul serio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-3443858444656853661?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/3443858444656853661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=3443858444656853661' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3443858444656853661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/3443858444656853661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/04/la-cucina-cinese.html' title='La cucina cinese'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RjH8F3ofYOI/AAAAAAAAAGo/53il3CWPQWI/s72-c/IMG_0050.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-1946492259843599992</id><published>2007-04-23T14:14:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:59.712+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mio ombelico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mondo a parte'/><title type='text'>Io c'ero</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RiyuCX2tG2I/AAAAAAAAAGg/uO5nFqILqbQ/s1600-h/20060330_157_27+Alba+su+Milano_t.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RiyuCX2tG2I/AAAAAAAAAGg/uO5nFqILqbQ/s400/20060330_157_27+Alba+su+Milano_t.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5056607837416659810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Io c'ero alla nascita del Partito Democratico, stavo in cucina, ma c'ero. Ho visto Fassino piangere e un po' mi è spiaciuto. Ma poi ho pensato: non è più l'era dei partiti. E quelli vecchi erano &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;già &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;morti nel '77. Nessuno di noi che c'era lo sapeva, ma  la Storia gira dove noi non pensiamo, tutti presi ad osservare il nostro piccolo ombelico. La consapevolezza arriva sempre quando le cose sono già accadute. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Forse è già vecchia l'idea di rimestare un'americanata di non identificazione e di non storicizzazione.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt; Ho solo la certezza che gente come la Binetti deve stare fuori dal PD. Perché chi dice che l'omossessualità è una malattia è uguale a chi dice che l'Inquisizione aveva ragione a dare la caccia alle streghe. Io non voglio più ascoltare queste fregnacce. Voglio riforme vere e voglio persone laiche di testa a farle.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Io c'ero &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;alla vittoria dell'Inter dopo 18 anni, stavo in cucina ma c'ero. Non ho sventolato la bandierina. Ma c'ero e ho gioito anche se non mi sono esaltata. Perché a furia di aspettare Godot alla fine uno si stufa e quando arriva Godot ha fatto altri mille pasti e morta lì.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;&lt;br /&gt;Io c'ero&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt; al Salone del Mobile. Stavo in cucina ma c'ero. Ci sono stata e ho dato da mangiare a mille persone. Eravamo in cinque anziché in quattro come di solito in cucina, perché a Michele il mio ex sous chef che adesso fa il capopartita in un'ospizio e fa da mangiare ai vecchietti; ho detto: siamo nella merda e vieni ad aiutarci. Altrimenti la gente si uccideva a furia di aspettare il piatto, stessa storia di Godot, e alla fine passava la fame.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Io c'ero la notte sfinita come una medusa spiaggiata quasi morta sul divano, a fare la decompressione per l'eccesso di adrenalina che si sa a quello stadio non si riesce a prendere sonno, e ho ascoltato i rumori del corpo e ho scoperto muscoli che pensavo d'aver dimenticato e di non possedere, doloranti, e ho visto vene scoppiate sulle gambe per il troppo calore e l'eccesso di sforzi fatti in piedi.&lt;br /&gt;Io c'ero e mi sono analizzata in senso clinico e ho piegato mestamente la testa e ho cercato di dormire e sono svenuta sul divano per svegliarmi un paio d'ore dopo di soprassalto con la gnosi della dimenticanza:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt; 'cazzo mi sono scordata di ordinare le mozzarelle'. Io c'ero e ho preso il telefono e ho mollato l'ordine in segreteria in piena notte che era quasi alba. Per poi guardare il levarsi delle prime luci e ascoltare il rumore della città che riprendeva a produrre materia, sudore e insoddisfazione. Ho appoggiato la fronte al vetro della finestra e lenta la fatica è riemersa. Mi sono avviata di nuovo a letto. A dormire. Finalmente.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;La mattina ho riaperto gli occhi e ho osservato il soffitto e il sole e il caldo. L'alba s'era voltata via e io ho pensato 'un'altra serata bollente nella cucina bollente'.&lt;br /&gt;Io c'ero. Per dire.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-1946492259843599992?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/1946492259843599992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=1946492259843599992' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/1946492259843599992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/1946492259843599992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/04/io-cero.html' title='Io c&apos;ero'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RiyuCX2tG2I/AAAAAAAAAGg/uO5nFqILqbQ/s72-c/20060330_157_27+Alba+su+Milano_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-2234543099319824055</id><published>2007-04-13T12:06:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:33:59.814+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mondo a parte'/><title type='text'>E' morto Kurt</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rh9WWc0cODI/AAAAAAAAAGQ/_90SQuTeZjY/s1600-h/0JGDBTNR--160x140.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rh9WWc0cODI/AAAAAAAAAGQ/_90SQuTeZjY/s320/0JGDBTNR--160x140.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5052852250626242610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' morto Kurt Vonnegut. Aveva 84 anni. Era cascato e s'era fatto male e non si è più rialzato. Per me poteva vivere anche 840 anni. E scrivere altri dieci capolavori. Vado in lutto per un po'.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-2234543099319824055?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/2234543099319824055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=2234543099319824055' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2234543099319824055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2234543099319824055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/04/e-morto-kurt.html' title='E&apos; morto Kurt'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rh9WWc0cODI/AAAAAAAAAGQ/_90SQuTeZjY/s72-c/0JGDBTNR--160x140.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-491670405280767226</id><published>2007-04-13T10:19:00.000+02:00</published><updated>2007-04-13T10:28:44.240+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mondo a parte'/><title type='text'>Sventola bandiera rossa</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5708/1876/1600/Img_0132.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5708/1876/320/Img_0132.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;300 cinesi in rivolta, qui. A Milano. Tra i 300 spartiati e i 300 cinesi corre il filo rosso della continuità? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Non ho ancora capito come il numero 300 sia il numero delle battaglie e delle rivolte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Ho visto sventolare la bandiera rossa cinese a Milano, nella Chinatown di via Paolo Sarpi. No, dico: la bandiera rossa, quella del Grande Timoniere. E non c'era la manifestazione. C'era la rivolta. Dei cinesi.&lt;br /&gt;Ho pensato: un presagio, questo è il nostro futuro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Un po' mi stavo per impressionare. Un po' mi stavo per mettere a ridere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Diciamo: la seconda mi è venuta meglio.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-491670405280767226?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/491670405280767226/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=491670405280767226' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/491670405280767226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/491670405280767226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/04/sventola-bandiera-rossa.html' title='Sventola bandiera rossa'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-2471025638042462667</id><published>2007-04-12T00:32:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:34:00.012+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kritika e ristorazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mio ombelico'/><title type='text'>Al Park Hyatt di Milano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rh3nhM0cOCI/AAAAAAAAAGI/-Ad-MYYrQ7U/s1600-h/milhya07p007.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rh3nhM0cOCI/AAAAAAAAAGI/-Ad-MYYrQ7U/s320/milhya07p007.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5052448914542442530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;A Giovi avevo dato l'appuntamento di fronte al Duomo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Suo sms: mi riconoscerai dalla camelia all'occhiello e dal Financial Times.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Mia risposta: Sborone! il Sole24 va bene uguale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Era un sacco che non ci parlavo assieme. Lunedì dell'Angelo a Milano è tutto chiuso. Anzi no. Allora l'ho portato al &lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://milano.park.hyatt.it/milph_it/index.shtml"&gt;Park Hyatt&lt;/a&gt; perché a me piace. Posso dire: è bello, è il classico luogo dove stravaccarti sui divanetti e fare conversazione e i camerieri son sempre tutti gentili. L&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;'ho fatto sedere&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt; nell'angolino del ristorante perché Giovi mi sembrava un po' a disagio. Però dopo s'è rilassato. I camerieri sono arrivati e ci hanno fatto la spiega del menù. Il menù è ben costruito, con parti diverse: la cucina tradizionale, poi quella creativa, e poi un piccolo tour tra varie portate. Insomma un mini trattato in stile pedagogico, ma sicuramente meglio di tanti che leggo in giro. &lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Filippo Gozzoli è l'executive chef, ma a me piacerebbe sapere la brigata da chi è guidata. Comunque abbiamo mangiato bene. I camerieri son molto gentili, mai servili, molto professcional,  mai invadenti. Un bel posto, dove si mangia bene, ovvio che si spende ma nessuno urla vicino a te e la musica quasi non si sente, un posto dove si chiacchera e riesce a rilassarti. Un lusso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Giovi mi ha spiegato cosa sta facendo adesso. Lo conosco da quasi dieci anni. Se n'era andato a Belgrado per un po', poi è rientrato e adesso si è messo a fare quelle cose che solo a lui vengono in testa. Per carità una bella testa. Ma comunque sempre &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;nerd &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;mi è rimasto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Massimo rispetto per i nerd, anzi credo siano gli ultimi veri, meravigliosi nevrotici e in quanto tali destinati a fare quelle cose percui dopo l'umanità li ringrazia oppure li odia. Dipende dai casi. Giovi è grande e grosso e ha mangiato poco, benché paresse mangiasse con gusto. Poi ho capito che spiegandomi delle cose di cui si sta occupando e facendolo con passione, il cibo non aveva l'importanza che io gli dedico. O almeno non tanto come la maggior parte delle persone. Giovi è molto simpatico nella sua estranietà dal mondo esterno. Eppure, essendo egli uno curioso, a un certo punto ha voluto sapere della cucina. Cioè come si fa un menù, com'è la cucina adesso, cosa si fa in cucina. Gli ho parlato della cucina molecolare e non credo che c'abbia capito un cazzo e quindi gli ho spiegato chi sono &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;ora&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt; i grandi chef ma non credo che gliene freghi un cazzo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Dopo davanti al suo tris di piccoli assaggi di dolci al cioccolato e al mio tortino di pistacchi, la conversazione è partita per la tangente e abbiamo parlato dei destini del mondo. Frivoli argomenti come la trasformazione e la morte della famiglia tradizionale, la politica estera degli USA e della Cina, anche dell'India, (e giusto per non farci mancare nulla) la visione politica e la fantascienza e i buchi neri e il big bang insomma le solite cazzate. Ah sì penso abbia una visione avanzata dell'universo e credo che se per caso prende piede quello percui sta lavorando dobbiamo ringraziarlo. Tutti noi. Detta così sembra una roba da sboroni. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Ah sì dimenticavo, sta facendo questa roba che trovate su questo sito: &lt;a style="color: rgb(51, 204, 0);" href="http://www.celliax.org/"&gt;www.celliax.org.&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Dice che è un open-source. Sono cretina di mio ma io ho capito solo che sta lavorando su un sistema di centralina tra GSM (il cellulare che usiamo, il coso percui molti non possono più vivere senza e il mondo è tuttointornoate) e Voip (internet). Sì lo so, lo so: un nulla. Telecomunicazioni, lo so, lo so: roba grossa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;La prossima volta riporto Giovi al Park Hyatt e me lo faccio spiegare di nuovo giusto per capire se stava scherzando oppure no. Ah sì: al Park Hyatt si sta bene e i camerieri son gentili. Un lusso. Andateci. Io ci tornerò di sicuro. Con Giovi. Ma questo l'ho già detto. Invecchiando finisco per ripetermi. Sempre. Mica per dire. Sul serio. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19036040-2471025638042462667?l=lapiccolacuoca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/feeds/2471025638042462667/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19036040&amp;postID=2471025638042462667' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2471025638042462667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19036040/posts/default/2471025638042462667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapiccolacuoca.blogspot.com/2007/04/al-park-hyatt-di-milano.html' title='Al Park Hyatt di Milano'/><author><name>lapiccolacuoca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04914702738315658545</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/Rh3nhM0cOCI/AAAAAAAAAGI/-Ad-MYYrQ7U/s72-c/milhya07p007.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19036040.post-7724060995578422602</id><published>2007-04-06T04:47:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T00:34:00.353+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Amarcord'/><title type='text'>Le cose non sono mai le stesse</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RhW-5yiBBAI/AAAAAAAAAGA/MmIsAeQV9v4/s1600-h/180px-Marcel_Proust.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_b3LwuHJMAIY/RhW-5yiBBAI/AAAAAAAAAGA/MmIsAeQV9v4/s200/180px-Marcel_Proust.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5050152457192145922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Un po' prende lo sconforto a capire che la memoria non è mai precisa e va via via sfocando negli anni e nel tempo. Un po' come quando uno ricorda il sapore del pane che aveva assaggiato in quel luogo e in quel tempo e poi risente l'odore e si ricorda di quel sapore e riprova a mangiarselo e  pensa che sia lo stesso pane e lo stesso odore. Ma non è vero. Le cose arrivano intermittenti attraverso i ricordi e non sono m
